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PROFESSIONE

Giusto compenso, i professionisti scendono in piazza a Roma

di Alessandra Marra
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La manifestazione #NoiProfessionisti chiede un sistema tariffario regolamentato e la definizione delle competenze professionali

Vedi Aggiornamento del 13/07/2017
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12/05/2017 – Domani i professionisti di tutta Italia si riuniranno a Roma per chiedere al Governo una legge contro la corsa al ribasso e lo svilimento del servizio professionale che introduca il concetto di ‘equo compenso professionale’.
 
L’evento del 13 maggio #NoiProfessionisti, un corteo che partirà da Piazza della Repubblica con destinazione Piazza San Giovanni, è nato dall’iniziativa dell’Ordine degli Architetti di Roma insieme agli Ordini degli Avvocati, degli Ingegneri e dei Medici della capitale e in poche settimane si è trasformato in una manifestazione nazionale che ha accolto 140 Ordini professionali tra Ingegneri, Architetti, Avvocati, Medici, Dentisti, Geometri, Geologi, Giornalisti, Chimici, Veterinari, Commercialisti.
 

Equo compenso: le richieste dei professionisti

I professionisti uniti chiederanno al Governo "il superamento della Legge 248/2006, con cui è stata sancita l’abolizione delle tariffe professionali, che ha provocato solo la svendita del loro lavoro intellettuale".
 
Si punta, quindi, all’adozione di una legge sulle professioni intellettuali che introduca un sistema tariffario regolamentato con una chiara definizione delle competenze professionali.
 
I professionisti hanno ricordato che la Corte di Giustizia Europea, con un’esemplare sentenza dell’8 dicembre 2016, ha ribadito che la previsione di minimi tariffari inderogabili è perfettamente legittima e compatibile con la normativa europea purché contenuta nella legislazione nazionale di uno dei Paesi Membri.
 
Il testo dovrà affrontare il tema del lavoro autonomo (in un testo unico), e regolare il sistema fiscale italiano favorendo politiche utili alla libera professione e all’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.
 

Professionisti: dialogo con il Governo

Allo scopo di approfondire in sede tecnica le problematiche che affliggono l’esercizio delle professioni ed identificare le possibili soluzioni da rappresentare al mondo politico, i professionisti hanno istituito un Gruppo di Lavoro composto da rappresentanti delle organizzazioni territoriali partecipanti.
 
Il gruppo avrà anche l’incarico di richiedere ufficialmente che sia costituito, nel più breve tempo possibile, un Tavolo Permanente per le Professioni presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con il compito di:
- individuare congiuntamente le problematiche determinate dall’attuale contesto legislativo all’esercizio delle Professioni ed affrontarle in modo sistematico;
- esaminare le possibili soluzioni ed inserirle in un quadro normativo omogeneo;
- supportare la stesura di una legge che tuteli le Professioni Intellettuali in congruità con il dettato costituzionale, la dignità ed il decoro del lavoro professionale.
 

Giusto compenso: la situazione dei professionisti

I professionisti si sono mobilitati per vedere ‘riconosciuta la propria dignità’, dopo vari anni di crisi; i redditi dei liberi professionisti autonomi, infatti, sono ritornati a essere quelli degli inizi degli anni '80, oscillando tra i 17 mila e i 30 mila euro annui lordi. Dal 2007 al 2014 si è avuto un calo reddituale del 22%.
 
Per i ‘manifestanti di domani’ "un sistema che punta alla qualità, come quello del mondo delle professioni in Italia (che costituiscono il 13% del PIL del Paese) si deve dotare di anticorpi, che, nel caso di specie, sono le tariffe. Queste rappresentano una codifica e una valutazione delle prestazioni anche e soprattutto a garanzia dei cittadini che ne usufruiscono".
 
L’Ordine degli Architetti di Firenze ha infatti specificato: “la competizione nel libero mercato può essere uno strumento per affinare l'offerta dei servizi, ma il rischio è l'abbassamento della qualità che lede in assoluto la comunità dei consumatori e quindi di tutti i cittadini, i quali percepiscono solitamente troppo tardi gli effetti negativi del problema poiché non posseggono gli strumenti per valutare a monte, in assenza di regole e parametri orientativi, la congruità di un compenso. Per questo serve riequilibrare i rapporti e le regole di un mercato che produce spesso inquietanti storture”.
 
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