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Mobilitazione nazionale edili, sindacati soddisfatti

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Grande affluenza alle manifestazioni. ‘Ora il Governo risponda alle nostre richieste’

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25/05/2017 - Grande affluenza di lavoratori dell’edilizia nelle manifestazioni interregionali che si sono svolte oggi in occasione della mobilitazione nazionale proclamata dai sindacati delle costruzioni FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil.
 
In oltre 5.500 hanno partecipato alla manifestazione di Bologna, dove solo confluite le delegazioni dalle regioni del Nord, 3.000 le presenze a Roma sotto il Ministero dello Sviluppo Economico, con delegazioni dalle regioni del Centro Italia, oltre 4.000 i lavoratori del Mezzogiorno che hanno partecipato alle manifestazioni di Bari, spostata al chiuso per la pioggia, e di Palermo e Cagliari.

Pensioni, lavoro, sicurezza, contratto le parole d’ordine al centro della piattaforma unitaria, che i segretari generali Panzarella, Turri, Genovesi hanno ribadito dai palchi di Bologna Roma e Bari. Pieno appoggio e solidarietà agli edili è arrivata dai segretari generali delle confederazioni: impegnata nei congressi, Annamaria Furlan da Twitter ha fatto sapere che “la Cisl sostiene la mobilitazione degli edili nelle città italiane”, mentre Susanna Camusso e Carmelo Barbagallo hanno portato la solidarietà di Cgil e Uil al presidio romano. 

Al primo posto della mobilitazione è la richiesta al Governo di intervenire per correggere i requisiti per l’accesso all’Ape Agevolata, che per i sindacati penalizzano proprio gli edili, caratterizzati dalla discontinuità lavorativa. Una ingiustizia che genera drammi, come ha ricordato il segretario generale Filca-Cisl Franco Turri dal palco di Roma ”anche nel 2017 continua la strage sui posti di lavoro: ad oggi sono morti 255 lavoratori, di cui 55 nelle costruzioni”.
 
“Nel nostro settore, ha agiunto, aumentano le vittime con più di 55 anni: oltre una certa età non è possibile lavorare sulle impalcature, nelle cave, nelle cementerie. La riforma delle pensioni ha permesso il superamento della Legge Fornero, ma non basta: bisogna allargare i criteri dell'Ape Sociale, consentendo ad un numero maggiore di lavoratori edili di andare in pensione prima e senza penalizzazioni. Infine bisogna rafforzare i sistemi ispettivi nei cantieri, e introdurre strumenti come la Patente a punti, in grado di selezionare le imprese virtuose". 
 
E di qualità del lavoro e delle imprese ha parlato il segretario generale FenealUil, Vito Panzarella, dal palco di Bologna, a pochi giorni dalla ripresa del tavolo negoziale per il rinnovo del contratto nazionale del comparto: "chiediamo alle nostre controparti di accettare fino in fondo la sfida della qualità, della valorizzazione dell’occupazione stabile e del riconoscimento delle professionalità”.
 
“Insieme, attraverso la contrattazione, possiamo contrastare la destrutturazione e la dequalificazione che negli ultimi anni hanno fortemente indebolito il settore delle costruzioni. Occorre arrivare a definire un vero e proprio “contratto di cantiere”, perché alla prolungata violenza della crisi non si può rispondere diminuendo garanzie e tutele ma, al contrario, vanno innovati i diritti e aggiornati gli strumenti”.

Sindacati e parti sociali debbono fare la propria parte, ma occorre l’intervento del Governo per affrontare la grande emergenza del Paese, il lavoro, come ha ricordato da Bari il segretario generale Fillea-Cgil Alessandro Genovesi “occorre far ripartire gli investimenti pubblici e privati, a cominciare dagli interventi sul sistema infrastrutturale, che è al collasso”.
 
“Ed insieme la messa in sicurezza del territorio, penso al piano nazionale scuole sicure, al Piano nazionale per le periferie, la riqualificazione dell'edilizia popolare: vogliamo sapere perché i cantieri non partono, ed incalzare, protestare, proporre. Perché ognuno faccia la propria parte, imprese, stazioni appaltanti e pubbliche amministrazioni. Questo, tutti insieme, forti della nostra unità sindacale, chiediamo oggi e continueremo a chiedere”.
 
Su tutto questo, centinaia di migliaia di lavoratori dell’edilizia, insieme agli 800mila che dal 2008 hanno perso il lavoro, attendono risposte.
 
Fonte: Fillea Cgil, Feneal Uil, Filca Cisl
 
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