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PROFESSIONE

Professionisti, migliaia in piazza per il ‘giusto compenso’

di Alessandra Marra
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Il 13 maggio architetti, ingegneri e altri autonomi hanno manifestato a Roma per chiedere ‘dignità, rispetto e qualità’

Vedi Aggiornamento del 13/07/2017
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15/05/2017 – Architetti, ingegneri, avvocati, medici, notai, veterinari, dentisti ed altri professionisti hanno marciato, lo scorso 13 maggio a Roma, per richiamare l'attenzione del Governo sulla necessità di introdurre un equo compenso per le prestazioni dei lavoratori autonomi.
 
L'iniziativa, che ha preso il nome di ‘NoiProfessionisti’, ha coinvolto, secondo gli organizzatori della manifestazione, circa 30 mila partecipantioltre 140 Ordini e associazioni da tutta Italia e alcuni rappresentanti delle forze politiche e sindacali.
 

Professionisti uniti contro l’abolizione dei minimi tariffari

I professionisti hanno sfilato in un corteo, con palloncini multicolori, bandiere e striscioni, da Piazza della Repubblica fino a Piazza San Giovanni, dove ad attenderli c’era un palco allestito per gli interventi.
 
L’obiettivo della manifestazione era porre l’attenzione sulle conseguenze della deregolamentazione a cui ha portato la riforma Bersani (Legge 248/2006) sulle liberalizzazioni: dal 2007 al 2014 solo le professioni tecniche hanno perso il 22% del reddito e i redditi dei liberi professionisti autonomi sono ritornati a essere quelli degli inizi degli anni '80, oscillando tra i 17 mila e i 30 mila euro annui lordi.
 
I manifestanti hanno avanzato due proposte: una legge sulle professioni intellettuali (che tratti in maniera organica tutte le norme sugli autonomi) e una legge sul “giusto compenso”; quest’ultima legittimata dalla sentenza dell’8 dicembre 2016 della Corte di Giustizia Europea secondo la quale i minimi tariffari inderogabili sono legittimi e compatibili con la normativa europea.
 

I Professionisti chiedono ‘dignità’, ‘rispetto’ e ‘qualità’

Dignità, rispetto e qualità sono state le tre parole più usate nel corso della manifestazione; per i professionisti "un sistema che punta alla qualità, come quello del mondo delle professioni in Italia (che costituiscono il 13% del PIL del Paese) si deve dotare di anticorpi, che, nel caso di specie, sono le tariffe. Queste rappresentano una codifica e una valutazione delle prestazioni anche e soprattutto a garanzia dei cittadini che ne usufruiscono".
 
“È una mobilitazione per rivendicare la nostra dignità di lavoratori, ormai troppo spesso sfacciatamente calpestata dagli interessi delle imprese o degli altri poteri che dettano, ormai da tempo, l’agenda ai governi di turno” ha commentato Federarchitetti, l’Associazione Nazionale Architetti e Ingegneri Liberi Professionisti.

“Basti pensare all’assurdità dell’obbligo del POS, o ai ridicoli compensi ai CTU, pari a € 4,07/ora, o alle gare al massimo ribasso per l’affidamento di servizi di ingegneria ed architettura, o agli appalti integrati” ha continuato Federarchitetti. “Siamo a tutti gli effetti lavoratori, ma senza alcuna tutela, e senza alcuno strumento che ci consenta di avanzare rivendicazioni, ma siamo assimilati alle imprese ma senza i benefici che invece vengono loro concessi” .
 
Anche la Federazione Nazionale Architetti ed Ingegneri Liberi Professionisti (FNAILP), in prima linea alla manifestazione, ha evidenziato l'importanza di ripristinare un sistema virtuoso che garantisca ai cittadini di poter usufruire di servizi di prima qualità e ai professionisti un giusto compenso

"Noi di FNAILP siamo convinti che mettere in concorrenza centinaia di migliaia di persone in ragione del prezzo più basso, rende inevitabile il netto peggioramento e i livellamento verso il basso delle prestazioni professionali, che sempre più spesso diventano persino fittizie; ed imporre un sistema di liberalizzazioni che peggiori o renda fittizie le prestazioni professionali di professionisti che progettano i luoghi in cui vivono e lavorano milioni di persone, sia stata una manovra da irresponsabili".

"Riteniamo che l’evento del 13 maggio sia un avvenimento di importanza storica, un messaggio chiaro e forte al legislatore perché capisca finalmente che i rappresentati delle categorie hanno rotto gli indugi e si uniscono al fine di tutelare i cittadini e lo stato dalle scellerate liberalizzazioni del lavoro e per chiedere maggiori tutele economiche e fiscali per milioni di lavoratori italiani" ha concluso il presidente della FNAILP, Pasquale Giuliano. 
 
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Altri commenti
Lorenzo

Inutile che ci si gira intorno, se le professioni tecniche stanno sprofondando sempre più, la colpa principale è degli Ordini Nazionali e di quelli Territoriali, che praticamente si godono i loro benefici e non fanno assolutamente nulla, ma proprio nulla per la categoria. I soldi della quota annua di iscrizione letteralmente buttati via.

Lorenzo

Inutile che ci si gira intorno, se le professioni tecniche stanno sprofondando sempre più, la colpa principale è degli Ordini Nazionali e di quelli Territoriali, che praticamente si godono i loro benefici e non fanno assolutamente nulla, ma proprio nulla per la categoria. I soldi della quota annua di iscrizione letteralmente buttati via.

Lorenzo

Inutile che ci si gira intorno, se le professioni tecniche stanno sprofondando sempre più, la colpa principale è degli Ordini Nazionali e di quelli Territoriali, che praticamente si godono i loro benefici e non fanno assolutamente nulla, ma proprio nulla per la categoria. I soldi della quota annua di iscrizione letteralmente buttati via.