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RISPARMIO ENERGETICO

Ecobonus e Sismabonus, Rete Irene: ‘sono sotto attacco’

di Paola Mammarella
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Un emendamento alla Manovrina limiterebbe agli incapienti la cessione del bonus, ma in campo c’è anche l’ipotesi di inclusione delle banche

Vedi Aggiornamento del 08/06/2017
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19/05/2017 – Le regole sull’Ecobonus e il Sismabonus in condominio non sono ancora diventate operative e già potrebbero essere riscritte. Durante l’esame della Manovrina 2017 in Commissione Bilancio, l’on Pd Antonio Misiani ha presentato un emendamento che, se approvato, restringerebbe di nuovo ai soli incapienti la possibilità di cessione dell’Ecobonus.
 

Ecobonus e Sismabonus, dal 2017 cessione per tutti 

Una delle novità della Legge di Bilancio 2017, lo ricordiamo, è stata quella di estendere a tutti i condòmini (non solo incapienti) la possibilità di cedere ai fornitori il credito corrispondente al bonus fiscale per i lavori di riqualificazione energetica o messa in sicurezza antisismica delle parti comuni dell’edificio.
 
Gli addetti ai lavori chiedono da allora che le banche siano ammesse tra i soggetti (attualmente soltanto le imprese edili) cui è possibile cedere l’Ecobonus e il Sismabonus per rendere le procedure più spedite e sicure. Il Governo ha sempre mostrato cautela su questo argomento perché la cessione del credito alle banche genera debito e fa scattare problemi per le coperture con l’Unione Europea.
 
A prescindere da questa richiesta, l’Agenzia delle Entrate non ha ancora varato le regole applicative per mettere in moto il meccanismo della cessione.
 

Ecobonus e Sismabonus, cessione solo per la no tax area?

L’emendamento dell’on. Misiani fa un passo indietro rispetto a quanto deciso dalla Legge di Bilancio 2017 e limita la possibilità di cessione del credito ai soli condòmini incapienti, cioè i soggetti rientranti nella no tax area, con reddito imponibile inferiore a 8mila euro.
 

Rete Irene: ‘contraddetta la Strategia Energetica Nazionale’

Secondo Rete Irene, rete di imprese che promuove la riqualificazione energetica profonda degli edifici, l’emendamento contraddice gli obiettivi della Strategia energetica nazionale presentata nei giorni scorsi, che prevede invece il potenziamento dei bonus fiscali per la riqualificazione degli edifici.
 
L’emendamento, che secondo Rete Irene proviene dal Ministero dell’Economia, rappresenta un “grave passo indietro”. La conseguenza pratica, scrive rete Irene in una nota, è che sui progetti fermi, in attesa di disposizioni dell’Agenzia delle Entrate, sarà messa una pietra tombale. Rete Irene sostiene che è giusto tutelare gli incapienti, ma che non si può tralasciare tutta la classe media, che ha redditi superiori, ma spesso può trovarsi in difficoltà nel programmare un investimento.
 
“Davvero non si può comprendere la miopia che giustifica questa retromarcia - scrive Rete Irene - L’intento del provvedimento, contenuto nella Legge di bilancio 2017, di stimolare l’economia dando una forte mano all’ambiente, viene completamente disatteso in cambio della riduzione del disavanzo per una manciata di milioni di euro”.

“Contemporaneamente si mantengono 17 miliardi (calcolati per difetto dal Ministero dell’Ambiente) di sussidi pubblici dannosi per l’ambiente a cui si potrebbe facilmente attingere per raggiungere lo stesso risultato, ma senza mandare al macero un provvedimento che, se ottimizzato, può innescare la trasformazione del panorama immobiliare del Paese”.
 
“Una mossa che non brilla per coerenza – conclude - Ciò che serve, al contrario, è l'introduzione di alcuni aggiustamenti del meccanismo di incentivazione in grado di dotarlo di maggiore certezza, incisività e solidità e di eliminarne i limiti che ancora deprimono la sua capacità di stimolo”.
 

Ecobonus, gli incapienti potrebbero cedere il credito alle banche

Di fronte alle proteste degli operatori del settore, Misiani ha affermato che l’emendamento potrebbe essere riformulato. Nella nuova versione dell’emendamento ipotizzata da Misiani, solo i condòmini incapienti avrebbero la possibilità  di cedere il credito alle banche. Tutti gli altri condòmini continuerebbero a poter optare per la cessione del bonus ai fornitori (come previsto dalla Legge di Bilancio 2017).
 
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