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Al via i lavori dell’International Specialized Hospital of Uganda
ARCHITETTURA

Al via i lavori dell’International Specialized Hospital of Uganda

di Cecilia Di Marzo

"A hospital on patient's scale" disegnato dallo studio italiano Progetto CMR

07/06/2017 - Si è svolta giovedì scorso a Lubowa, poco fuori la capitale dell’Uganda, Kampala, la cerimonia di posa della prima pietra dell’International Specialized Hospital of Uganda (ISHU), complesso ospedaliero d’avanguardia disegnato dalla società di progettazione integrata milanese Progetto CMR

Le massime istituzioni locali, tra cui il Presidente dell’Uganda Yoweri Museveni e il Vice-Ministro della Sanità Diana Atwine, hanno preso parte alla cerimonia, insieme ad Enrica Pinetti - Amministratore unico di Finasi - e ad un nutrito gruppo di giornalisti e media locali. L’arch. Massimo Roj, AD di Progetto CMR e Chief Designer del progetto, è stato invitato a presentare l’intervento e ad illustrarne le peculiarità agli invitati.
 
Sostenibilità e innovazione sono alla base della progettazione dell’ISHU, un centro medico di altissimo livello che coprirà una vasta gamma di specializzazioni mediche, tra cui la cura di malattie tumorali, cardiologiche e neurologiche, la telemedicina e, per la prima volta in Africa, la medicina nucleare, e che prevede un ruolo attivo dell'ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo, nell’organizzazione, nell’avvio e nella gestione dell’ospedale, nell’organizzazione, nell’avvio e nella gestione dell’ospedale. Il complesso, che sorgerà su un’area di circa 300.000 mq, sarà costituito da 9 edifici, che oltre l’ospedale per 250 posti riservati alle degenze e più di 100 posti riservati alle attività di day hospital, comprendono strutture di supporto come residenze per medici e infermieri, una scuola di formazione, un centro congressuale, hotel e aree commerciali. Secondo quanto riportato dal portavoce della Presidenza ugandese, la realizzazione dell’ISHU permetterà al governo di risparmiare oltre 180 milioni di dollari, cifra spesa in media ogni anno dallo Stato per sostenere le cure all’estero dei suoi cittadini. 
 
La volontà che ha mosso l’intero progetto, condivisa con il Cliente, è stata quella di dar vita ad un polo d’eccellenza che spiccasse non solo per gli alti standard di innovazione e ricerca, ma anche e soprattutto per la grande attenzione rivolta al paziente: un luogo di cura, ma dal volto umano, progettato per i pazienti. In questa direzione si muovono le soluzioni architettoniche che caratterizzano il progetto: gli edifici, dalle altezze contenute, sono stati disegnati e posizionati seguendo le curve naturali del terreno, minimizzando l’impatto sulla natura e permettendo anche a chi usufruirà del centro di godere sempre della vista migliore da ogni angolazione. Il design delle facciate è un ulteriore richiamo al contesto circostante, grazie all’utilizzo di pietra locale ed all’inserimento di particolari motivi decorativi intrecciati che rimandano ad alcune trame tipiche della tradizione africana.
 
Se all’esterno predominano tinte tenui e delicate a contrasto con i colori della terra, gli spazi interni si illuminano di luci, materiali e arredamenti colorati, allontanandosi dall’immaginario tipico degli ospedali, spesso concepiti come spazi impersonali e senza anima, avvicinandosi più ad abitazioni o a spazi ricettivi, dove pazienti e parenti posso godere di maggiore privacy e luoghi di incontro. Anche l’esterno diventa un elemento determinante per rilassarsi anche nella malattia, godendo dei balconi e del parco che circonda il complesso. Il risultato è un’ambiente a misura d’uomo, elegante ed accogliente. Dal punto di vista tecnologico e impiantistico, il complesso è stato progettato seguendo i criteri dettati dal Green Building Council in tema di sostenibilità, per ridurne i consumi e massimizzare le risorse rinnovabili a disposizione in loco. A questo proposito, sono stati previsti ad esempio, pompe di calore ad alta efficienza per la produzione di caldo e freddo, pannelli fotovoltaici e tetti verdi in copertura, sistemi di riciclo dell’acqua piovana.

“Sono assolutamente orgoglioso di questo progetto” afferma l’arch. Massimo Roj. “Il risultato che vediamo oggi è stato il frutto di un intenso lavoro di squadra che ha unito professionalità diverse e che, mi auguro, possa dare un contributo davvero importante a questo meraviglioso continente ed affermare sempre di più il Made in Italy!”
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