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NORMATIVA

Edilizia, Liguria al lavoro per la semplificazione

di Paola Mammarella
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Approvata dalla Giunta Regionale la norma che recepisce la riforma della Pubblica Amministrazione

Vedi Aggiornamento del 26/07/2017
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20/06/2017 – La Liguria sta lavorando per la semplificazione dell’edilizia. La Giunta Regionale ha approvato nei giorni scorsi una norma che recepisce la riforma della Pubblica Amministrazione (Legge 124/2015) e modifica la Legge Regionale 16/2008.
 
Il testo passa ora al Consiglio Regionale per l’esame e l’approvazione definitiva.
 

Semplificazione edilizia in Liguria

L’obiettivo del disegno di legge, ha spiegato l’Assessore all’Urbanistica, Marco Scajola, è allineare la normativa regionale in materia edilizia a quella dello Stato, evitando così dannose sovrapposizioni e conflitti.

Una serie di articoli della LR 16/2008 è stata abrogata per uniformarsi alla nuova disciplina sulla Scia (D.lgs 222/2016). Si tratta delle norme che definivano gli interventi edilizi e i titoli abilitativi. In virtù degli obiettivi di uniformità in tutta Italia, le disposizioni regionali lasciano infatti il campo alla nuova disciplina generale dei regimi amministrativi, che prevede cinque procedure edilizie principali: attività di edilizia libera, Comunicazione di inizio lavori asseverata (Cila), Segnalazione certificata di inizio attività (Scia), permesso di costruire e Scia alternativa al permesso di costruire. 
 
La bozza di legge regionale prevede che possano essere realizzati con Scia per i cambi di destinazione d’uso funzionali, cioè quelli effettuati senza opere edilizie.

La bozza prevede anche che negli interventi di nuova costruzione, sostituzione edilizia e ristrutturazione edilizia senza sopraelevazioni o ampliamenti in senso orizzontale, la distanza minima tra pareti finestrate e pareti deve essere di almeno 10 metri. Il PUC può comunque fissare distanze inferiori per gruppi di edifici.
 
Il testo in fase di approvazione dà inoltre una definizione degli interventi di manutenzione e conservazione di infrastrutture viarie distinguendo tra manutenzione ordinaria (mantenimento, riparazione, ripristino, parziale rinnovamento ed adeguamento necessarie a conservare in efficienza il sistema stradale e le sue pertinenze, impianti, attrezzature e servizi e che non ne comportino modificazioni delle caratteristiche dimensionali e strutturali), manutenzione straordinaria (interventi volti a garantire la protezione e la funzionalità delle infrastrutture e delle relative pertinenze, impianti, attrezzature e servizi e che richiedono un insieme sistematico di opere anche di natura strutturale purché non comportanti modifiche delle caratteristiche funzionali) e restauro e risanamento conservativo (consolidamento statico ed all’adeguamento funzionale delle infrastrutture e delle relative pertinenze, impianti, attrezzature e servizi, attraverso opere di natura strutturale che ne prevedono modificazioni delle caratteristiche e delle dimensioni purché non concretanti realizzazione di nuovi tratti viari).
 

Il ‘Growth Act” della Liguria

La Giunta, ha ricordato Scajola, ha iniziato un processo di semplificazione generale con l’adozione del “Growth Act”. L’obiettivo di questo documento è favorire gli investimenti nel settore costruzioni grazie alla semplificazione. "Per questo - ha concluso Scajola - gran parte della normativa regionale sarà eliminata e si prenderà a riferimento quella nazionale". 
 

Moduli unici edilizia: la Regione li recepisce

Il 16 giugno scorso, con la deliberazione della Giunta regionale 476/2017, la Regione Liguria ha proceduto al recepimento dell'accordo tra il Governo, le regioni e gli enti locali per l'adozione di moduli unificati e standardizzati per la presentazione delle segnalazioni, comunicazioni e istanze in materia edilizia, approvando la relativa modulistica.

I moduli rispecchiano il processo di semplificazione iniziato con la riforma Madia (Legge 124/2015) e con i Decreti “Scia 1” (D.lgs. 126/2016) e Scia 2 (Dlgs 222/2016) che hanno riscritto il panorama dei titoli abilitativi.

Le nuove norme hanno imposto alle Regioni di adeguare i moduli unici alla normativa interna entro il 20 giugno e ai Comuni di pubblicare i moduli unici entro il 30 giugno.
 
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