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NORMATIVA

Il progettista sarà responsabile dei prodotti da costruzione che prescrive

di Alessandra Marra
Commenti 19760

Il professionista che sceglie materiali non conformi potrà essere sanzionato, fino a rischiare l’arresto

Vedi Aggiornamento del 16/10/2017
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12/06/2017 – Anche i progettisti saranno responsabili della conformità al Regolamento UE 305/2011 dei prodotti da costruzione che prescrivono nei loro progetti e, in caso di violazione, potranno essere puniti anche con l’arresto.
 
Questa la novità più rilevante della nuova versione dello schema di decreto sulle condizioni armonizzate per la distribuzione dei prodotti da costruzione, approvato venerdì scorso dal Consiglio dei Ministri.
 

Prodotti da costruzione: le responsabilità dei progettisti

Il nuovo schema di decreto inserisce un nuovo comma all’articolo 20 che stabilisce che “il progettista dell'opera che prescrive prodotti non conformi è punito con l'ammenda da 2.000 euro a 12.000 euro”.
 
"Qualora la prescrizione non conforme riguardi prodotti e materiali destinati ad uso strutturale o ad uso antincendio il professionista sarà punito con l'arresto sino a tre mesi e con l'ammenda da 5.000 euro a 25.000 euro".  
 
Con l‘inserimento dei progettisti tra i soggetti responsabili il Governo ha accolto le modifiche che la Commissione Territorio del Senato aveva chiesto; all’inizio, infatti, lo schema di decreto concentrava quasi tutti gli adempimenti sul fabbricante.
 

Materiali da costruzione: rimodulate le sanzioni

Il Governo ha accolto anche le modifiche chieste dalla Commissione circa la rimodulazione delle sanzioni penali previste in rapporto al livello di responsabilità di ciascun operatore della filiera, riducendole in caso di prodotti non destinati ad uso strutturale o antincendio.
 
Infatti, mentre in precedenza il direttore lavori, il costruttore e il collaudatore rischiavano l’arresto sino a sei mesi per l’utilizzo di prodotti non conformi non destinati ad uso strutturale o antincendio, con il nuovo decreto tale pena è stata resa più leggere prevedendo un'ammenda fino a 24 mila euro; l’arresto, fino a sei mesi, è previsto solo in caso di utilizzo di prodotti non conformi per uso strutturale o antincendio.
 

Prodotti da costruzione: cosa prevede lo schema di decreto

Ricordiamo che lo schema di decreto sui prodotti da costruzione semplifica il quadro normativo esistente per l’immissione sul mercato dei prodotti da costruzione e migliora la trasparenza, l'efficacia e l’armonizzazione delle misure esistenti, recependo il Regolamento UE 305/2011.
 
Nella bozza di decreto sono disciplinati gli adempimenti ai quali è sottoposto il fabbricante, sia nel caso in cui il prodotto rientri nell’ambito di una norma armonizzata, sia nel caso di prodotto conforme ad una valutazione tecnica europea (ETA), e quindi non disciplinato da una norma armonizzata (perché per esempio nuovo e pertanto originale).
 
Per garantire l’armonizzazione delle norme è istituito il Comitato nazionale di coordinamento dei prodotti. Sarà inoltre prevista la costituzione di un Organismo nazionale per la valutazione tecnica europea (ITAB) che assicuri la piena integrazione delle funzioni connesse al rilascio della valutazione tecnica europea (ETA).
 
© Riproduzione riservata

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Altri commenti
Fabio

Vi chiedo cortesemente di evitare foto di cantieri in cui si vedono operatori con calzature da "andiamo a fare un giro in centro". Per non parlare poi del parapetto. Grazie.

roberto miniero, architetto

Mi sfugge qualcosa... il progettista di un'opera pubblica NON PUO' INDICARE marca e modello del materiale che ha scelto e deve ricorrere a mille escamotage (descrizioni farraginose nel capitolato, disegno di particolari molto definiti, ecc.) per corredare il proprio progetto di indicazioni inequivocabili in merito a materiali e tecnologie: nella prassi e per legge (oltre che per diritto divino) sono le imprese che possono liberamente decidere i materiali da utilizzare nell'appalto! Come può essere attribuita questa responsabilità al progettista? Magari, proprio quando la scelta dell'impresa è difforme da quella del progettista ancorché rispetti la descrizione di capitolato! Per le tecnologie e le metodologie "speciali" è ovvia la responsabilità, ma è altrettanto vero che esistono procedure di affidamento specifiche, e per queste la norma è inutile...