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NORMATIVA

Split payment e tasse confuse, Ance: ‘edilizia penalizzata dal Fisco’

di Paola Mammarella
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Le imprese edili in audizione alla Camera chiedono un riordino delle imposte sugli immobili e per la partecipazione agli appalti

Vedi Aggiornamento del 18/07/2017
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08/06/2017 – Disciplina Iva, tasse sugli immobili delle imprese, imposte per partecipare alle gare d’appalto e continui cambi normativi. L’edilizia è fortemente penalizzata dal Fisco, ha affermato il Vice Presidente Ance per l’Area economico-fiscale-tributaria, Giuliano Campana, intervenuto in audizione alla Camera per chiedere un sistema più semplice.
 

Fatturazione elettronica al posto dello split payment

Secondo Campana, deve essere giudicata negativamente la proroga dello split payment al 2020 e la sua estensione anche alle fatture emesse nei confronti delle società a partecipazione pubblica.
 
Invece di questo meccanismo, che consiste nel pagare l’Iva direttamente allo Stato e non in fattura al fornitore, Campana propone di potenziare la fatturazione elettronica per combattere l’evasione fiscale.
 
L’Ance ha proposto l’eliminazione sia dello split payment sia del reverse charge, un altro meccanismo contabile per cui il fornitore emette fattura senza Iva, mentre questa viene assolta dal cliente. Nel frattempo però, ha sottolineato Campana, sarebbe necessario accelerare il recupero del credito Iva adottando ad esempio un modello di dichiarazione Iva mensile, che consenta la compensazione già il mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione. L’impresa che presta servizi o cede beni ad una pubblica amministrazione e che non riceve l’Iva, ha proposto Campana, non dovrebbe pagare l’Iva sulle fatture dei propri fornitori: in questo modo la sua posizione Iva verrebbe quasi del tutto azzerata, senza che emerga alcun credito.
 

Tasse sugli Appalti

Campana ha evidenziato che le imposte di bollo, da pagare quando si partecipa ad una gara d’appalto, variano in base agli atti da produrre e spesso generano errori senza colpa che si trasformano in costi elevatissimi a carico delle imprese. Da tempo, ha ricordato Campana, l’Ance sostiene la necessità di un riordino della materia con l’introduzione di un’imposta d’atto sostitutiva, di importo proporzionale all’importo dei lavori posto a base d’asta.
 

Tasse sugli immobili, troppi cambiamenti

I continui cambiamenti normativi, ha lamentato Campana, si sono tradotti solo in un aumento della pressione fiscale. Anche se dal 2013, ha sottolineato, è stata eliminata l’Imu sugli immobili merce, la successiva introduzione della Tasi ha comunque comportato la sostanziale reintroduzione di un’imposta patrimoniale, camuffata da imposta sui servizi, tra l’altro non fruiti da tale tipologia di fabbricati. Le imposte non colpiscono invece le aree destinate alla costruzione.
 
L’Ance si è soffermata anche sul regime fiscale applicato alle cessioni di immobili da demolire e ricostruire con premio di cubatura (applicando i Piani Casa). Per l'Agenzia delle Entrate, l’atto di compravendita deve essere riqualificato come cessione di un terreno edificabile piuttosto che di fabbricato, con conseguente imposizione ai fini Irpef dell’eventuale plusvalore rinvenibile nella differenza tra costo di acquisto del terreno e prezzo percepito. Spesso le cessioni avvengono invece col meccanismo della permuta immobiliare. Ad ogni modo, l’Ance sostiene che sia necessario un quadro normativo univoco.
 

Il Fisco disincentiva gli investimenti immobiliari

Campana ha illustrato che, in base ad una recente indagine risulta che una piccola media impresa deve sottostare ogni anno a circa 25 adempimenti fiscali ad oltre 70 scadenze tributarie. Elevatissimo anche il numero di adempimenti a carico dei contribuenti, tali da costituire nei fatti un serio disincentivo all’investimento immobiliare.
 
Il Legislatore, secondo Campana, da una parte dovrebbe eliminare degli adempimenti “vessatori”, come quelli inerenti all’Iva, che a suo avviso si traducono solo in un costo senza ottenere nessun vantaggio premiale, mentre dall’altra dovrebbe rimuovere le incertezze nel calcolo del debito tributario sia in fase di acquisto che di possesso degli immobili.
 
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