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NORMATIVA

Certificato di stabilità, MIT: sarà introdotto in forma volontaria

di Alessandra Marra
Commenti 4308

Per ‘Casa Italia’ 120 milioni di euro per la diagnostica speditiva di 550.000 edifici residenziali costruiti prima del 1980 e 25 milioni per i 10 cantieri sperimentali

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17/07/2017 – Il certificato di stabilità degli edifici sarà introdotto prima in forma volontaria e poi si passerà ad una più organica disciplina diretta a salvaguardare la sicurezza dei cittadini e del patrimonio edilizio.
 

Certificato di stabilità su base volontaria

A riferirlo il sottosegretario di Stato per le infrastrutture e per i trasporti, Umberto Del Basso De Caro, in risposta ad un’interrogazione parlamentare in cui si è chiesto quali iniziative il MIT intendesse intraprendere per rendere obbligatoria la certificazione statica degli edifici, alla luce del crollo della palazzina di Torre Annunziata.
 
Il MIT ha chiarito che, “come è stato introdotto l'obbligo della certificazione energetica per i contratti di affitto e compravendita, occorre proseguire anche per la certificazione statica, dapprima in forma volontaria al fine di garantire la reale conoscenza dello stato dell'immobile da parte di chi acquista, per poi passare ad una più organica disciplina diretta a salvaguardare la sicurezza dei cittadini e del patrimonio edilizio”.

L’intenzione di introdurre una certificazione statica degli edifici era arrivata dal Ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, all'indomani del crollo della palazzina. Le dichiarazioni di Delrio sembravano suggerire che l’obbligo sarebbe scattato nel breve periodo; con il chiarimento arrivato nell’interrogazione, invece, si sottolinea che non si partirà subito con la certificazione obbligatoria ma, per il momento, si continuerà ad incentivare la diagnosi energetica volontaria e il sismabonus, già valutato come strumento efficace. 
 

Il Ministero delle Infrastrutture, inoltre, nel rispondere ad un’altra interrogazione parlamentare sullo stesso tema, ha fatto sapere che, la Struttura di Missione Casa Italia è al lavoro per promuovere le iniziative volte alla messa in sicurezza degli edifici. Casa Italia si sta concentrando, in particolare, su tre azioni direttamente finalizzate ad intervenire sulla vulnerabilità degli edifici residenziali.

 

Casa Italia: 120 milioni di euro per la diagnostica speditiva 

Sarà avviato un programma di diagnostica speditiva esteso agli edifici caratterizzati da maggiore rischio sismico. L'intervento coinvolge oltre 550.000 edifici residenziali costruiti in muratura portante o in calcestruzzo armato prima del 1980, in assenza quindi di normative antisismiche stringenti, localizzati nei 650 comuni italiani a maggiore pericolosità sismica. Il programma di diagnostica è finanziato con 120 milioni di euro a carico dello Stato.
 

Casa Italia: 10 cantieri sperimentali

Inoltre, è previsto un investimento di 25 milioni di euro per 10 cantieri sperimentali  finalizzati a testare soluzioni non invasive di riduzione della vulnerabilità e a comprenderne le condizioni per una più ampia diffusione sul territorio nazionale. I progetti che partiranno per primi sono quelli di Reggio Calabria, Foligno e Feltre in cui saranno effettuati interventi di risanamento antisismico “leggero”, senza allontanare i residenti.
 

Casa Italia: archivio informatizzato

Infine, si prevede la costituzione di un archivio informatizzato in cui far confluire tutte le informazioni di cui già oggi le pubbliche amministrazioni dispongono a livello di singolo edificio. Tali informazioni (oggi disperse tra Agenzia delle Entrate, Catasto, ENEA, Istat, Dipartimento della Protezione Civile)  verrebbero quindi rese accessibili in modo integrato, costituendo una importante base dati sulle condizioni degli edifici. A regime questa soluzione consentirebbe di ottenere un quadro informativo coerente con gli obiettivi del fascicolo del fabbricato, limitando nel contempo gli oneri per i proprietari degli immobili.  
 
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