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NORMATIVA

Eco-edifici, Camera: 'bene gli obiettivi Ue ma servono strumenti adeguati'

di Paola Mammarella

Prosegue l'iter per la modifica della Direttiva europea sulla prestazione energetica in edilizia

Vedi Aggiornamento del 21/06/2018
03/07/2017 – Strategie di ristrutturazione a lungo termine, contratti di rendimento energetico, incentivi graduati in base all’efficienza energetica e colonnine di ricarica per autoveicoli elettrici nei palazzi ristrutturati. Sono alcuni dei contenuti su cui si basa la proposta di modifica della Direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica in edilizia.
 
La proposta è stata esaminata dai ministri dell’Ambiente dei paesi membri e successivamente dalla Commissione Attività Produttive della Camera che ha espresso parere positivo pur ritenendo necessaria l’individuazione di strumenti finanziari adeguati per il raggiungimento degli obiettivi. 
 

Prestazione energetica in edilizia, le proposte di modifica

Nella nuova direttiva sulla prestazione energetica in edilizia confluirà l’articolo 4 della Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica. La disposizione riguarda le ristrutturazioni degli immobili e si ritiene più corretto regolare la materia in un’unica norma.
 
Le strategie di ristrutturazione degli immobili a lungo termine diventeranno parte dei piani nazionali integrati per l’energia e il clima e saranno comunicate dagli Stati membri alla Commissione entro il 1º gennaio 2019 per il periodo successivo al 2020.
 
Per gli edifici di nuova costruzione (art.6) resterà soltanto l’obbligo generale di soddisfare i requisiti minimi di prestazione energetica.
 
La nuova direttiva incentiverà l’elettromobilità. Dal 2025, gli edifici residenziali di nuova costruzione con oltre dieci posti auto e quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti dovranno predisporre il pre-cablaggio per la ricarica elettrica. L’obbligo riguarderà inoltre tutti gli edifici non residenziali con più di dieci posti auto, compresi quelli in cui l’installazione dei punti di ricarica è sottoposta a procedure d’appalto pubblico. Sarà possibile non conformarsi all’obbligo se il costo delle installazioni di ricarica e di canalizzazione supera il 5% del costo totale delle ristrutturazioni importanti.

Saranno disciplinate l’incentivazione del sistema elettronico di monitoraggio, automazione e controllo degli edifici e l’introduzione di un ‘indicatore d’intelligenza’ che traduce la capacità dell’edificio di adeguare il funzionamento alle esigenze dell’occupante e della rete, e di migliorare le prestazioni.
 
Gli Attestati di prestazione energetica (APE) dovranno consentire la valutazione dei risparmi energetici ottenuti con gli interventi incentivati dallo Stato.
 
Gli articoli 14 e 15 concernenti le ispezioni saranno semplificati. Saranno anche migliorate la trasparenza e la coerenza della definizione di prestazione energetica a livello nazionale o regionale e per tenere conto dell’importanza dell’ambiente interno.
 

Prestazione energetica in edilizia, il parere della Camera

La Commissione Attività Produttive della Camera ha giudicato condivisibili gli obiettivi, ma sottolineando che richiedono un notevole sforzo economico da parte dei Paesi membri. Secondo la Commissione, si dovrebbero favorire gli investimenti dei privati promuovendo la condivisione, anche tra diversi immobili, dei benefici derivanti dagli interventi realizzati, sia in termini di scambio di energia autoprodotta che in termini di smartness. La propensione alla spesa sugli immobili esistenti non appare sufficiente. Si dovrebbe quindi far sì che i piccoli interventi diventino parte di un piano di riqualificazione più ampio. Ma non solo, con i contratti di rendimento energetico sia il locatore che il locatario potrebbero beneficiare degli incentivi per gli interventi di riqualificazione.
 
Pern quanto riguarda l’obbligo di precablaggio per favorire l’elettromobilità, la Commissione ha osservato che, in mancanza di un adeguato sviluppo della rete infrastrutturale nazionale, i requisiti sui punti di ricarica potrebbero comportare semplicemente degli extra costi per i costruttori e per gli acquirenti senza portare i benefìci auspicati.
 
Secondo la Commissione Attività produttive, infine, per avviare in modo massiccio il programma di riqualificazione energetica degli immobili, è necessario dedicare la massima attenzione all’informazione sugli incentivi esistenti e all'aggiornamento della formazione dei professionisti, degli operatori del settore e degli amministratori pubblici per definire strategie e piani in materia urbanistica.
 
Sull’argomento si è espresso anche Renovate Italy, che raccoglie numerose realtà imprenditoriali e no profit che promuovono attività e progetti per la riqualificazione energetica del patrimonio costruito in Italia. In una lettera al Governo ha chiesto che non si rivedano gli obiettivi al ribasso, ma si insista sull’efficienza energetica e sulla riduzione dei fabbisogni energetici del fabbricato. Per questo ha proposto la revisione degli Attestati di prestazione energetica (APE) e la loro trasformazione in Building Renovation Passports, cioè strumenti dinamici, on line, che registreranno tutti i lavori realizzati, piani e progetti di miglioramento nel tempo.
 
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