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NORMATIVA

La sanatoria edilizia non annulla la violazione delle norme antisismiche

di Paola Mammarella
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Cassazione: il titolo abilitativo ottenuto a posteriori consente la conformità alle norme urbanistiche, ma in zona sismica non basta

Vedi Aggiornamento del 10/11/2017
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23/08/2017 – Il permesso di costruire in sanatoria estingue solo le violazioni delle norme urbanistiche, ma non quelle relative alla disciplina delle costruzioni in zona sismica. Lo ha spiegato la Corte di Cassazione con la sentenza 30654/2017.
 

Interventi abusivi in zona sismica

Nel caso preso in esame, la proprietaria di un’abitazione aveva iniziato i lavori per la realizzazione di un locale seminterrato, con struttura in cemento armato delle dimensioni di 8,20 metri per 7,60 metri e altezza pari a 2,50 metri, senza darne preavviso al competente Sportello Unico per l'edilizia.
 
Si trattava di un intervento realizzato abusivamente, ma non solo, perché, secondo il Comune, dato che l’immobile si trovava in zona sismica, prima dell’avvio dei lavori sarebbe stato necessario dotarsi anche dell’autorizzazione scritta dell'Ufficio Tecnico Regionale.
 
Il Comune aveva quindi ordinato la sospensione dei lavori e imposto alla proprietaria il pagamento di una multa.
 
La proprietaria aveva obiettato che i lavori erano in realtà terminati nel 2009 e che si era dotata del permesso di costruire in sanatoria. Motivi per i quali il seminterrato doveva essere considerato fruibile.
 

Norme urbanistiche e antisismiche viaggiano su binari separati

In realtà sia il Tribunale di primo grado sia la Cassazione hanno respinto il ricorso, spiegando che il conseguimento del permesso di costruire in sanatoria estingue solo la violazione delle norme urbanistiche, tra le quali non rientra la disciplina delle costruzioni in zona sismica. Pur avendo ottenuto il titolo abilitativo, mancava sempre l’autorizzazione preventiva dell’Ufficio tecnico regionale.
 
I giudici hanno inoltre spiegato che un manufatto può essere considerato terminato quando sono state ultimate le finiture interne ed esterne, ad esempio gli intonaci e gli infissi. In loro mancanza, l’immobile è ancora in costruzione, anche se abitato e se le utenze sono state attivate.
 
Sulla base di questi motivi, la Cassazione ha bloccato la prosecuzione dei lavori del seminterrato, decretando il suo destino a rimanere disabitato. 
 
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