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Rifiuti speciali, il 43% dei non pericolosi arriva da costruzioni e demolizioni

di Alessandra Marra
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Rapporto ISPRA: nel 2015 il 69,3% dei rifiuti derivanti dalle demolizioni è costituito da terre e rocce da scavo

Vedi Aggiornamento del 28/08/2017
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18/08/2017 – Aumenta nel 2015 la produzione nazionale dei rifiuti speciali: solo il settore delle costruzioni e demolizioni incide sull’aumento di rifiuti speciali non pericolosi del 45,9%.
 
Ad evidenziarlo la sedicesima edizione del Rapporto Rifiuti Speciali dell’ISPRA, pubblicazione che ogni anno fornisce il quadro dettagliato e aggiornato sulla produzione e gestione dei rifiuti speciali in Italia.
 

Rifiuti speciali non pericolosi e costruzioni

I rifiuti speciali nel 2015 sono aumentati del 2,4% rispetto al 2014 e si attestano a poco più di 132,4 milioni di tonnellate. I rifiuti speciali non pericolosi segnano un +2,3% (pari a oltre 2,8 milioni di tonnellate) mentre i rifiuti speciali pericolosi crescono del 3,4%, pari a 300 mila tonnellate.
 
A incidere maggiormente sull’aumento della produzione, sono i rifiuti speciali non pericolosi del settore delle costruzioni e demolizioni (43,9%) mentre il contributo più significativo alla produzione di rifiuti speciali pericolosi è determinato dal settore manifatturiero (39,2% del totale), corrispondente a quasi 3,6 milioni di tonnellate.

Nel 2015 i rifiuti da costruzioni e demolizioni non pericolosi sono costituiti per il 69,3% da terre e rocce da scavo, per il 18,4% da rifiuti misti dell’attività di costruzione e demolizione e il restante 12,3% da altre tipologie di rifiuti. 
 

Recupero rifiuti

Dal report emerge anche che, nel 2015, i rifiuti speciali gestiti in Italia sono stati pari a 136 milioni di tonnellate, di cui 127,7 milioni (93,8%) non pericolosi e i restanti 8,4 milioni di tonnellate (6,2%) pericolosi. Rispetto al totale gestito, il recupero di materia, con il 65,1%, è la forma di gestione prevalente (88,6 milioni di tonnellate), seguita da altre operazioni di smaltimento come il trattamento chimico-fisico e biologico, raggruppamento preliminare e ricondizionamento preliminare (18,6 milioni di tonnellate).
 
Appare significativo il dato relativo al recupero di materia, che rispetto al 2014, fa registrare un aumento di oltre 5 milioni tonnellate. Rispetto all’anno precedente, nel 2015 le discariche destinate allo smaltimento dei rifiuti speciali sono diminuite di 28 unità. A livello nazionale, i rifiuti speciali smaltiti in discarica sono 11,2 milioni di tonnellate: 9,9 milioni di tonnellate di rifiuti non pericolosi (88,5%) e 1,3 milioni di tonnellate di rifiuti pericolosi (11,5%). In generale, una diminuzione del totale smaltito in discarica, a livello nazionale, pari a 200 mila tonnellate (-1,8%).
 
Nel settore delle costruzioni il 77,5% dei rifiuti non pericolosi viene smaltito in discariche per rifiuti inerti, il 20% in discariche per rifiuti non pericolosi e il restante 2,5% in discariche per rifiuti pericolosi. I rifiuti pericolosi, invece, sono costituiti per il 73,3% da rifiuti contenenti amianto, per l’11,1% da altri materiali isolanti e il restante 15,6% è rappresentato da altre tipologie di rifiuti. 
 
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