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NORMATIVA

Strutture ricettive all’aperto, alla Camera un ddl di riforma

di Rossella Calabrese
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Proposti l’uniformazione dei livelli minimi dei servizi, il riordino della classificazione e il credito d’imposta del 65%

Vedi Aggiornamento del 20/11/2017
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20/09/2017 - È in discussione in Commissione Attività produttive della Camera un disegno di legge in materia di turismo all’aria aperta e strutture ricettive all’aperto.
 
Il ddl, risultato dell’unificazione di tre disegni di legge, si propone di definire i princìpi fondamentali e gli strumenti della politica del turismo all’aria aperta, al fine di migliorare l’offerta del sistema turistico nazionale, regionale e locale; indirizzare i turisti verso le aree meno congestionate e i piccoli borghi rappresentativi del made in Italy; promuovere la riqualificazione urbanistica e territoriale dei centri di particolare rilevanza sotto il profilo turistico-ricettivo.
 
Il testo prevede che il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact) definisca le caratteristiche delle strutture ricettive all’aperto, le forme dell’ospitalità diffusa, le caratteristiche delle aree di sosta dei camper, degli agricampeggio, dei camping village e del campeggio municipale multifunzionale.
 
Il Mibact dovrà, inoltre, aggiornare e uniformare a livello nazionale i livelli minimi dei servizi e delle dotazioni per la classificazione delle strutture ricettive all’aperto, stabilire i criteri e i requisiti per la denominazione di tali strutture.
 
Gli articolo successivi disciplinano l’organizzazione delle piazzole, e l’installazione di allestimenti mobili e unità abitative; la valutazione della compatibilità urbanistica delle strutture ricettive all’aperto; l’autorizzazione paesaggistica di tali strutture; la realizzazione su aree demaniali; il recupero e la regolarizzazione dei complessi esistenti.
 
La legge delega il Governo a semplificare la normativa per la realizzazione di strutture ricettive all’aperto e propone di estendere a queste attività il credito d’imposta del 65% già previsto per alberghi e agriturismi.
 
Infine, per promuove il territorio a livello locale e migliorare la ricettività delle aree di sosta di camper, al Governo viene chiesto adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, un Piano nazionale di sviluppo del sistema delle aree di sosta di camper multi-funzionali, integrate con il paesaggio naturale circostante e a basso impatto ambientale.
 
Per tutte le finalità del disegno di legge, viene proposto uno stanziamento di 40 milioni di euro annui a decorrere dal 2017.
 

Le Regioni: ‘il turismo è materia di nostra esclusiva’

Sul testo la Commissione ha audito le Regioni. Secondo Loredana Capone, Assessore all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia, che ha guidato la delegazione, “è importante dare uniformità e omogeneità ad un settore sempre più rilevante come il ‘turismo all’aria aperta’. Ma si deve anche sottolineare come la normativa superi l’ambito della enunciazione dei principi generali, essendo una legge delega, per cadere in norme di dettaglio come servizi, dotazioni e aspetti regolamentari”.
 
“In molte parti - ha aggiunto Capone - è evidente che si entri in aspetti di sola competenza regionale. Il turismo è materia esclusiva delle Regioni, perciò abbiamo chiesto alla Commissione di stralciare quelle parti del testo legislativo che afferiscono a questa materia e ad aspetti come la classificazione, i requisiti, le dotazioni degli impianti”.
 
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