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PROFESSIONE

Equo compenso, i tecnici: aggiornare ogni due anni le tariffe minime

di Alessandra Marra
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I professionisti propongono anche di definire le procedure per spiegare al cliente la complessità del lavoro svolto

Vedi Aggiornamento del 18/10/2017
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26/09/2017 – Introdurre compensi minimi per le prestazioni non incluse nella normativa e aggiornarli automaticamente ogni due anni secondo gli Indici ISTAT.
 
Questa una delle proposte della Rete Professioni Tecniche (RPT), sentita al Senato lo scorso 20 settembre, insieme all’Adepp (Associazione degli Enti Previdenziali Privati), nel corso dell’audizione sul ddl equo compenso.
 

Equo compenso: le proposte dei Tecnici

Per la Rete “la determinazione di un compenso minimo garantito rappresenta una questione morale, non più rimandabile, per un'effettiva ed efficace tutela della committenza, sia pubblica che soprattutto privata, e della dignità professionale dei liberi professionisti.”
 
I professionisti tecnici, tuttavia, rilevano come le disposizioni normative indicate dal provvedimento ai fini dell’individuazione dei parametri per l’equo compenso dei professionisti (nell’articolo 2) non esauriscano la copertura di tutte le tipologie di prestazioni svolte dalle professioni regolamentate.
 
Ritengono opportuno, dunque, l’inserimento all’interno dell’articolato di una disposizione che deleghi il Ministero della Giustizia ad emanare, sentiti con i Consigli Nazionali degli Ordini e Collegi professionali, un decreto che introduca compensi minimi per le prestazioni non incluse nella normativa vigente e richiamate nel disegno di legge in esame.
 
L’entità di tali compensi dovrà essere aggiornata automaticamente a cadenza biennale secondo gli Indici ISTAT; con cadenza biennale deve essere anche prevista una revisione dei contenuti complessivi dei decreti, onde consentire di poter includere e aggiornare l’elenco delle prestazioni incluse.
 
Inoltre, i professionisti tecnici ritengono opportuno che la definizione di tali compensi minimi possa essere affiancata da un’individuazione di standard prestazionali, oggetto di un’attività istruttoria che sarà svolta dai Consigli Nazionali dei rispettivi Ordini professionali, anche in collaborazione con enti di normazione.
 

Equo compenso e Concorrenza: le altre proposte di RPT

RPT ha colto l’occasione per proporre delle soluzioni ad alcune criticità connesse ai nuovi adempimenti legati all’approvazione della Legge per la concorrenza; il riferimento è alla disposizione secondo la quale “il professionista deve rendere noto al cliente il grado di complessità dell'incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell’incarico e deve altresì indicare i dati della polizza assicurativa per i danni provocati nell’esercizio dell’attività professionale. In ogni caso la misura del compenso, previamente resa nota al cliente anche in forma scritta se da questi richiesta, deve essere adeguata all'importanza dell'opera e va pattuita indicando per le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi”.
 
Secondo la Rete, “per i professionisti tecnici, stante l’eterogeneità e la complessità delle prestazioni fornite alla committenza, risulta decisamente complicato applicare pedissequamente la disposizione; per questo ritiene opportuno riflettere ulteriormente sulle procedure e sulle modalità di applicazione della norma, delegando il Governo a proporre un regolamento attuativo con cui si vadano a delineare nel dettaglio le procedure, ed eventuali esigenze peculiari”.

 
Equo compenso e Jobs act autonomi

Infine, RPT sottolinea la necessità di un ulteriore rafforzamento del Jobs Act autonomi (Legge 81/2017): in primo luogo propone l’attribuzione al Tribunale del lavoro della gestione dei contenziosi tra i professionisti e i committenti, in modo da garantire un più celere gestione del contenzioso stesso.
 
Inoltre, la Rete ritiene opportuna l’introduzione di forme di garanzia della certezza dei pagamenti che non comportino esborsi in capo al lavoratore autonomo e/o libero professionista, anche nei rapporti con la committenza pubblica.
 
L’obbligo, infine, per ogni professionista di stipulare idonea assicurazione per i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività professionale e a rendere noti al cliente, al momento dell’assunzione dell’incarico, gli estremi della polizza stipulata per la responsabilità professionale e il relativo massimale, è stato introdotto in un contesto normativo alquanto lacunoso, che rende il suo adempimento problematico. Sarebbe auspicabile anche un intervento del legislatore per determinare i parametri minimi (in termini di massimali, franchigie, esclusioni etc) di idoneità delle polizze, tarati su misura per ogni specifica categoria professionale.
 
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