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AMBIENTE

Dissesto idrogeologico, il Governo non ricorrerà ai mutui Bei

di Alessandra Marra
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Il M5S chiede al Ministero dell’Ambiente perché indebitarsi se le risorse per la messa in sicurezza ci sono

Vedi Aggiornamento del 16/11/2017
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18/10/2017 – Il Governo non ricorrerà nel breve periodo all’attivazione di mutui Bei per finanziare le opere contro il dissesto idrogeologico.
 
A riferirlo la sottosegretaria al Ministero dell’Ambiente, Silvia Velo, in risposta all'interrogazione di Federica Daga (Movimento 5 Stelle) che criticava il ricorso all'indebitamento con le banche europee.
 

I dati sul dissesto idrogeologico

La Daga, nell’interrogazione, ha chiesto al Ministro dell’Ambiente di spiegare come mai nel piano nazionale pubblicato da Italiasicura, in cui viene stimato un fabbisogno complessivo di 11.108 interventi (il 90% ancora da progettare) per circa 29 miliardi di euro, sono previsti prestiti per 1 miliardo di euro con la Banca Europea degli Investimenti (Bei) e con la Council of Europe development Bank (Ceb), nonostante il Ministero dell’Ambiente abbia più volte ribadito che “i fondi per il dissesto idrogeologico ci sono (sono circa due miliardi) ma il vero problema è spenderli”. 
 
Seconda la Daga, l'intenzione del Governo di contrarre prestiti è confermata dalle dichiarazioni del vicepresidente della Bei, Dario Scannapieco secondo il quale il Consiglio di amministrazione della Bei ha approvato un finanziamento di 800 milioni per progetti di messa in sicurezza sul territorio nazionale a cui si dovrebbero affiancare 200 milioni di euro provenienti dalla Ceb.
 
Di conseguenza, ha chiesto “per quale motivo gli italiani dovrebbero ripagare l'indebitamento miliardario e i relativi interessi con le banche europee con i fondi pluriennali individuati dalla Legge di Bilancio 2017”.
 

Dissesto idrogeologico, MinAmbiente: le risorse del Governo sono sufficienti

La sottosegretaria Velo ha spiegato che non si ricorrerà ad un ulteriore indebitamento in quanto nell'attuazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico ci sono stati problemi spesa da parte dei soggetti attuatori degli interventi (gli enti locali), dovuti in parte a problemi di ordine burocratico e amministrativo ed in parte alla cronica mancanza di progettazioni di livello adeguato che sostengano le proposte di interventi sul territorio.
 
Tuttavia la sottosegretaria ha assicurato che “le risorse a disposizione per i prossimi anni, pari ad oltre 2,8 miliardi di euro, sono comunque compatibili e coerenti con l'attuale tiraggio della spesa e delle previsioni di andamento della stessa”.
 
La Velo ha ricordato anche che il Governo ha attivato, con la Delibera Cipe 32/2015, un Fondo di rotazione di 100 milioni di euro destinato a garantire nel tempo l'avanzamento della progettazione di interventi per un importo di oltre 2 miliardi di euro al fine di renderli così cantierabili.
 
Di conseguenza la Velo ha ribadito che “allo stato attuale nessuna richiesta di finanziamento con la Bei e la Ceb, cui fanno riferimento gli onorevoli interroganti, è stata sottoscritta”.
 
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