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Greenitaly 2017: l’Italia punta su edilizia ‘off-site’, legno e innovazione

di Paola Mammarella
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Nel Rapporto Symbola e Unioncamere anche le professioni più richieste dalla green economy

Vedi Aggiornamento del 13/11/2017
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25/10/2017 – Ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente, utilizzo del legno e ricerca su materiali e processi produttivi sostenibili sono le chiavi per rispondere alla crisi, generare lavoro e aumentare il fatturato delle imprese. È quanto emerge da Greenitaly 2017, ottavo rapporto di Fondazione Symbola e Unioncamere, promosso in collaborazione con il Conai, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e con il contributo di Ecopneus.
 

Edilizia, parola d’ordine: riqualificare

Il rapporto stabilisce che “il futuro dell’edilizia italiana sta tutto nelle potenzialità della rigenerazione del patrimonio esistente”. Quello delle ristrutturazioni, spiega il rapporto, è un mercato che, anche grazie agli incentivi fiscali messi in campo - tra cui l’ecobonus - ha continuato nel tempo a produrre ricchezza.  Nel periodo tra 1998 e 2016 sono stati più di 14,2 milioni - entro il 2017 potrebbero raggiungere i 16 milioni di euro - gli interventi effettuati per ristrutturazione o efficientamento coperti dagli incentivi fiscali. 

La nuova Legge di Bilancio 2018 dovrebbe prevedere anche un bonus sul verde urbano, l’applicazione dell’ecobonus all’eliminazione dell’amianto e l'estensione degli incentivi all'edilizia residenziale pubblica e alle certificazioni statiche degli edifici. La ristrutturazione aumenta il valore dell’immobile del 29%: se tutte le abitazioni messe in vendita nel 2016 fossero state ristrutturate, il valore del patrimonio edilizio messo sul mercato sarebbe aumentato di 20 miliardi di euro. 

Uno dei campi nei quali l’Italia può scommettere è la riconversione degli edifici storici. Proprio in Italia è stato lanciato il GBC Historic Building, un nuovo protocollo per certificare la sostenibilità degli edifici storici, che mira a promuovere un nuovo concetto di conservazione sostenibile, nel quale convivono le esigenze di recupero di quella parte più pregevole e storica del parco edilizio nazionale e gli obiettivi europei di miglioramento energetico dell’esistente. Si applica anche alle strutture di architettura spontanea che caratterizzano le nostre campagne (rustici, cascine, baite, ecc.) e che costituiscono un patrimonio millenario che andrebbe oggi valorizzato all’interno di un piano nazionale di sviluppo sostenibile. I primi edifici ad ottenere questa certificazione sono le ex scuderie del Monastero benedettino della Rocca di Sant’Apollinare a Marsciano (PG) e il Museo Nazionale dell’Ebraismo e della Shoah di Ferrara.
 

Edilizia 'off-site'

Un modello cui rifarsi è, secondo il rapporto, il programma olandese Energiesprong che propone un sistema innovativo in grado di ottimizzare i processi di ristrutturazione abbassando i costi e i tempi di cantiere a sole due settimane, a volte anche ad un solo giorno. Il programma si basa sulla collaborazione tra istituti di credito, assicurazioni, costruttori e istituti di case popolari creando dei sistemi di finanziamento che non prevedono l’intervento pubblico o anticipi da parte dei proprietari.

Su queste premesse parte anche in Italia il progetto Energiesprong Italia, rivolto all’edilizia residenziale pubblica. Il campo dell’edilizia residenziale pubblica in Italia sarebbe il migliore banco di prova essendo per il 10% libero e bisognoso di una profonda riqualificazione per tornare ad essere agibile. Il problema dei costi elevati di mantenimento e gestione impone necessariamente azioni che producano un risparmio in termini energetici e quindi economici. In Olanda il progetto ha coinvolto 111 mila abitazioni, di cui 2000 rese a consumo zero.

In Italia il progetto è stato presentato nel 2015 da Habitech. Il meccanismo è piuttosto semplice ma presuppone un cambiamento radicale del modo di concepire l’edilizia. Si tratta infatti di ristrutturare l’edificio attraverso componenti che vengono realizzate in fabbrica e montate direttamente sulla vecchia struttura. Il tutto parte da una scansione in 3d dell’edificio, cui segue una fase di progettazione, quindi la prefabbricazione e l’assemblaggio.

In tal modo la fase di cantiere è limitata alla posa in opera dei componenti quali il tetto con pannelli fotovoltaici e le pareti con i serramenti che ottimizzano l’isolamento termico. I costi di ristrutturazione vengono pagati con il risparmio energetico. La cosiddetta edilizia off-site, ovvero l’edilizia che si sposta dal cantiere alla fabbrica e nella fabbrica produce il suo valore mescolandosi con la manifattura, sarà la vera rivoluzione del settore nel prossimo futuro, in grado di tagliare i costi, accorciare i tempi e garantire edifici più efficienti in termini energetici.
 

Le best practice dell’edilizia in legno

Un fronte interessante e molto promettente per il futuro è costituito dall’edilizia in legno, materiale antisismico, sostenibile e particolarmente versatile, capace di ridurre dal 50 all’80% le spese per il riscaldamento.
 
Il rapporto cita numerose aziende attente al tema della sostenibilità dei processi produttivi e alla produzione di elementi green. Un esempio di come le conoscenze e le tecnologie aziendali della filiera del legno possano essere usate per creare valore per la comunità è rappresentato dal progetto del polo dell’alimentazione di Amatrice di Stefano Boeri, realizzato in pochi mesi dalla Filiera del Legno Friuli Venezia Giulia. I locali sono antisismici ed efficienti dal punto di vista energetico, ma soprattutto rappresentano una risposta rapida efficace e di effetto a una catastrofe ambientale, resa possibile anche dalle caratteristiche di leggerezza e rapidità dell’edilizia in legno.
 
Anche Accumoli avrà una struttura in legno: si chiamerà “Accupoli” e sarà un centro per eventi. La sua particolarità è quella di essere il primo edificio in Italia ad avere le parti portanti in legno compensato. Sarà realizzato in un paio di mesi grazie al progetto di H.E.L.P. 6.5 (Housing in Emergency for Life and People) e al contributo della Compagnia di San Paolo, Acri, Aniem Piemonte (Associazione Nazionale Imprese Edili e Manifatturiere) e varie aziende piemontesi (Betonwood, Ormea Franco, Dott. Gallina, Gallo Legnami, Idrocentro, Unimetal, Finder, Daikin).
 
Il rapporto cita anche il Progetto LegnoClima di FederlegnoArredo, rivolto alla quantificazione dello stock di carbonio contenuto nei prodotti legnosi prodotti a partire da legno vergine italiano (segati, pannelli e fibre). Scopo del progetto è quello di comprendere e tracciare il carbonio che viene sequestrato per periodi di tempo prolungato nella biomassa dei prodotti legnosi di legno italiano, evitando di essere rilasciato in atmosfera (in forma di CO2) ad aggravare la problematica del riscaldamento climatico.
 

Ricerca alla base delle innovazioni

Dietro queste innovazioni c’è una continua ricerca che garantisce materiali sempre più performanti, tecniche di costruzione all’avanguardia e possibilità di riutilizzare i materiali di scarto in ottica di economia circolare. Dall’Università La Sapienza di Roma nel 2018 partirà un team alla volta di Dubai per Solar Decathlon che presenterà “ReStart4Smart”, una casa nZEB in grado di trasformarsi nel corso del tempo adattandosi alle esigenze degli occupanti e interattiva rispetto all’ambiente esterno. Il Politecnico di Bari sta invece lavorando sui materiali di scarto per realizzare moduli abitativi in ottica di economia circolare.

Il progetto Smaw Building ha l’obiettivo di sperimentare materiali da costruzione realizzati con materie prime naturali di scarto presenti sul territorio pugliese come potatura di ulivi, scarti di lavorazione della paglia, sansa, canapa. Dall’Incubatore Imprese Innovative del Politecnico di Torino I3P viene l’esperienza di Enerpaper srl, startup vincitrice nel 2017 del premio “Io Penso Circolare” promosso da La Stampa Tuttogreen con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. L’azienda ha ideato e sviluppato un materiale isolante per l’edilizia composto da cellulosa stabilizzata ricavata dagli scarti del macero.
 
Il rapporto cita inoltre tante aziende impegnate nella messa a punto e nell’utilizzo di materiali a chilometro zero e sostenibili.
 

Le professioni a maggior sviluppo di competenze green

Il rapporto traccia una top ten delle professioni più richieste dalla Green economy. Al primo posto l’informatico ambientale, un dato che non stupisce se si considera che il 28% delle soluzioni del mercato nel settore domotica e dell’internet delle cose riguarda la gestione di servizi legati al consumo energetico. Rientrano in questa figura anche gli analisti e progettisti di software.

Al secondo posto il meccanico industriale green, chiamato ad operare nell’installazione e nella manutenzione di nuovi macchinari, ma anche a verificare gli ambiti dove tali impianti dovranno lavorare. In terza posizione l’installatore di impianti termici a basso impatto, molto diffusi grazie agli incentivi fiscali per l’efficientamento degli edifici, che coordina l’acquisto dei materiali, definisce i piani di lavoro e verifica i costi di realizzazione.

Ci sono poi l’esperto di acquisti verdi, specializzato nell’individuazione di prodotti e servizi a basso impatto ambientale ed esperto di materie prime, processi di produzione e tecniche per il controllo di qualità, il chimico verde, che progetta e sviluppa nuovi prodotti prevalentemente in ambito industriale, l’esperto in gestione dell’energia (ingegnere energetico) che progetta e gestisce impianti in maniera da ridurre i consumi di materie prime e di energia in ambito domestico, pubblico e industriale, l’esperto del marketing ambientale, figura chiave nei processi produttivi e di commercializzazione dei prodotti verdi, il meccatronico green che può intervenire in diverse fasi della vita di un prodotto, l’economista ambientale che deve essere esperto di gestione del rischio, di politiche ambientali, di gestione ambientale di impresa, di impatto dei sistemi socio-economici sugli ecosistemi, di servizi ecosistemici, il tecnologo del legno, figura che associa alla tradizione del falegname la formazione universitaria per la scelta della materia prima, il taglio, il controllo produttivo di processo e montaggio e l’uso di programmi di progettazione.
 
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