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NORMATIVA

Tariffe professionali, CNI: ‘la UE ribadisce che sono legittime’

di Paola Mammarella
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La normativa spagnola sui compensi dei procuratori rispetta i parametri europei. Ingegneri: ‘princìpi generali applicabili a tutte le professioni’

Vedi Aggiornamento del 18/10/2017
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11/10/2017 – La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha ribadito la legittimità delle tariffe professionali fissate per legge, ritenendole compatibili con le regole europee sulla libera concorrenza. Esordisce così il Consiglio nazionale degli Ingegneri (CNI), che con la circolare 128/2017 ha commentato la sentenza sulle cause C-532/15 e C-538/15.
 
I giudici europei si sono espressi su una normativa spagnola, ma secondo il CNI i princìpi alla base della sentenza hanno una portata generale e possono essere applicati a tutte le professioni
 

Corte di Giustizia UE: ‘legittime le tariffe fissate per legge’

A finire sotto accusa, dopo due controversie sul pagamento delle parcelle, è stato un regio decreto spagnolo del 2003 che fissa i compensi dei procuratori legali. Procuratore e cliente possono negoziare la retribuzione, ma rispetto ai limiti previsti dalla legge, hanno solo un margine di manovra del 12% al rialzo o al ribasso. Esiste inoltre un tetto massimo agli onorari che il procuratore legale può percepire nell’ambito dello stesso procedimento, limite che può essere superato solo previa autorizzazione del giudice, ed è previsto il diritto del cliente di contestare le spese ritenute inutili.
 
Secondo i giudici europei, dal momento che le tariffe sono previste da una norma nazionale, e non sono state predisposte dalle associazioni professionali, non si crea un contrasto con l’articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, in base al quale sono incompatibili gli accordi tra imprese o tra associazioni in grado di falsare la concorrenza.
 

CNI: princìpi applicabili a tutte le professioni

Nella circolare inviata a tutti gli iscritti, il Cni sottolinea che la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ritiene che la regolamentazione dei compensi minimi, contenuta in una normativa statale, non contrasta con il diritto dell’Unione Europea e non rappresenta un ostacolo alla libera concorrenza.
 
Anche se, fa notare il CNI, la sentenza riguarda una professione forense ed è incentrata sul diritto di un altro Paese membro, “è indubitabile che i princìpi siano suscettibili di assumere portata di carattere generale e quindi di valere ed essere considerati applicabili anche per le Professioni di altri Paesi dell’Unione Europea”.
 

Italia: dalle tariffe alla lotta per l’equo compenso

In Italia, lo ricordiamo, le tariffe di ingegneri e architetti erano regolate dalla Legge 143/1949, più volte modificata fino agli anni Ottanta.
 
Il decreto “Bersani” (DL 223/2006 convertito nella Legge 248/2006) ha eliminato l’inderogabilità dei minimi tariffari. Più tardi, il decreto “Liberalizzazioni” (DL 1/2012 convertito nella Legge 27/2012) ha abrogato definitivamente le tariffe professionali.
 
La determinazione dei compensi è demandata alla contrattazione e alla libera concorrenza. Per correlare il compenso alla complessità degli incarichi è stato elaborato il Decreto Parametri (DM 17 giugno 2016 che ha sostituito il DM 143/2013) usato negli appalti pubblici.
 
Sono state inoltre presentate in Parlamento una serie di iniziative sull’equo compenso, che mirano a ripristinare i minimi tariffari.
 
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