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TECNOLOGIE

Il Ministero Infrastrutture apre all’edilizia ‘off-site’

di Rossella Calabrese
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Viceministro Riccardo Nencini: ‘necessario un piano di edilizia industriale per ridare slancio alla rigenerazione urbana’

Vedi Aggiornamento del 09/10/2017
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05/10/2017 - Attivare un piano di edilizia industriale che sappia tagliare i tempi e i costi garantendo qualità e prestazioni. Un piano che sappia anche abilitare interventi di riqualificazione integrati con la necessità della messa in sicurezza e dell’efficientamento energetico.
 
È la necessità riconosciuta dal Viceministro delle Infrastrutture e Trasporti, Riccardo Nencini, in un incontro svoltosi a Roma lo scorso 26 settembre con la Community di REbuild e il Ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente, i cui esiti sono sintetizzati in un comunicato REbuild Italia.
 
“La crescente attenzione verso la questione urbana - ha affermato il Viceministro - può dare impulso all’economia ed alla coesione sociale e configura importanti obiettivi come la rigenerazione di aree urbane, il rinnovo edilizio e l’efficientamento energetico degli edifici. Una nuova ‘gestione urbana’ individua nelle città i soggetti innovatori della programmazione e, anche con interventi fattibili e coerenti sin dalla scala ‘micro’, produce cambiamenti significativi”.
 

L’edilizia come driver del cambiamento

“Il ‘driver’ dell’edilizia - ha proseguito Nencini -, nel dare corpo e valore all’armatura fisica urbana, apre ad occasioni di compartecipazione pubblica e privata, supporta la ripresa della produttività, interpreta le risposte ai bisogni dei cittadini, realizza il miglioramento dei servizi e concorre al welfare urbano e territoriale. Esso declina alcune performance fondamentali: messa in sicurezza del patrimonio edilizio, rigenerazione delle parti di città degradate, riqualificazione edilizia per il risparmio energetico in edifici pubblici e privati”.
 
“Nell’urgente circostanza di riqualificare e/o sostituire un enorme porzione del patrimonio edilizio, emerge sempre più la necessità di promuovere azioni che possono contribuire all’innovazione ed alla dinamicità del rinnovo urbano”.
 

L’edilizia ‘off-site’: fabbrica+cantiere

“L’edilizia ‘off-site’ può sicuramente configurarsi come elemento di discontinuità tecnologica rispetto all’attuale processo manifatturiero, in quanto può implementare l’efficacia della filiera edilizia avviando cicli produttivi che trasferiscono importanti segmenti dell’attività edilizia dal cantiere alla fabbrica. Il cambiamento di alcuni processi interni, potrà incrementarne anche la produttività e la qualità” - ha concluso il Viceministro.
 

REbuild: ‘in Italia manca la domanda pubblica di edilizia off-site’

L’edilizia off-site - ibridazione tra edilizia e manifattura, tra fabbrica e cantiere, proposta a giugno da REbuild - è già realtà per molte imprese italiane che però trovano mercato solo all’estero. Il tipo di domanda in grado di catalizzare lo sviluppo di questo settore è, infatti, perlopiù quella pubblica che in Italia manca.
 
REbuild sottolinea che il Viceministro ha riconosciuto che “occorrerà riconsiderare le potenzialità del mondo dell’industria delle costruzioni nel suo complesso e nell’indotto, anche con il coinvolgimento di produttori di materiali più ecocompatibili, di una filiera, cioè, in grado di impegnarsi su un progetto di vera politica industriale di ambito”.
 

Il ruolo della filiera edile nella rigenerazione urbana

La leva economica dell’intera filiera delle costruzioni - ricorda REbuild - può tornare al centro dei processi produttivi  anche attraverso operazioni di rigenerazione, condivise con un partenariato pubblico-privato ‘a monte’, cioè sin dall’atto della concezione degli interventi, collaborando alla migliore capacità di regia dell’operatore pubblico.
 
L’attuale politica del Governo ha assegnato alla rigenerazione urbana significative risorse economiche  basate sulla promozione di programmi d’intervento in risposta a ritardi e bisogni del Paese, puntando anche a modelli  che volgessero uno sguardo a futuri orientamenti dell’abitare. Anche l’edilizia ‘off-site’, nella sua specificità, potrà contribuire in maniera sostanziale a tale progettualità.
 

Nencini: ‘siamo al lavoro su nuovi orientamenti e  cambiamenti’

I passi concreti da mettere in campo non mancano. “La realizzazione di opere pubbliche, il dissesto idrogeologico, la rigenerazione urbana, il recupero di beni culturali, i progetti finalizzati allo sport, l’housing sociale, l’edilizia scolastica, l’efficientamento energetico degli edifici, le smart city, la semplificazione burocratica, la digitalizzazione del Paese e idonee misure di tassazione, costituiscono il ‘mix strategico’ a cui vanno configurati i processi di quella politica di rigenerazione più volte richiamata che, se incentivata da investimenti e misure di defiscalizzazione, potrà sostenere il recupero di un grande numero di aree dismesse o sottoutilizzate, di quartieri degradati e socialmente nocivi per le comunità che li abitano” - ha aggiunto il Viceministro.
 
Nencini ha assicurato che al MIT si sta lavorando sull’avvio di nuovi orientamenti e  cambiamenti che necessitano di una regia panoramica, di un coordinamento basato su processi partecipativi e su modelli rivolti a nuove articolazioni della trasformazione e che il ‘Club REbuild’ potrebbe configurarsi come valido interlocutore. “Siamo al lavoro con il Mise e il Ministero dell’Ambiente per avviare concretamente il procedimento” - ha concluso.
 
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