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PROFESSIONE

Rete Professioni Tecniche alla UE: ‘no alla e-card europea, sì alla tessera professionale’

di Rossella Calabrese
Commenti 1787

Secondo i professionisti la nuova procedura per fornire servizi all’estero non offre garanzie per il riconoscimento delle qualifiche

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20/11/2017 - Con l’obiettivo di semplificare le procedure a carico dei prestatori di servizi, compresi quelli professionali, a gennaio 2017 la Commissione europea ha presentato la proposta di una e-card europea dei servizi, una procedura elettronica che semplifica le formalità necessarie per fornire servizi all’estero.
 

La e-card europea dei servizi

La nuova e-card europea dei servizi - spiegava Susanna Pisano, responsabile del Desk europeo di Confprofessioni, a marzo 2017, al termine della presentazione del pacchetto servizi della Commissione UE - è una procedura elettronica semplificata che renderà più facile per i prestatori di servizi alle imprese e di servizi di costruzione di espletare le formalità amministrative necessarie per fornire servizi all’estero”.
 
La nuova e-card europea conterrà i dati identificativi del prestatore di servizi; lo stato membro in cui una specifica attività sarà svolta; informazioni sulle qualifica/certificazioni richieste nello Stato membro di origine; informazioni sulla buona condotta del prestatore (per esempio eventuali sanzioni professionali); informazioni sulla copertura assicurativa del prestatore di servizi.
 
“La carta europea dei servizi farà fede dello stabilimento legale in un dato paese del prestatore di servizi” aggiungeva Pisano “e una volta emessa impedirà agli stati membri ospitanti di richiedere al professionista nuove autorizzazioni o notifiche preventive, previste dalle singole legislazioni nazionali, creando di fatto un mercato unico europeo dei servizi, regolato da un lasciapassare extranazionale”.
 

RPT: ‘e-card dei servizi si sovrappone alla tessera professionale’

Secondo la Rete Professioni Tecniche (RPT), la proposta ha il limite di andarsi a sovrapporre alla tessera professionale europea, lo strumento previsto già nel 2013 dalla Direttiva 55 per favorire la prestazione di servizi transfrontalieri da parte dei professionisti.
 
Per questo la RPT ha inviato le sue considerazioni a Martin Frohn, capo dell’unità “Qualifiche professionali e competenze” della Commissione europea, al ministro della giustizia Andrea Orlando, e al dipartimento delle Politiche comunitarie, esprimendo la propria preoccupazione per gli effetti che deriverebbero dall’applicazione di due strumenti del tutto sovrapponibili e suggerendo l’estensione della tessera professionale europea, ad oggi in uso solo per 5 professioni, a tutte quelle indicate dalla Direttiva 55/2013.
 
La tessera professionale europea - spiega RPT nella lettera - “rappresenta un elemento chiave per la modernizzazione della direttiva sulle qualifiche professionali, il cui obiettivo è quello di rafforzare il mercato interno e la libera circolazione dei professionisti mediante un riconoscimento più efficace e trasparente delle qualifiche professionali, l’ottenimento di una maggior efficienza economica ed operativa al fine di avvantaggiare i professionisti e diminuire gli oneri amministrativi legati al riconoscimento delle qualifiche professionali”.
 
“Occorre ricordare - prosegue la lettera - che, quando si forniscono servizi in un altro Stato membro, per un professionista è essenziale che il riconoscimento delle sue qualifiche professionali avvenga rapidamente. Ciò consente di accedere in modo rapido e trasparente al mercato del lavoro e ai servizi nel paese di destinazione”.
 
“Diversamente - sostiene RPT -, la carta elettronica proposta dalla nuova direttiva attualmente in discussione al parlamento europeo, non offre alcuna garanzia in termini di riconoscimento delle qualifiche professionali, pertanto la sua applicazione all’ambito delle professioni regolamentate rischierebbe di ledere quei principi di tutela e garanzia dei consumatori che giustificano l’esistenza di aree di attività riservate dalla legge ai professionisti”.
 
“Alla luce di tutto questo e in considerazione del processo legislativo attualmente in corso presso le Istituzioni europee” - conclude la Rete Professioni Tecniche - “siamo certi che sia condivisibile la proposta di non includere i professionisti regolamentati nelle future normative europee relative all’e-card, dato che è possibile raggiungere gli stessi obiettivi di facilitare la fornitura di servizi professionali in Europa attraverso la tessera professionale europea (European professional card, EPC)”.
 
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