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Periferie, la nuova identità di 10 aree degradate
PROGETTAZIONE

Periferie, la nuova identità di 10 aree degradate

di Paola Mammarella
Commenti 1478

Spazi vuoti ridisegnati per attrarre la socialità, mobilità dolce, stretto legame con gli elementi naturali e la cultura

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13/11/2017 – Ricucire i tessuti urbani eliminando o riconvertendo le costruzioni ormai inutilizzate e regalando ai cittadini nuovi spazi per la socializzazione e la mobilità dolce. Sono i tratti che accomunano i progetti vincitori della seconda edizione del Concorso di idee 10 Periferie 2017, bandito dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane del MiBACT e dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.
 
Vediamo cosa propongono i vincitori.
 

Barcellona Pozzo di Gotto (Messina)

Si chiama “Zolle urbane” il progetto scelto per la riqualificazione del quartiere di Via del Mare. Agli edifici popolari e realizzati nel secondo dopoguerra sarà data nuova dignità con la creazione di infrastrutture viarie e “il disegno del vuoto”, da immaginare come elemento strutturante relazioni.
 Immagine: piattaforma Cnappc concorsiawn
 

Barletta

I punti cardine del progetto sono la riduzione dell’area carrabile, a favore della mobilità ciclo-pedonale sulla litoranea, e la ricucitura degli spazi dati dall’irregolarità planovolumetrica dei fabbricati, che diventeranno aree di sosta, per la socialità e il ristoro, capaci di stimolare le attività commerciali.
 Immagine: piattaforma Cnappc concorsiawn
 

Bisceglie (Barletta – Andria – Trani)

Il processo di riqualificazione tocca un’area attigua al centro storico, caratterizzata dalla presenza di un ex mattatoio che diventerà luogo di aggregazione e per eventi. L’area sarà aperta al resto della città e rappresenterà un “faro”, cioè punto di riferimento e guida. Per questo saranno create torri permeabili ben visibili. Le torri si ispireranno alle postazioni di vedetta costruite da secoli sul mare.
 Immagine: piattaforma Cnappc concorsiawn
 

Lamezia Terme (Catanzaro)

Anche in questo caso, la riqualificazione passa attraverso la riconversione di un ex impianto industriale. Le ex cantine sociali passeranno da centro di produzione economica a centro di produzione culturale ospitando auditorium, ristorante caffetteria, biblioteca, spazi di coworking e palestra.
 Immagine: piattaforma Cnappc concorsiawn
 

Lucca

Tratto distintivo è il “bosco domestico”, cioè l’alberatura da realizzare per connettere la stazione ferroviaria al centro storico. Completa il progetto una piazza in pendenza destinata a diventare nuovo landmark urbano.
 Immagine: piattaforma Cnappc concorsiawn
 

Mangone (Cosenza)

Il progetto ruota intorno alla parola dialettale “trasire”, cioè entrare. Con la riqualificazione, l’area non sarà più un paesaggio limitrofo con fabbriche ed elementi non riconoscibili, ma un sistema architettonico in grado di invogliare ad entrare e fermarsi.
 Immagine: piattaforma Cnappc concorsiawn
 

Napoli – Municipio 6

Il Polo acquatico e culturale connetterà al resto della città una zona ora isolata per le passate funzioni industriali che l’hanno caratterizzata. L’elemento unificante sarà la passeggiata lungomare.
 Immagine: piattaforma Cnappc concorsiawn
 

San Mauro Torinese (Torino)

Nell’area da riqualificare sorge il complesso delle cartiere Burgo, progettato da Oscar Niemeyer e definito nel 1977 dalla rivista Domus “simile al satellite-città di Odissea nello spazio”. Sarà creato un parco con musei interconnessi da un sistema di mobilità dolce e verranno impiantate piante autoctone.
 Immagine: piattaforma Cnappc concorsiawn
 

Taurianova (Reggio Calabria)

Anche questo progetto promuove la mobilità lenta, con la creazione di un percorso verde, alternativo a quello carrabile, che attraversa tutto il quartiere, e di una piazza come centro di aggregazione.
 Immagine: piattaforma Cnappc concorsiawn
 

Tricarico (Matera)

Il progetto degli Orti saraceni di Tricarico si inserisce in un’azione di rigenerazione complessiva. Propone il collegamento tra l’area degli orti, che un comitato ad-hoc sta candidando a patrimonio dell’Unesco, e il centro storico. Previsto il riassetto del verde e dei manufatti, come muretti e opere di ingegneria idraulica, che segnano l’identità del luogo, e l’inserimento di funzioni didattiche.
 Immagine: piattaforma Cnappc concorsiawn

 
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