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AMBIENTE

Veneto, obiettivo consumo di suolo zero al 2050

di Alessandra Marra

La norma che fissa gradualmente tetti massimi all'utilizzo del territorio non urbanizzato si applicherà anche ai centri commerciali

Vedi Aggiornamento del 22/05/2018
22/12/2017 – La Giunta regionale del Veneto ha approvato il provvedimento che stabilisce progressivamente la riduzione del consumo di suolo, fino ad azzerarlo nel 2050. 
 
Il provvedimento ora passerà all’esame della competente commissione consiliare e del Consiglio delle Autonomie locali.
 

Consumo di suolo zero al 2050

La norma arriva in attuazione e nei tempi previsti della LR 14/2017 che ha promosso la revisione della disciplina urbanistica, mirando in particolare a ridurre progressivamente il consumo di suolo non ancora urbanizzato, in coerenza con l’obiettivo comunitario europeo di azzerarlo entro il 2050.
 
La Giunta ha individuato 31 Ambiti Sovracomunali Omogenei (ASO),  ai quali è stata distribuita la quantità massima di consumo di suolo, successivamente assegnata ai singoli Comuni.
 

Riduzione del consumo di suolo: tetti in base ai territori 

Come ha spiegato l’assessore regionale al territorio Cristiano Corazzari, per stabilire dei tetti massimi la Giunta ha valutato: le specificità dei territori, le caratteristiche qualitative, idrauliche e geologiche dei suoli, la vocazione agricola e di produzione agroalimentare dei suoli, lo stato della pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistica, le varianti verdi.
 
La prima analisi si è basata sugli strumenti di programmazione socio-economica, di pianificazione territoriale e urbanistica e sui dati “restituiti” dai Comuni nella “Scheda informativa” inviata dalla Regione lo scorso giugno, al fine di acquisire le informazioni utili per emanare il provvedimento attuativo in questione.
 
L’analisi di queste ultime ha portato alla redazione di una “Relazione di sintesi all’indagine conoscitiva”, che contempla anche dati forniti da numerosi Istituti e Agenzie regionali e nazionali, consentendo di valutare le dinamiche della “velocità del consumo di suolo” (ettari/anno), di analizzare il trend delle trasformazioni del territorio, di esaminare i diversi usi di suolo, le tendenze e le dinamiche in atto: andamento demografico, tensione abitativa, espansione delle città, sistema infrastrutturale, sistema produttivo ed economico e altri fenomeni che generano pressione sul suolo.
 
“Questa quantità massima di consumo di suolo è stata stimata sulla base dell’analisi degli obiettivi e dei dati territoriali trasmessi dai Comuni, avendo cura di favorire e promuovere processi di riqualificazione urbana, riqualificazione edilizia e ambientale e rigenerazione urbana sostenibile” ha concluso Corazzari.


Consumo di suolo ridotto anche per centri commerciali

Novità sul fronte del consumo di suolo arrivano anche dal collegato alla legge di stabilità 2018 del Vemneto; con un emendamento approvato ieri sera dal Consiglio regionale si prevede che le disposizioni regionali relative al contenimento del consumo di suolo vengano applicate anche agli interventi commerciali.
 
Inoltre, sarà obbligatoria una pianificazione coordinata tra più comuni nel caso di aree da destinare all'insediamento di grandi strutture di vendita, al di fuori dei centri storici, con superficie di vendita superiore 8000 metri quadrati nei comuni capoluogo di provincia e con superficie di vendita superiore a 4000 metri quadrati negli altri comuni. In tali casi la pianificazione coordinata deve comprendere i comuni confinanti con il comune interessato dall'insediamento della grande struttura di vendita.
 
“A livello internazionale – commenta l’assessore al commercio e allo sviluppo economico Roberto Marcato - si stanno ridimensionando o addirittura azzerando gli investimenti nei grandi centri commerciali. Anche qui da noi è giunto il momento di dare il segnale di un’inversione di tendenza ed è dovere dei politici tradurre in leggi le necessità del territorio”.  
 
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