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LAVORI PUBBLICI

Appalti all’estero, dal 4 gennaio 2018 le nuove regole

di Paola Mammarella
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Definite le norme che le sedi estere delle PA italiane devono seguire per la scelta del contraente e l’esecuzione dei contratti

Vedi Aggiornamento del 18/01/2018
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22/12/2017 – Definite le regole che le sedi estere delle Amministrazioni italiane devono seguire per le gare d’appalto. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ed entrerà in vigore il 4 gennaio 2018, il DM 2 novembre 2017 n. 192, attuativo del Codice Appalti (D.lgs. 50/2016).
 

Importo delle gare e procedure

Il valore dei contratti verrà stimato in base al cambio, risultante del sito web della banca d’Italia, applicato alla data del primo atto di gara.
 
Il risultato determinerà la scelta della procedura da utilizzare per la scelta del contraente. Si userà l’affidamento diretto, anche senza previa consultazione di due o più operatori economici, per i contratti di importo inferiore a 40mila euro.
 
Si potrà usare la procedura negoziata, senza previa pubblicazione del bando, per contratti di servizi e forniture di valore compreso tra 40mila euro e le soglie europee (144mila euro per le gare bandite dalle autorità governative centrali e 221mila euro per gli appalti aggiudicati da amministrazioni che non sono autorità governative centrali) e per i contratti di lavori di importo pari o superiore a 40mila euro e inferiore a un milione di euro.
 
Oltre questi limiti si utilizzeranno le procedure ordinarie.
 

RUP

Il Resonsabile unico del procedimento (RUP) sarà individuato tra i dipendenti di ruolo della sede estera o di altre amministrazioni pubbliche presenti nel Paese. Per i lavori e per i servizi attinenti all'ingegneria e all'architettura, il RUP dovrà essere un tecnico.
 
Nel caso in cui nella sede estera non sia in servizio un tecnico con idonea professionalità, l’incarico di RUP potrà essere conferito a soggetti esterni, anche locali, in possesso delle competenze richieste e di adeguata polizza assicurativa a copertura dei rischi professionali. Ma non solo, perché il RUP “esterno” dovrà fornire idonee garanzie di indipendenza rispetto ai partecipanti alle procedure di selezione dei contraenti.
 

Rispetto dell’ambiente e sicurezza sul lavoro

I contratti dovranno conformarsi alla normativa in materia ambientale, urbanistica, di tutela dei beni culturali e paesaggistici, artistici ed archeologici, in materia antisismica e di sicurezza del Paese in cui deve essere eseguito il contratto.
 
Dovranno essere rispettate le disposizioni nazionali ed europee in materia di tutela ambientale, di salute e di sicurezza, nei limiti della compatibilità con la normativa locale.
 
La sede estera dovrà verificare il rispetto dei diritti fondamentali dei lavoratori, tenuto conto degli standard minimi di tutela internazionalmente accettati.
 
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