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NORMATIVA

Puglia, pubblicata la proroga a dicembre 2018 del Piano Casa

di Alessandra Marra

I Comuni hanno invece tempo fino al 31 dicembre 2017 per adeguarsi al Regolamento Edilizio Tipo

Vedi Aggiornamento del 18/01/2018
18/12/2017 – Pubblicate sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia (Burp) due importanti leggi regionali: la LR 51/2017 con la proroga del Piano Casa al 31 dicembre 2018 e la LR 48/2017 con le semplificazioni edilizie e la proroga al 31 dicembre 2017 del termine per l’adeguamento dei Comuni al Regolamento Edilizio Tipo (RET).
 

Proroga del Piano Casa per tutto il 2018

La LR 51/2017 modifica il Piano Casa (LR 14/2009) prorogando al 31 dicembre del 2018 il termine per la presentazione delle istanze relative al Piano Casa, che riconosce premi pari al 20% della volumetria esistente (comunque per non oltre 300 metri cubi) nel caso di ampliamenti e del 35% nel caso di demolizione e ricostruzione, a condizione che gli interventi siano realizzati secondo precisi criteri di edilizia sostenibile.
  
La norma, oltre a prorogare il termine di applicabilità delle misure a tutto il 2018, ammette al beneficio dei premi volumetrici gli interventi che riguardino edifici esistenti alla data del 1° agosto 2017.

Modificato anche il comma 3 della legge 14/2009 nella parte riguardante gli interventi di ricostruzione con riferimento alle altezze massime, alle distanze ed alle sagome planimetriche

Ulteriore novità è costituita dalla possibilità concessa ai proprietari di immobili di realizzare impianti fotovoltaici sugli edifici rientrati nella zona territoriale di “tipo A”, alle stesse condizioni strutturali previste dalla legislazione regionale.
 

Recupero di sottotetti e seminterrati

La LR 51/2017 proroga anche l’efficacia delle misure previste dalla LR 33/2007 che disciplina gli interventi finalizzati al recupero delle volumetrie dei sottotetti (ad uso residenziale), di porticati e locali seminterrati (residenziale, terziario e/o commerciale) e interrati (terziario e/o commerciale). Tali interventi saranno possibili infatti sugli edifici legittimamente realizzati al 30 giugno 2017 (anziché 30 giugno 2016, come precedentemente previsto).

Inoltre, sarà possibile recuperare i locali seminterrati e interrati al fine di destinarli, oltre che a uso terziario e/o commerciale (come sinora previsto), anche a usi strettamente connessi con le residenze, compresi gli esercizi di vicinato, i laboratori per arti e mestieri e per imprese artigiane dirette alla prestazione di servizi connessi alla cura della persona, alla manutenzione dei beni di consumo durevoli o degli edifici, alla produzione di beni di natura artistica, con l’esclusione delle attività rumorose, inquinanti o comunque moleste.
 

Comuni pugliesi, entro il 31 dicembre devono adottare il RET

La LR 48/2017, modificando quanto previsto dalla LR 11/2017, stabilisce che i Comuni pugliesi avranno tempo fino al 31 dicembre 2017 per procedere all’adeguamento dei propri regolamenti edilizi allo schema di Regolamento tipo recepito dalla Regione.
 
Il provvedimento, oltre a concedere alle amministrazioni locali ulteriore tempo, chiarisce il regime transitorio applicabile, stabilendo che le determinazioni sui procedimenti edilizi faranno riferimento a tutte le disposizioni vigenti al tempo di presentazione o deposito della pratica edilizia nelle forme previste, compresi gli strumenti urbanistici esecutivi e gli atti di pianificazione comunale adottati entro il 31 dicembre 2017.

Inoltre, attribuisce esclusivamente al Consiglio comunale (e non anche ad un Dirigente come precedentemente previsto) la competenza ad adottare i nuovi regolamenti.
 

Le semplificazione edilizie

Allineandosi con le novità introdotte dal Dlgs 222/2016, la LR 48/2017 sostituisce i riferimenti alla dichiarazione di inizio attività (DIA) e al certificato di agibilità, ora non più previsti, rispettivamente con la SCIA alternativa al permesso di costruire e la Segnalazione Certificata di agibilità.
 
Inoltre, regola i controlli da parte dei Comuni stabilendo che questi, in alternativa al controllo sistematico di tutte le CILA (Comunicazioni di Inizio Lavori Asseverate) e le Segnalazioni certificate di agibilità, possano effettuare controlli a campione, accompagnati da sopralluoghi e ispezioni, in una quota non inferiore al 20% delle comunicazioni e segnalazioni complessivamente presentate.
 
La norma disciplina anche il regime autorizzativo per i mutamenti di destinazione d’uso degli immobili o di singole unità, distinguendo tra mutamenti rilevanti e mutamenti non rilevanti. Si prevede che i primi siano realizzati mediante permesso di costruire o SCIA in alternativa allo stesso permesso, a seconda della tipologia dell’intervento mentre i secondi siano soggetti a semplice SCIA.
 
I Comuni potranno prevedere, inoltre, limitazioni a tali interventi in presenza di esigenze di tutela della salute, della sicurezza, dell’ambiente, del paesaggio, del patrimonio storico, artistico e culturale, del decoro urbano, nonché di salvaguardia e valorizzazione dei caratteri identitari e tradizionali del contesto sociale e architettonico.
 
Infine, il provvedimenti riordina i lavori di abbattimento delle barriere architettoniche: gli interventi che prevedono aumenti di volumetrie e superficie potranno essere realizzati mediante permesso di costruire o SCIA in alternativa al permesso di costruire, mentre gli interventi che non comportano incrementi volumetrici, saranno realizzabili senza alcun titolo (in regime di edilizia libera) o con CILA, nell’ipotesi in cui siano previste la realizzazione di ascensori esterni o modifiche della sagoma dell’edificio. 
 
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