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RISPARMIO ENERGETICO

Finestre, Unicmi: ‘mantenere l’ecobonus al 65%’

di Paola Mammarella
Commenti 2055

I produttori scrivono al Parlamento: ‘portando il bonus al 50% si rinuncia al contributo in termini di risparmio energetico’

Commenti 2055
05/12/2017 - Portare il bonus per i serramenti al 50% significa rinunciare al loro contributo in termini di risparmio energetico. Lo scrive l’Unione nazionale delle Industrie delle costruzioni metalliche dell’involucro e dei serramenti (Unicmi) alle Commissioni Bilancio e Ambiente della Camera.

Al centro c'è il disegno di legge di Bilancio 2018, che prevede l'abbassamento dal 65% al 50% delle detrazioni fiscali per la sostituzione dei serramenti (e anche per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e biomassa e l'installazione di schermature solari).
 

Sostituzione serramenti, gli investimenti

Nel 2016, riferisce Unicmi, per la sostituzione dei serramenti sono stati attivati investimenti pari a 1.355,5 M€, ovvero il 41% degli investimenti totali. Gli interventi hanno comportato un risparmio energetico pari a 458,4 GWh/a, ovvero il 41,2% del totale.
 
La sostituzione dei serramenti è stata la tipologia di intervento più scelta dai consumatori italiani.
 

Unicmi: ‘abbassare la detrazione è un errore’

Secondo gli analisti, lamenta Unicmi, questi interventi non hanno generato un non soddisfacente apporto in termini di risparmio energetico. 
 
Attualmente, sottolinea Unicmi, il valore della trasmittanza termica è l’unico parametro su cui viene valutato l’apporto dei serramenti al risparmio energetico.
 
Dall’analisi degli ultimi report ENEA in materia di detrazioni fiscali, considerando gli interventi di sola sostituzione dei serramenti esterni (comma 345b), emerge, fra le altre, questa informazione: Rapporto costo/efficacia: 0,10 €/kWh (con ipotesi di durata di vita 30 anni).
 
Per raffronto, l’intervento di riqualificazione dell’intero edificio – comma 344 - ha un rapporto costo/efficacia peggiore, pari a 0,12 €/kWh.
 
É però utile ricordare, scrive Unicmi, che questo rapporto, nel caso dei serramenti esterni, si basa unicamente sul fattore di trasmittanza termica che esprime solo le perdite energetiche per conduzione termica. Questa valutazione “è da ritenersi tecnicamente obsoleta e limitativa, poiché si dispone oggi di dati sufficientemente precisi ed attendibili relativi ai risparmi conseguibili anche da minori perdite di energetiche per ventilazione (permeabilità all’aria) attraverso i serramenti stessi e i giunti di installazione”.
 

Unicmi e l’efficienza energetica dei serramenti

La permeabilità all’aria dei serramenti è una prestazione che i Fabbricanti già attestano ai fini della marcatura CE ai sensi del Regolamento (UE) n°305/2011 e della pertinente norma di prodotto UNI EN 14351-1. Le perdite per ventilazione attraverso i giunti di installazione possono essere valutate ai sensi dei criteri stabiliti dalla norma UNI 11673-1. Una corretta installazione dei serramenti in opera è fondamentale per mantenere le prestazioni dei serramenti nel tempo.
 
Unicmi elenca i dati medi rilevati da specifiche campagne condotte mediante misure e verifiche in sito:
 
- Serramenti installati anni fino a anni 70 mediamente 50 m3/hm2 (ΔP 50 Pa);
- Serramenti installati anni 80/90 mediamente 25 m3/hm2 (ΔP 50 Pa);
- Serramenti classe 4 di permeabilità all’aria (secondo UNI EN 12207) con installazione conforme a UNI 11673-1: 1,88 m3/hm2 (ΔP 50 Pa).
 
Inoltre, sottolinea Unicmi, le ultime stime Cresme evidenziano un ciclo di vita medio del prodotto di 42 anni, che migliorerebbe ulteriormente il rapporto costo/beneficio degli interventi di sostituzione dei serramenti.
 

Unicmi: ‘salvaguardare il 65% per i serramenti’

Unicmi ha chiesto quindi al Parlamento di eliminare dal disegno di legge di Bilancio 2018 la riduzione della detrazione dal 65% al 50%. “La sostituzione dei serramenti - conclude Unicmi - rappresenta un intervento da salvaguardare all’interno delle detrazioni del 65% per queste ragioni:
 
La praticabilità e la sostenibilità economica da parte dei consumatori italiani (7.200 € l’intervento medio).
 
L’apporto al raggiungimento degli obiettivi di risparmio energetico: ridurre gli investimenti negli interventi di sostituzione di serramenti significherebbe, di fatto, frenare il “capitolo” di risparmio energetico più importante delle detrazioni fiscali, che da solo vale il 41% del totale. Gli interventi di riqualificazione energetica completa (comma 344) hanno prodotto nel 2016 poco più di 82 GWh/anno, contro i 458 degli interventi di sostituzione serramenti; pur comprendendo la necessità di spingere verso interventi di “riqualificazione profonda”, è evidente che ciò non può essere fatto penalizzando gli interventi che ad oggi producono risultati quantitativamente significativi, pena il significativo calo dei risparmi energetici complessivi nel breve e medio periodo.
 
Il sostegno alla migliore industria italiana che ha visto ridursi del 40% il mercato fra il 2008 e il 2015. È infatti presumibile che una più completa certificazione delle prestazioni dei serramenti possano porre un limite (qualitativo, non quantitativo) ai processi di importazione di prodotti low-cost.
 
Ai fini del risparmio energetico è già possibile oggi valutare l’apporto offerto dai serramenti in termini globali cioè in termini di riduzione delle perdite energetiche sia per conduzione (trasmittanza termica) sia per ventilazione (permeabilità all’aria dei serramenti e dei giunti di installazione). Trattasi di aspetti già applicati sul mercato e pertanto ampiamente praticabili dalle PMI. Per implementare ciò ai fini delle detrazioni fiscali del 65%, all’atto pratico, sarebbe sufficiente stabilire nello strumento legislativo che disciplina tali opportunità fiscali (Decreto 11 marzo 2008 coordinato con il Decreto 26 gennaio 2010 e succ. mod.) limiti sulla permeabilità all’aria dei serramenti e richiedere la conformità dei giunti di installazione al requisito 5.3 della UNI 11673-1”.
 

Unicmi e Rete consumatori italia: 'rimediare a un'assurdità

"Se confermato - afferma Unicmi insieme a Rete Consumatori Italia - questo provvedimento dal 1° gennaio 2018 produrrà uno scenario paradossale in cui i serramenti più performanti saranno incentivati alla stessa aliquota di altri meno performanti. Questo rappresenta una assurdità per milioni di consumatori italiani". 

"Le Imprese italiane della filiera dei serramenti  - concludono Unicmi e Rete Consumatori Italia - sono pronti a recepire la richiesta contenuta nella Strategia Energetica Nazionale per una maggiore valorizzazione dell’apporto dei serramenti al risparmio energetico. Unicmi e Rete Consumatori Italia l’hanno trasformata in un emendamento al Decreto 11 marzo 2008 coordinato con il Decreto 26 gennaio 2010 e succ. mod. con introduzione limiti sulla permeabilità all’aria dei serramenti e richiesta di conformità dei giunti di installazione al requisito 5.3 della UNI 11673-1".
 
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