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RISPARMIO ENERGETICO

Prestazione energetica in edilizia, la UE punta su ristrutturazione ed edifici intelligenti

di Rossella Calabrese

La nuova direttiva chiede di incentivare la ristrutturazione edilizia, le tecnologie intelligenti e l’integrazione delle fonti rinnovabili

Vedi Aggiornamento del 09/07/2018
22/12/2017 - La presidenza del Consiglio europeo ha raggiunto un accordo provvisorio con il Parlamento europeo in merito alla revisione della direttiva 2010/31/UE per la prestazione energetica in edilizia, che promuove l’efficienza energetica e l’incremento del risparmio energetico nel settore edile e aggiorna le norme esistenti, tenendo conto dei recenti sviluppi tecnologici.
 

Priorità alla ristrutturazione edilizia

La direttiva richiede l’intensificazione, nei prossimi anni, del rinnovamento del parco immobiliare dell’UE per aumentare l’efficienza energetica degli edifici. Il nuovo quadro semplificato riguarderà la velocità, la qualità e l’efficacia della ristrutturazione edilizia, in vista dell’obiettivo a lungo termine della transizione verso la decarbonizzazione degli edifici.
 
Gli Stati membri dovranno definire strategie di ristrutturazione a lungo termine per concentrare gli investimenti nella ristrutturazione edilizia sulla realizzazione di un parco immobiliare decarbonizzato ad alta efficienza energetica entro il 2050. Per orientare le decisioni di investimento, gli Stati membri dovranno prestare particolare attenzione ai meccanismi intesi a coinvolgere le PMI, concentrarsi in modo mirato sugli edifici meno performanti sotto il profilo energetico e ridurre il rischio percepito delle operazioni di efficienza energetica per gli investitori.
 

La UE punta sugli edifici intelligenti

La digitalizzazione del sistema energetico sta trasformando e modernizzando il panorama energetico a un ritmo sostenuto. Per garantire il funzionamento efficiente degli edifici, la nuova direttiva è allineata con gli obiettivi del mercato unico digitale e dell’Unione dell’energia. L’uso di tecnologie intelligenti e l’integrazione delle energie rinnovabili per adeguare e ridurre il consumo energetico sono incentivati come parte integrante dei futuri edifici intelligenti.
 
Gli edifici dovranno essere dotati di sistemi di automazione e controllo entro il 2025 solo se ritenuto tecnicamente ed economicamente praticabile. La Commissione svilupperà un indicatore della preparazione all’edilizia intelligente, a carattere volontario, per valutare la capacità degli edifici di adeguare il loro funzionamento alle esigenze degli occupanti.
 

Obbligo di installare punti di ricarica per auto elettriche

Una delle novità della direttiva riveduta, rispetto all’attuale quadro normativo, è la promozione dell’elettromobilità, attraverso requisiti minimi per gli edifici con più di dieci posti auto per l’installazione di punti di ricarica per i veicoli elettrici. Nei nuovi edifici non residenziali e negli edifici non residenziali sottoposti a importanti lavori di ristrutturazione sarà prevista l’installazione di almeno un punto di ricarica e di infrastrutture di canalizzazione per l’installazione di punti di ricarica per veicoli elettrici in almeno un posto auto su cinque. Gli Stati membri stabiliranno i requisiti per l’installazione di un numero minimo di punti di ricarica in tutti gli edifici non residenziali con più di venti posti auto entro il 2025.
 

Controlli e ispezioni sugli impianti

Le ispezioni degli impianti di riscaldamento e di condizionamento d’aria sono semplificate. La nuova normativa riconosce agli Stati membri la competenza a definire le opportune misure di ispezione e la frequenza delle ispezioni. La soglia uniforme per tutte le ispezioni sarà di 70 kW. Inoltre, sarà effettuato uno studio di fattibilità in merito all’eventuale introduzione di ispezioni per i sistemi di ventilazione autonomi. A norma della direttiva potranno essere predisposte alternative efficaci, come le consulenze, al fine di semplificare il processo di miglioramento dell’efficienza energetica e razionalizzare i costi delle ispezioni.
 

Banche dati sul rendimento energetico

La nuova direttiva farà chiarezza sulla creazione delle banche dati sul rendimento energetico, cui gli Stati membri possono ricorrere su base volontaria. La raccolta dei dati sarà limitata agli edifici pubblici per i quali è stato rilasciato un attestato di prestazione energetica, e la protezione dei dati sarà garantita rendendo disponibili i dati in forma anonima solo per finalità di ricerca e per il proprietario dell’immobile.
 

Kadri Simson: ‘fondamentale ottenere risultati in edilizia’

“Aumentare l’efficienza energetica è basilare: si tratta di uno dei modi più economici ed efficaci per ridurre il nostro consumo di energia e contribuire al conseguimento degli obiettivi climatici. Considerata la quantità di energia consumata nell’edilizia, è fondamentale ottenere risultati in questo settore. Senza dimenticare il vantaggio supplementare di ridurre le bollette per i cittadini. Credo che l’accordo raggiunto consentirà di realizzare i necessari risparmi in modo realistico e mi auguro che gli Stati membri lo potranno approvare l’anno prossimo” - ha dichiarato Kadri Simson, ministro dell’economia e delle infrastrutture della Repubblica di Estonia.
 
L’analisi finale e l’approvazione dell’accordo sono previste per l’inizio del 2018.
 
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