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LAVORI PUBBLICI

Dèbat public, ‘cura del ferro’ e alta velocità: è il piano ‘Connettere l’Italia’ del Governo

di Paola Mammarella
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Archiviata la Legge Obiettivo delle grandi opere, il Ministro Delrio punta alle infrastrutture utili

Vedi Aggiornamento del 16/06/2017
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15/06/2017 – Sostenibilità economica, ambientale e sociale. Sono i pilastri del nuovo sistema di mobilità su cui il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è al lavoro, presentato durante l’incontro “Connettere l’Italia. Strategie e risultati di una nuova stagione della mobilità”.
 
Tutto parte da un presupposto: la crescita economica del Paese passa anche attraverso il miglioramento del sistema infrastrutturale nazionale e dei suoi collegamenti con l’Europa e con il Mediterraneo. L’obiettivo è quindi avvicinare le città.
 

Connettere l’Italia, infrastrutture condivise e intermodalità

“Le infrastrutture non sono un fine, ma un mezzo per dare opportunità al Paese” ha dichiarato in apertura il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio. Secondo Delrio, esiste un “diritto alla mobilità” e per garantirlo sono necessarie politiche organiche. "Gli errori e le inefficienze logistiche commessi - ha spiegato - costano al Paese dai 24 ai 34 miliardi, l’efficienza logistica del settore, invece, farebbe recuperare tra i 7 e i 10 miliardi all’anno". Per invertire la rotta, il Governo ha previsto risorse per auobus, treni e parco navale, ma anche per la mobilità dolce, basata su ciclovie, ferrovie turistiche e cammini nazionali.

Il programma Connettere l'Italia, ha affermato Delrio, si basa su quattro strategie: integrazione modale e intermodalità, valorizzazione e modernizzazione delle infrastrutture esistenti, sviluppo urbano sostenibile e selezioen di opere utili, snelle e condivise.

Il programma, ha illustrato Delrio, punta a mantenere la rete dei trasporti efficiente e completare gli itinerari, sviluppare le ferrovie e la creazione di corridoi merci tra Alpi e mari, ridurre i tempi di percorrenza per passeggeri e merci con l’Alta velocità. "La geografia è un destino - ha sottolineato - e le politiche marittime sono strategiche perché l’Italia può diventare per l’Europa una piattaforma logistica, ma per attirare l’interesse dei grandi investitori istituzionali  è necessario risolvere i limiti dei valichi alpini e dei corridoi europei che non sono una condanna, ma fondamentali per il destino economico e sociale del Paese". 

Secondo Ennio Cascetta, che guida la struttura tecnica di missione del Mit, “le infrastrutture non devono essere solo utili, belle e resistenti, ma anche condivise e programmate”. In questo senso tornerà utile il decreto sul dèbat public, attuativo del Codice Appalti, che il Governo sta per portare sul tavolo del Consiglio dei Ministri. L’approccio sbagliato usato fino ad ora, ha illustrato, ha portato a 864 incompiute per un valore di 4,3 miliardi di euro. L’elemento che non ha funzionato è stato a suo avviso la mancanza di condivisione, la poca trasparenza e i tempi troppo lunghi per la realizzazione delle opere. La nuova stagione, pensata dal Governo, si propone diversi obiettivi: oltre all’Alta Velocità, la realizzazione del Sistema Nazionale Integrato dei Trasporti (SNIT) di primo livello (474% dell’intera rete nazionale) e, in collaborazione con Anas, la manutenzione, valorizzazione e digitalizzazione della rete stradale esistente.

Paolo Gandolfi Consigliere del Ministro in materia di trasporti, mobilità sostenibile e pianificazione urbanistica, ha fatto il punto della situazione sugli sforzi per spostare parte della mobilità urbana dall’auto alla bici, con il progetto della rete nazionale delle ciclovie turistiche, e sugli incentivi per la diffusione delle auto elettriche.
 
Nella nuova stagione della mobilità sarà fondamentale il sostegno all’intermodalità, ha spiegato Ivano Russo, Dirigente Ufficio di diretta collaborazione del Ministro, esperto Portualità e Logistica. Si tratta di una serie di incentivi tra cui Marebonus per lo sviluppo delle autostrade del mare, Ferrobonus e Sconto Traccia per il trasporto intermodale strada – ferro.
 
In Italia, ha ricordato il moderatore dell’incontro, Gianni Riotta, ci sono troppe auto, mentre “serve più trasporto pubblico”. Al momento però, ha illustrato, circolano 7mila autobus Euro 0 e Euro 1 che inquinano. 
 

Anci: ‘colmare il gap infrastrutturale del Sud’

“Un colpo sull’acceleratore per il rinnovo del parco mezzi. E un riequilibrio delle risorse per colmare il profondo gap infrastrutturale del sud”. Sono le emergenze segnalate dal presidente dell’Associazione nazionale comuni italiani (Anci), Antonio Decaro, intervenuto al convegno.
 
“Se il Nord Ovest conta su 3,3 chilometri di autostrade ogni cento chilometri quadrati, il Sud non può averne 1,7; se la rete ferroviaria ad alta velocità è il 9,6% del totale nel Nord Est, al Sud non può rappresentare il 2,4%” ha illustrato Decaro.
 
Secondo Decaro è altrettanto urgente decongestionare i centri urbani con il sostegno al trasporto pubblico per la realizzazione di linee metropolitane, parcheggi di scambio e piste ciclabili, con una attenzione particolare “all’ultimo miglio”, cioè quello intorno al centro delle città. I finanziamenti, ha osservato, non possono derivare dalle accise sui carburanti perché sarebbe un controsenso. 
 

'Connettere l’Italia, dalle grandi opere alle opere utili'

“Connettere l’Italia”, ha spiegato il Governo nella fase di lancio dell'iniziativa, è il paradigma con il quale è stata impostata al Mit una nuova stagione per la mobilità, concentrata su scelte strategiche e un nuovo sistema di regole. Il Mit ha messo al centro la pianificazione, la valutazione delle opere, la progettazione di qualità e il coinvolgimento dei territori e dei cluster delle infrastrutture e dei servizi di mobilità.
 
Sulla base di queste scelte, è stata archiviata la Legge Obiettivo per adottare il nuovo modus operandi del Codice Appalti (D.lgs. 50/2016). Analogamente, dalla centralità dei trasporti su gomma si è passati alla cura del ferro e agli investimenti su logistica e portualità.
 
Nella nuova strategia non ci saranno più progetti sovradimensionati e scelte estemporanee. Dopo una valutazione sulla reale utilità di connessione, ha spiegato il Ministro, sono stati infatti revisionati i progetti di 30 opere, selezionate 108 opere prioritarie ed individuato il fabbisogno di infrastrutture fino al 2030.
 
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