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Dai castelli al mare, le 10 ‘vie’ dell’Autostrada del Mediterraneo
TECNOLOGIE

Dai castelli al mare, le 10 ‘vie’ dell’Autostrada del Mediterraneo

di Paola Mammarella
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Gli itinerari alla scoperta dei tesori dell’archeologia, dell’architettura e dell’arte

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19/06/2017 – Un tempo era l’emblema delle incompiute. Oggi la vecchia A3 Salerno – Reggio Calabria ha cambiato nome, si chiama A2 “Autostrada del Mediterraneo” e, oltre a voler diventare la prima smart road italiana, propone dieci itinerari turistici lungo il suo percorso.
 
Castelli, parchi, storia e mare, solo per citarne alcuni, senza dimenticare le esperienze gastronomiche legate alle produzioni locali.
 
Per la valorizzazione del turismo in Campania, Basilicata e Calabria, Anas e Ministero delle Infrastrutture, con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, hanno avviato un piano basato su cartellonistica stradale, app per smartphone e tablet e un sito dedicato. Una “tentazione” per concedersi una deviazione alla scoperta delle bellezze locali.
 
Vediamo qualche scorcio dei dieci percorsi turistici.
 

La via dei castelli – Castelluccia di Battipaglia (SA)

L’itinerario comprende circa 200 fortificazioni da Salerno fino all’area di Reggio Calabria. Tra questi, la Castelluccia di Battipaglia domina la Piana del Sele.
Foto: autostradadelmediterraneo.it
 

La via dell’archeologia – Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria

I musei dislocati lungo questo percorso abbracciano culture e tradizioni millenarie. Quello di Reggio Calabria è stato realizzato tra il 1932 ed il 1941 su progetto dell’architetto Marcello Piacentini. Per celebrare il 150º anniversario dell’unità d’Italia, il museo è stato restaurato. L’intervento è consistito nella riqualificazione architettonica dell'edificio storico e nella realizzazione di una struttura ampliata ed organizzata sia sotto l'aspetto del percorso museale che dell'allestimento. La riapertura è avvenuta ad aprile 2016.
 Foto: autostradadelmediterraneo.it

Custodisce reperti di valore inestimabile, come il Gruppo dei Dioscuri, il Kouros di Reggio, la Testa del Filosofo, la Testa di Basilea, ma soprattutto i Bronzi di Riace.
 Foto: autostradadelmediterraneo.it
 

La via del mito – Fata Morgana a Reggio Calabria

Il mito della Fata Morgana trae le sue origini da un fenomeno di rifrazione ottica che, in particolari condizioni di luce, è possibile scorgere a grandezza naturale le immagini riprodotte della Città di Messina nelle acque antistanti la Città di Reggio Calabria. Anticamente il fenomeno era spiegato con la presenza di una fata di origine celtica, Morgana, che induceva nei naviganti visioni fantastiche per attirarli in trappola. Ecco il tratto di lungomare da cui si può ammirare il fenomeno.
 Foto: autostradadelmediterraneo.it
 

La via del mare – Ravello (SA)

“Uomo libero, tu amerai sempre il mare” recitava Charles Baudelaire. Difficile dargli torto se si visita la Costiera amalfitana e, in particolare, Ravello, conosciuta da artisti e intellettuali del calibro di Giuseppe Verdi e Arturo Toscanini. Qui il giardino di Villa Rufolo, conosciuto anche come "il giardino dell'anima". La villa e il giardino sono stati costruiti nel XIII secolo. Nell'ottocento i giardini hanno conquistato e ispirato il compositore Richard Wagner.
 Foto: autostradadelmediterraneo.it

Segnaliamo che gli artisti e le manifestazioni culturali dal 2010 hanno una “casa” firmata dall’archistar Oscar Niemeyer. Si tratta dell’Auditorium realizzato su una superficie scoscesa a strapiombo sul mare.
 Foto: Oscar Niemeyer 
 

La via dei parchi – Il Parco Nazionale dell’Aspromonte, Mammola (RC)

Lungo il percorso è possibile incontrare distese verdeggianti, aree marine protette e montagne innevate. Tutto nel raggio di pochi chilometri. Uno dei più significativi è il MUSABA – Fondazione Spatari/Maas. Le opere presenti all'interno sono dell’artista-architetto Nik Spatari. Tra queste spicca la “Rosa dei Venti”, realizzata a partire dal 2008 riutilizzando le pietre delle antiche rovine e ceramiche colorate.
 Foto: autostradadelmediterraneo.it

Nel museo, Spatari ha realizzato anche la “Art residence foresteria” che ospita gli artisti in undici “celle d’arte” con 22 posti letto.
 Foto: autostradadelmediterraneo.it

L’ingresso delle stanze della foresteria.
 Foto: autostradadelmediterraneo.it
 

La via della fede – Statua del Cristo Redentore di Maratea (PZ)

Si trova sulla cima del monte San Biagio ed è stata realizzata dall’artista Bruno Innocenti negli anni Sessanta, su commissione dell’industriale biellese Stefano Rivetti di Val Cervo, che delocalizzò nella zona le sue attività per usufruire degli incentivi della Cassa del Mezzogiorno. La statua è stata costruita con cemento e scaglie di marmo di Carrara. Raffigura il Cristo in un gesto di preghiera del Padre Nostro. Alta 21 metri, non è molto più bassa del Cristo di Rio de Janeiro, che misura 30 metri, più 8 di basamento.
 Foto: autostradadelmediterraneo.it

Il percorso per arrivare al monte San Biagio.
 Foto: autostradadelmediterraneo.it
 

La via dello sport – Ponte alla Luna, Sasso di Castalda (PZ)

L'opera, sospesa nel vuoto a 120 metri da terra, ha una campata lunga 300 metri e per percorrerla, dotati di attrezzature di sicurezza, ci vogliono almeno 30 minuti. Il nome del ponte è un omaggio all'ingegner Rocco Anthony Petrone, che fece parte dello staff della Nasa nella missione Apollo 11. L'ingegnere statunitense era originario proprio di Sasso di Castalda.
 Foto: autostradadelmediterraneo.it

I gradini che compongono il ponte. Mentre si cammina è possibile veder passare un elicottero sotto i propri piedi.
 Foto: autostradadelmediterraneo.it
 

La via dei parchi - Pollino - la valle del Mercure e la ferrovia elicoidale

Alle porte del parco del Pollino, tra i comuni di Rotonda, Viggianello, Castelluccio Inferiore e superiore, si trova questo esempio di alto valore ingegneristico. Gallerie e ponti elicoidali consentivano alle locomotive delle Ferrovie Calabro – Lucane di vincere le forti pendenze e gli sbalzi del territorio. Dalla fine degli anni Settanta la ferrovia non è più in esercizio, ma è un esempio di archeologia industriale. Nell'immagine un progetto dell'epoca.
 Foto: autostradadelmediterraneo.it
 

La via della storia – Campo di internamento di Ferramonti, Tarsia (CS)

Era il più grande campo di concentramento fascista, con una novantina di capannoni, ma ben diverso dai lager nazisti. Si trattava quasi di un piccolo villaggio con sinagoghe e spazi per la vita comune, in cui si sposarono diverse coppie e nacquero ventuno bambini. Oltre a diverse centinaia di ebrei, slavi, stranieri e apolidi, ospitò commercianti cinesi. Il campo è stato quasi interamente smantellato dopo la guerra.
 Foto: ferramonticampo.it

Completano gli itinerari la Via del caffè, lungo la quale è possibile visitare sei torrefazioni, e la Via sulle orme di Bacco e Cerere, con percorsi alla scoperta dell’enogastronomia locale.
 
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