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AMBIENTE

Valutazione di impatto ambientale, ok alla sanatoria dopo i lavori

di Paola Mammarella
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Corte Ue: regolarizzazione possibile se non si eludono le norme europee e si considerano gli effetti già provocati sull’ambiente dall’intervento

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31/07/2017 – La Valutazione di impatto ambientale (VIA) può arrivare anche dopo la realizzazione dei lavori. Si tratta, ha spiegato la Corte di Giustizia Europea con la sentenza C-196/16, di una regolarizzazione ex-post che deve rispettare determinate condizioni.
 
In primo luogo, hanno sottolineato i giudici comunitari, le norme nazionali che consentono la regolarizzazione non devono tradursi nell’elusione delle norme Ue. È inoltre necessario, ai fini del rilascio della VIA, che sia preso in considerazione l’impatto sull’ambiente già provocato dall’opera e non solo quello futuro.
 
I giudici precisano però che la regolarizzazione successiva ai lavori è un’eccezione e che i progetti approvati a cantiere iniziato, o a lavoro concluso, non possono essere considerati pienamente conformi alle norme comunitarie.
 

Lavori realizzati senza VIA

Il caso è stato generato dai Comuni marchigiani di Corridonia e Loro Piceno che avevano realizzato degli impianti per la produzione di energia elettrica da biomasse senza nessuna analisi di impatto ambientale preventiva perché consentito dalla LR 20/2011.
 
I Comuni avevano presentato ricorso al Tar ottenendo l’annullamento delle autorizzazioni rilasciate ai sensi di una norma regionale contraria alle Direttive 2011/92/UE e 2014/52/UE, che invece prescrivono la Valutazione di impatto ambientale preventiva.
 
Successivamente, le società proprietarie degli impianti avevano chiesto una VIA “ex-post”, ma i Comuni avevano obiettato che si trattava di una procedura vietata dalle norme europee e italiane.
 

VIA ‘postuma’ solo a certe condizioni

Sulla questione è intervenuta la Corte di Giustizia dell’Unione Europea chiarendo che la Valutazione di Impatto Ambientale, ove richiesta, è fondamentale per l’approvazione del progetto. Questo significa che realizzare un’opera senza aver prima ottenuto la VIA costituisce una violazione normativa.
 
È tuttavia possibile una regolarizzazione postuma se non si riscontrano tentativi di elusione delle norme Ue. Per il rilascio della VIA è inoltre necessario considerare tutti gli effetti sull’ambiente, anche quelli già provocati dall’opera. Si tratta, ha concluso la Corte Ue, di valutazioni da condurre caso per caso.
 
I giudici europei hanno riscontrato le condizioni per il rilascio della VIA ex-post per gli impianti realizzati nelle Marche, che sono quindi rimasti in funzione.
 
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