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AMBIENTE

Livorno, il fiume tombato esonda per le piogge eccezionali

di Rossella Calabrese
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I geologi: rivedere l’assetto idraulico della città. Presidente Rossi: ‘dal 2019 vietate nuove lottizzazioni nei terreni agricoli’

Vedi Aggiornamento del 13/09/2017
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11/09/2017 - È di sei morti e due dispersi il bilancio del violentissimo nubifragio che si è abbattuto su Livorno nella notte tra sabato e domenica.
 
La famiglia travolta e uccisa dall’alluvione viveva al piano terra di una palazzina in viale Nazario Sauro, costruita in una zona più bassa rispetto al livello stradale. L’appartamento è stato invaso da un’ondata di acqua e detriti proveniente dal Rio Maggiore, un torrente tombato da decenni e che sfocia in mare ad un centinaio di metri di distanza.
 

A Livorno 270 millimetri di pioggia in 150 minuti

“Le precipitazioni nell’area metropolitana di Livorno - ha spiegato il climatologo Massimiliano Fazzini, docente dell’Università di Camerino e Ferrara, ricercatore, geologo ed esponente dell’Associazione Nazionale dei Geomorfologi Italiani - sono state comprese tra 180 e 270 millimetri”.
 
“Si tratta di valori estremamente elevati in relazione al lasso temporale in cui sono cadute, circa 150 minuti. Si pensi che nei primi 8 mesi dell’anno erano caduti in questa area cumulate simili, mediamente circa 250 millimetri, e che la precipitazione media per l’intero mese di settembre si aggira sui 100 millimetri” - ha aggiunto Fazzini.
 
“È fondamentale rivedere l’assetto idraulico della città di Livorno ed in particolare del Rio Maggiore, in più punti tombinato nel suo corso prossimo alla foce, per tentare di arginare i frequenti ma non rovinosi allagamenti che si verificavano nell’area di Via Nazario Sauro. Neppure i recenti lavori di messa in sicurezza mediante la costruzione di vasi di espansione hanno risolto il problema che anzi si è mostrato in tutta la sua drammaticità”.
 

Rischio idraulico e cementificazione

“In una nazione in cui il 3,2% della popolazione è residente in aree ad elevata pericolosità idraulica, il 10% in aree a media pericolosità e il 15% in aree con scarsa probabilità di alluvioni, è necessaria una svolta per un corretto governo del territorio”. Lo ha detto Fabio Tortorici, Presidente della Fondazione Centro Studi del Consiglio Nazionale dei Geologi.
 
“Sulle cause degli eventi disastrosi delle ultime ore - ha aggiunto Tortorici - punto il dito innanzitutto sulla spiccata antropizzazione e cementificazione, che impedisce alle acque piovane di infiltrarsi nel sottosuolo, facendole invece scorrere rovinosamente in superficie. Negli anni ’50, il consumo di suolo era pari al 2,7%, oggi si è passati al 7,6%; in altre parole, nel nostro Paese ogni secondo si consumano circa 3 metri quadrati di suolo”.
 
“Per mettere efficacemente in sicurezza il nostro Paese - ha continuato il geologo - non sono sufficienti ‘finanziamenti a pioggia’, ma è necessaria una programmazione a vari livelli: innanzitutto serve un approccio tecnico-scientifico al dissesto idrogeologico, passando attraverso la manutenzione degli alvei e il monitoraggio geo-ambientale per verificare l’imminenza di un evento, potenziando i sistemi di informazione e di allarme della popolazione.
 
“Un altro fondamentale elemento da mettere in campo è rappresentato dal continuo aggiornamento delle carte che rappresentano le aree a pericolosità e rischio, in atto o potenziale. Infine, è basilare investire sull’educazione della cittadinanza, che dovrebbe conoscere i comportamenti da assumere durante, prima e dopo un evento atteso o di una emergenza. Vanno implementati gli insegnamenti atti a sviluppare nei bambini il rispetto e la sensibilità alla tutela del territorio”.
 

Presidente Rossi: ‘vietato costruire nell’alveo dei fiumi’

“La Regione Toscana ha un legge che impedisce di costruire nell’alveo dei fiumi. In maniera molto precisa. E io dò le dimissioni se qualcuno pensa di poterla andare a toccare”: Lo ha detto il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, stamane a Radio 1 Rai. “Abbiamo fatto una legge che dal 2019 impedisce nuove lottizzazioni nei terreni agricoli e nelle periferie di città e paesi. E quindi abbiamo preceduto un dibattito che va avanti ormai da decenni a livello nazionale” - ha continuato ripercorrendo l’iter legislativo.
 

“Abbiamo anche fatto una catalogazione di tutti i corsi d’acqua della Toscana e abbiamo deciso quali spettano per manutenzione al Genio Civile e quali ai Consorzi di bonifica che sono stati riformati”. In particolare - ha aggiunto il presidente “la manutenzione dei corsi d’acqua di Livorno, quelli che hanno esondato, spetta al Consorzio della Costa, il cui direttore da noi interpellato ci ha risposto di aver fatto manutenzione sull’Ugione, sul Rio Maggiore, sull’affluente Chioma e sul Rio Ardenza. Adesso si tratta di verificare tutto questo. Si tratta di procedere rapidamente alla pulizia dei corsi d’acqua. E poi si tratta di aiutare le famiglie a ripulire gli scantinati”.
 

Ministro dell’Ambiente Galletti: ‘serve un centro meteo nazionale’

“Oggi non è possibile con questa Costituzione avere un centro meteo nazionale, perché la meteorologia è affidata alle Regioni: questo è un errore, è un errore grave da segno rosso, perché oggi avere invece un centro meteo nazionale con delle linee guida nazionali rafforzerebbe il sistema”. Così il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, a Livorno per un vertice con Regione, Protezione Civile e Prefettura.
 
Il Ministro ha poi voluto ricordare che a Bologna avrà presto sede il Centro meteorologico europeo, un’eccellenza” che andrà sfruttata. “Attualmente io ho il coordinamento ma ci sono 20 centri regionali che io non gestisco e non si può andare avanti così. Un centro nazionale è assolutamente indispensabile”, ha ribadito Galletti.
 

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