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Klimahouse, ecco le 10 finaliste allo Startup Award
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Klimahouse, ecco le 10 finaliste allo Startup Award

Dalle finestre fotovoltaiche alle mattonelle ricavate dai funghi, idee innovative per l’edilizia green selezionate da tutta Europa

15/01/2018 – Dai Concentratori Solari Luminescenti che trasformano comuni finestre in pannelli solari semitrasparenti in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di un edificio, al sistema robotizzato che velocizza il montaggio di ponteggi nei cantieri, inventato da una startup di Monaco di Baviera, fino alle mattonelle fatte di funghi sviluppate da una giovane azienda di Varese, perfette come materiale da costruzione al 100% compostabile, utilizzabile sia per pavimenti che per l’isolamento termico e acustico.

Sono questi solo alcuni dei 10 prodotti — provenienti da tutta l’Europa— che si sfideranno nella finale del Klimahouse Startup Award 2018, la startup competition lanciata da Klimahouse, fiera internazionale di riferimento per l’efficienza energetica in edilizia. Quest’anno il premio — la cui finalissima si terrà a Bolzano il prossimo 26 gennaio nel corso della seconda edizione dei Klimahouse Innovation Days — ha raccolto le candidature non solo di startup provenienti da tutto il territorio italiano ma anche di progetti innovativi dalla Germania e dall’Austria.

Sono ben 29 le startup europee che hanno inviato la propria application e a metà dicembre 2017 la giuria — composta da esperti internazionali di primo livello e ben 6 incubatori (4 tedeschi, 1 sloveno e 1 europeo) — ha selezionato le 10 startup finaliste del premio: E2T (Graz, Austria), Glass to Power (Milano), Innovacrete (Ancona), Kewazo (Monaco di Baviera, Germania), Mind (Modena), Mogu (Varese), Nathal Energy (Villach, Austria), Powahome (Roma), Ribes Tech (Milano), Ricehouse (Biella). All’insegna del concept «costruire secondo natura, vivere secondo natura» l’edizione 2018 del Klimahouse Startup Award è dedicata alle migliori startup europee operanti nell’ambito delle tecnologie legate allo smart building, allo smart living e alla smart city che mettano al centro del proprio operato la sintonia tra uomo e natura. Con lo scopo di dare un impulso all’ecosistema delle innovazioni green e di offrire ai giovani imprenditori del settore un’opportunità concreta di business, anche l’edizione 2018 del premio sarà ospitata all’interno dei Klimahouse Innovation Days, - programma di quattro giornate dedicato al matchmaking tra startup, imprese e partner strategici. 

«Lo scorso 20 novembre si è chiuso il bando e a metà dicembre la giuria ha selezionato le 10 finaliste chiamate ad esporre i propri servizi e prodotti dal 24 al 27 gennaio 2018 a Fiera Bolzano, nell’expo area dei Klimahouse Innovation Days — spiega Thomas Mur, direttore di Fiera Bolzano –. Il programma dei KID prevede due appuntamenti al giorno, aperti al pubblico, che uniranno i pitch delle startup a talk di approfondimento sull’ecosistema dell’innovazione con esperti, investitori e imprenditori che hanno saputo creare startup e trasformarle in aziende consolidate. Nelle prime tre giornate sono, inoltre, previsti degli slot temporali per lo “slow dating” tra startup, potenziali business partner, investitori e gli esperti della giuria. ll 27 gennaio, invece, le startup finaliste e gli incubatori avranno l’occasione di incontrare gli attori chiave dell’ecosistema dell’innovazione altoatesino attraverso un tour guidato del nuovo NOI Techpark realizzato insieme ad IDM Alto Adige».

«Grazie a un bando lanciato in tutta l’Europa – spiega il direttore scientifico della manifestazione, Luca Barbieri – quest’anno vedremo nella finale del premio non solo delle startup Italiane ma anche delle giovani realtà innovative provenienti dall’Austria e dalla Germania, due paesi che in ambito delle tecnologie green sono senz’altro tra i primi a livello europeo nonché internazionale. Siamo inoltre riusciti ad assicurarci la collaborazione di realtà di eccellenza tra cui SpinLab, business accelerator associato alla rinomata Leipzig Graduate School of Management, tre incubatori di Monaco di Baviera, Startup Europe Partnership, l’incubatore sloveno ABC e il Politecnico di Milano. È la loro presenza in giuria che sugella il salto a livello europeo del Klimahouse Startup Award. Inoltre, sarà proprio questo team di esperti internazionali di primo livello ad arricchire il programma dei Klimahouse Innovation Days».

Una giuria internazionale di primo livello Non sole le startup candidate, anche la giuria di questa seconda edizione del Klimahouse Startup Award — riunendo specialisti dell’innovazione, del design e dell’efficientamento energetico e ben 6 incubatori — è del tutto europea. Dalla Germania parteciperanno rappresentanti di SpinLab, l’incubatore associato alla rinomata Leipzig Graduate School of Management, e tre incubatori con sede a Monaco di Baviera, uno dei centri tecnologici più importanti della Germania: MTZ, GATE e Xpreneurs. A mettere a disposizione il proprio know-how per valutare le startup partecipanti saranno inoltre l’incubatore sloveno ABC e SEP (Startup Europe Partnership) — programma Europeo creato per sostenere la crescita delle startup europee rendendole in grado di competere e di raccogliere fondi a livello internazionale e globale — nonché esperti del Politecnico di Milano e lo scrittore Gianluigi Ricuperati, per tre anni direttore creativo di Domus Academy.

A loro poi si aggiungeranno gli esperti dell’Agenzia CasaClima, di Eurac Research, della Fiera di Bolzano e di IDM Alto Adige-Südtirol. Un montepremi di 20.000 euro Il montepremi complessivo, compresa la partecipazione delle 10 finaliste ai Klimahouse Innovation Days, è di 20.000 euro. Il primo premio in palio consiste nell’inserimento della startup vincitrice nel network di Klimahouse attraverso la partecipazione come espositore e relatore a Klimahouse 2019 con tutte le spese di ospitalità incluse), nella partecipazione espositiva alla tappa Klimahouse Toscana (Firenze, 13 – 15 aprile 2018), in un pacchetto di visibilità (comunicato stampa, video intervista, speech in main conference) e di servizi pubblicitari (su catalogo e sito web ufficiale) legato alla partecipazione a Klimahouse 2019, nonché in un Competency Mapping light a cura di IDM Alto Adige-Südtirol, agenzia della Provincia Autonoma di Bolzano e della Camera di Commercio che promuove lo sviluppo economico e l’innovazione. Novità di questa edizione dell’evento sarà l’assegnazione di un premio speciale offerto dall’Agenzia CasaClima. Il Klimahouse Startup Award è organizzato da Fiera di Bolzano, IDM Alto Adige-Südtirol e Blum.

LE 10 STARTUP FINALISTE
E2T: uno spin-off dell’Università tecnica di Graz che ha sviluppato un sistema innovativo di stoccaggio di energia solare di misure contenute e a portata di balcone. Questo piccolo impianto fotovoltaico —composto da 4 piccoli pannelli solari— è in grado di misurare i consumi energetici dell’abitazione e immette nella rete esattamente quanto consumato in un determinato momento. Per l’installazione non serve un tecnico, basta attaccare il dispositivo alla rete.

Glass to Power: uno spin-off dell’Università degli Studi di Milano Bicocca che sviluppa finestre fotovoltaiche. Un prodotto altamente innovativo – brevettato e pluripremiato — basato sulla tecnologia dei Concentratori Solari Luminescenti (LSC), cioè lastre di plastica nelle quali sono incorporate speciali nanoparticelle che catturano e concentrano la luce solare, trasformando così comuni finestre in pannelli solari semitrasparenti in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di un edificio. 

Innovacrete: uno spin-off dell'Università Politecnica delle Marche, specializzato nello sviluppo e la produzione di materiali avanzati a base cementizia dalle altissime prestazioni. La mission della startup è quella di rinnovare una tecnologia consolidata come quella dei materiali cementizi tradizionali, introducendo una serie di prodotti con formulazioni avanzate: alte prestazioni grazie ad una matrice cementizia estremamente compatta e alla presenza di fibre; competitività sul mercato grazie ad un miglior rapporto resistenza/peso; eco-friendliness grazie all’impiego di sottoprodotti industriali valorizzati.

Kewazo: la startup fondata nel 2016 a Monaco di Baviera ha inventato un sistema robotizzato per il montaggio di ponteggi nei cantieri edili, che fa sì che durante l’assemblaggio tutti i componenti arrivino nel posto giusto al momento giusto. Una tecnologia che non solo permette notevoli risparmi a livello di costi (del 30%) e tempo (l’assemblaggio può essere accelerato di un massimo di 42%) ma che è anche in grado di rendere il montaggio più sicuro e flessibile.

Mind: una startup di Modena che ha dato vita a un sistema di domotica basato su una serie di algoritmi intelligenti e che si caratterizza per il suo design made in Italy. La rete di sensori di Mind raccoglie e apprende gusti e abitudini di ogni abitante della casa per rendere l'ambiente sensibile allo stile di vita di ognuno. In base alle informazioni raccolte ed elaborate il sistema attiva, accende, regola, controlla, spegne la tecnologia e gli impianti della casa per creare l’ambiente più confortevole possibile. Gli abitanti possono dialogare con il sistema intelligente attraverso i comandi vocali e controllarlo via app.

Mogu: una startup di Varese che ha sviluppato delle mattonelle a base di funghi, un materiale di costruzione al 100% compostabile e utilizzabile nell’edilizia in forma di pavimenti resilienti o per l’isolamento termico e acustico delle abitazioni. Questo materiale innovativo è composto da micelio e da scarti della filiera agroindustriale. Il fungo che cresce all’interno e intorno al substrato vegetale funge da colla naturale e fornisce solidità al biomateriale.

Nathal Energy: una startup di Villach, Austria, che ha creato una tecnologia brevettata per realizzare dei contenitori di alimentazione in grado di fornire — a base rigenerativa — elettricità, acqua, calore e climatizzazione. Questi contenitori rispondono a standard tecnici internazionali e possono essere trasportati in aree remote via strada o elicottero. Questi contenitori multi-funzionali possono trovare utilizzo nel settore dell’aiuto umanitario oppure nell’edilizia residenziale.

Powahome: una startup di Roma, creatrice di un sistema di domotica che può essere facilmente inserito all’interno degli interruttori e delle prese già esistenti in casa. Powahome permette di controllare da remoto tutte le funzionalità smart tramite il proprio smartphone o tablet. L’installazione del sistema impiega solo 2 ore e non richiede alcuna modificazione all’impianto elettrico dell’abitazione. Il sistema è programmabile e mantiene in memoria le impostazioni anche in caso di black-out totale.

Ribes Tech: la startup di Milano ha sviluppato un processo innovativo per la produzione di pannelli fotovoltaici flessibili. Tali pannelli sono stampati in grandi volumi su fogli di plastica a basso costo in ogni forma o colore e sono, inoltre, riciclabili ed estremamente leggeri (poche centinaia di grammi per metro quadro). Grazie a queste proprietà uniche, i pannelli Ribes Tech possono aprire la strada verso nuovi mercati, trovando applicazione in campi non ancora esplorati in quanto non accessibili alle classiche tecnologie fotovoltaiche.

Ricehouse: una giovane azienda di Biella che si pone l’obiettivo di sostenere l'utilizzo della paglia e della lolla di riso come materiale da costruzione, al fine di attivare un processo virtuoso dal punto di vista sociale, economico e ambientale. In particolare si occupa dello sviluppo, della produzione e commercializzazione di questi materiali biocompositi che in ambito dell’edilizia sono caratterizzati dall’elevata efficienza energetica e acustica, da comfort abitativo, salubrità degli ambienti e ecocompatibilità. 
 
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