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RISPARMIO ENERGETICO

Il clima cambia, come rispondono le città?

di Paola Mammarella

Piazze che si riempiono d’acqua e verde urbano per contrastare le isole di calore, le best practice selezionate da Legambiente

Vedi Aggiornamento del 04/05/2018
15/01/2018 – Cambiamenti climatici, isole di calore, consumi eccessivi. Sono i problemi con cui le città di tutto il mondo sono chiamate a confrontarsi. Alcune stanno trovando la chiave per lo sviluppo sostenibile.
 
Il segreto è tutto nel concetto di “resilienza”. Letteralmente, la resilienza è la capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi. Allo stesso modo, le città mettono in atto delle “risposte” per mitigare una serie di fattori negativi che potrebbero pregiudicare il loro sviluppo.
 

Milano, piazza Gae Aulenti

È stata premiata dal Landscape Institute come una delle piazze più belle del mondo anche in termini di innovazione e tutela ambientale. Coperta da tre fontane circolari e dotata di pannelli fotovoltaici che alimentano gli edifici della zona, registra temperature fino a 9°C inferiori rispetto alle aree circostanti.
Foto: Legambiente 

Rotterdam, piazza di Benthemplein

Uno spazio variabile in base alle condizioni climatiche, normalmente asciutto, ma che può riempirsi d’acqua e diventare area ludica per un periodo massimo di 32 ore. La piazza è in funzione dal 2015 e può accumulare fino a 1700 mc di acqua piovana che viene poi riutilizzata o, a seconda dell’entità delle precipitazioni, immessa nel sistema fognario.
 Foto: Legambiente 
 

Modena, piazza Roma

La piazza, su cui si affaccia il Palazzo Ducale, era aperta al traffico. Ora ospita due vasche con giochi d’acqua. Il risultato è stato l’abbassamento della temperatura e la conquista di un nuovo spazio per la socializzazione.
 Foto: Legambiente 
 

Madrid, da autostrada a parco sul fiume

Il progetto Madrid Rio, iniziato nel 2004, ha consentito l’interramento dell’autostrada M-30 e la creazione di un parco naturale che corre per 10 Km lungo il fiume Manzanares. Oltre al verde e alle aree gioco ci sono vasche per la raccolta delle acque piovane.
 Foto: Legambiente 
 

Rotterdam, il piano contro le alluvioni

L’80% della città sorge nel delta del reno, ma il rapporto con l’acqua è cambiato negli anni passando da minaccia a opportunità economica. La città deve fare comunque i conti con le alluvioni. Dal 2025 le nuove costruzioni al di fuori degli argini saranno edifici adattabili alla fluttuazione dei livelli dell’acqua e quartieri galleggianti. Nelle zone centrali si sperimentano invece soluzioni di retrofitting, ad esempio con garage in grado di trasformarsi in serbatoi d’acqua.
 Foto: Legambiente 
 

Copenhagen, quartiere Nørrebro

Il progetto “The Soul of Nørrebro”, elaborato in modo partecipato con la cittadinanza, prevede un sistema in grado di autoproteggersi, in cui il parco diventa un bacino di raccolta capace di gestire fino a 18mila mc di acque piovane, trasformandole in area ludica o smaltendole.
 Immagine: Legambiente 
 

Bordeaux– place de la Bourse

Tra la piazza settecentesca e il fiume è stato collocato uno specchio d’acqua, dotato di 900 nebulizzatori, in grado di abbassare le temperature in estate. Realizzate anche strisce di verde attrezzato con funzione schermante dai venti invernali e dal sole estivo.
 Foto: Legambiente 
 

Copenhagen, quartiere San Kjeld

L’area si sta attrezzando per contrastare l’innalzamento del livello del mare. Per fare defluire l’acqua lo studio Tredje Natur sta trasformando viali e parchi in punti di raccolta e le strade vicine in canali di scolo verso il mare.
 Immagine: Legambiente 
 

Parigi, maggiore qualità della vita per i cittadini

Entro il 2020 Parigi mira ad offrire una qualità della vita più alta per cittadini e visitatori, tutelandoli dalle ondate di calore con la creazione di nuovi spazi all’aria aperta. Tra gli obiettivi ci sono 20mila alberi piantati, 30 ettari di verde, 1 milione di metri quadri di tetti e pareti verdi, 20 strade verdi e un percorso sperimentale di raffreddamento. 
 Immagine: Legambiente 
 
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