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NORMATIVA

Predisposizione alla banda ultralarga, una guida per i Comuni

di Alessandra Marra
Commenti 2682

Nel vademecum Anci procedure, obblighi e strumenti attuativi per l'installazione dell’infrastruttura e il cablaggio degli edifici

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06/02/2018 – Quali procedure seguire per la corretta predisposizione e installazione della banda ultralarga e quali sono gli obblighi normativi in vigore nei Comuni?
 
A spiegarlo il nuovo quaderno Anci sull’infrastrutturazione digitale del territorio in banda ultralarga e sugli strumenti attuativi in vigore.

La guida sintetizza gli obiettivi del Governo sulla “Strategia italiana per la banda ultra larga” che vuole garantire, entro il 2020, una velocità di connessione di almeno 100 Mbps all’85% della popolazione e di almeno 30Mbps al 100% dei cittadini, nonché una copertura ad almeno 100 Mbps di velocità di sedi ed edifici pubblici (scuole e ospedali in particolare) e aree industriali.
 

Banda ultralarga: le norme in vigore 

Il Vademecum offre una panoramica sugli interventi legislativi che si sono succeduti negli ultimi anni e che mirano a ridurre i tempi di rilascio delle autorizzazioni da parte delle autorità competenti alla gestione del suolo pubblico.
 
Ad esempio con il Dlgs 33/2016 si è previsto di facilitare i lavori di realizzazione delle reti a banda ultra larga da parte degli operatori di telecomunicazioni, con particolare riferimento alla posa della fibra ottica.
 

Cablatura verticale degli edifici

La guida ricorda che dal 1 luglio 2015 le nuove costruzioni e quelle ristrutturate in modo sostanziale devono essere dotate di sistemi di cablatura in fibra ottica e di un punto di accesso, in modo da permettere agli operatori di agganciarsi ad esso e fornire agli utenti l’accesso ad internet a banda ultra larga.
 
Tale previsione normativa implica che, in fase di rilascio del permesso a costruire di un edificio nuovo o ristrutturato, è necessario controllare l’esistenza, tra gli allegati alla domanda, del progetto dell’impianto multiservizio e della sua rispondenza ai requisiti di legge.
 
Il progetto deve essere firmato da un tecnico abilitato che ne attesti la regola d’arte (nel rispetto di quanto previsto dalle guide CEI 306-2 e 64-100/1, 2 e 3). 

Infine, il Ministero dello Sviluppo Economico ha presentato l’etichetta volontaria “Edificio predisposto alla banda larga” che consentirà, a cittadini e imprese, di conoscere la cablatura degli immobili, in attuazione dell’articolo 135 bis del DPR 380/2001 (Testo unico sull’edilizia) introdotto dalla Legge 164/2014 di conversione del Decreto Sblocca Italia (DL 133/2014). 

 
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