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Formazione di qualità, ambiente, periferie: dai professionisti idee per la campagna elettorale
PROFESSIONE

Formazione di qualità, ambiente, periferie: dai professionisti idee per la campagna elettorale

di Paola Mammarella

Il movimento ‘Professionisti per l’Italia’ dà il via a 10 tavoli di confronto per la modernizzazione del Paese

Vedi Aggiornamento del 02/03/2018
05/02/2018 – È partito venerdì scorso il confronto sul manifesto per la modernizzazione del Paese, promosso da Professionisti per l’Italia. Il movimento, portato avanti da Rete delle Professioni Tecniche (RPT), Comitato Unitario Permanente degli ordini e Collegi professionali (CUP), è al lavoro per indicare alle forze politiche in campagna elettorale le priorità di intervento considerate determinanti per la crescita economica e sociale dell’Italia. 
 
Diritti e doveri dei cittadini, lavoro, formazione di qualità, sicurezza, rilancio delle città e ambiente sono alcune delle azioni prioritarie su cui i professionisti che partecipano ai tavoli sono chiamati a formulare delle proposte.
 

1. Diritti e doveri dei cittadini

Secondo i professionisti, lo Stato deve assicurare la tutela dei diritti della persona, che vanno da una giustizia celere al diritto alla salute e all’assistenza sociale, dalla sostenibilità previdenziale al diritto allo studio e alla formazione, fino alla costruzione di un welfare integrato e allargato. I professionisti sono chiamati a indicare le modalità con cui ottenere questi livelli di tutela.
 

2. Repubblica fondata sul lavoro

I professionisti osservano che il tasso di disoccupazione è intorno all’11% e che l’Italia resta uno dei Paesi con la più alta pressione fiscale al mondo. Tutto ciò rende quasi impossibile fare impresa nel nostro Paese. Secondo i professionisti, bisogna abbassare il cuneo fiscale se si vogliono attirare nuovi investimenti esteri o più semplicemente favorire la nascita di nuove imprese made in Italy o l’autoimprenditorialità.
 

3. Nuova organizzazione degli Ordini Professionali

I professionisti, si legge nel documento diramato, spesso intercettano, prima di altri soggetti ed Istituzioni, i bisogni, le fragilità e le contraddizioni delle persone e del sistema socio-economico nel suo complesso. Gli Ordini professionali possono essere protagonisti del cambiamento. Per questi obiettivi sarà necessario gestire la frammentazione e diversità tra le varie professioni, decidere se includere in questo processo anche le professioni non regolamentate e capire quale contributo sia possibile dare alla legislazione europea.
 

4. Formazione di qualità

Secondo i professionisti, va preventivamente affrontata la complessità delle diverse situazioni personali, socio-relazionali e di salute che spesso ostacola l’effettivo accesso alla formazione e quindi al mercato del lavoro. Confrontando la situazione italiana con quella europea, emerge che è necessaria una maggiore integrazione tra professioni e competenze trasversali. Bisogna inoltre incrementare il numero di laureati in materie scientifiche, velocizzare l’accesso al mercato del lavoro e capire come valutare e certificare le competenze acquisite anche a tutela della committenza pubblica e privata.
 

5. Professionisti per semplificazione e sussidiarietà

I professionisti sono chiamati a formulare proposte sull’attuazione della sussidiarietà e la semplificazione delle procedure. L’art.5 del Jobs Act prevede una delega al Governo in materia di atti pubblici da rimettere alle professioni organizzate in ordini o collegi finalizzata alla semplificazione dell'attività delle amministrazioni pubbliche e per ridurne i tempi di produzione. Si tratta, ad esempio, della devoluzione agli iscritti a tali professioni di una serie di funzioni della P.A., come la certificazione, l'asseverazione e l'autentica.
 

6. Priorità degli investimenti, politiche ed incentivi per lo sviluppo, per l’occupazione e per la mobilità professionale

Il rilancio della crescita del Paese passa per una migliore gestione degli investimenti e delle risorse e quindi della capacità di progettazione di tali risorse nel medio e lungo termine. I professionisti dovranno proporre come migliorare la capacità di progettare e su quali strategie basare il rilancio dell’economia nazionale, tenendo in considerazione le tecnologie ICT.
 

7. Una rivoluzione digitale per tutto il Paese

la connessione internet è molto diversa fra le zone d’Italia con una chiara difficoltà per il cittadino che vive in un piccolo Paese dove di banda larga non c’è nemmeno l’ombra. Questo ostacola il dialogo telematico tra cittadini e Amministrazione, che viene richiesto sempre più, ad esempio con la fatturazione elettronica.
 

8. Rilanciare le città, le periferie e il territorio mettendoli al centro dello sviluppo

Partendo dal presupposto che le città sono catalizzatori di innovazione e saranno le protagoniste dello sviluppo economico e culturale, i professionisti ritengono fondamentali temi come ’inclusione sociale, l’integrazione dei nuovi cittadini, l’assistenza alle differenti fasce di popolazione, la lotta alla marginalità, la rigenerazione urbana, la creazione e la gestione di spazi di socialità. Ai tecnici si chiede di formulare proposte per il governo dei fenomeni legati alle città e alle periferie, ma anche per ridurre il divario tra Nord e Sud e tra centro e periferie.
 

9. Patrimonio ambientale, paesaggistico, agroalimentare, del capitale naturale e culturale per lo sviluppo del Paese

Lo sviluppo dell’Italia passa anche per la tutela del cospicuo patrimonio culturale e ambientale e paesaggistico di cui è dotata. I professionisti devono formulare proposte per coniugare sviluppo economico e tutela delle risorse, immaginare nuove professionalità.
 

10. Gestione del rischio, gestione della sicurezza, tutela della salute

Salute, sicurezza e sviluppo devono essere interconnessi. I professionisti dovranno elaborare una serie di strategie per accrescere il livello di consapevolezza sui vari rischi (ad es. rischio sismico, idrogeologico), attuare a prevenzione in maniera efficace, affrontare e contrastare in modo sostenibile, efficace e duraturo le emergenze ambientali, dare un contributo al processo di Risk Management per una adeguata gestione economica dei rischi a beneficio delle aziende ma anche del Paese.

I risultati saranno presentati il 21 febbraio 2018 durante un evento pubblico.

 
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