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PROFESSIONE

Professionisti esclusi dai voucher per la digitalizzazione delle Pmi

di Paola Mammarella
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Rpt e Cup scrivono al Mise: ‘si contravviene all’equiparazione di professionisti e piccole imprese per l’accesso ai fondi europei’

Vedi Aggiornamento del 06/02/2018
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01/02/2018 – I professionisti sono esclusi dai voucher per la digitalizzazione delle piccole e medie imprese (Pmi), anche se, alla luce della normativa comunitaria e italiana, così non dovrebbe essere. Questo, in sintesi, il contenuto della nota inviata al Ministero dello Sviluppo Economico dalla Rete delle Professioni Tecniche (RPT) e dal Comitato Unitario Permanente degli ordini e Collegi professionali (CUP).
 

Voucher per la digitalizzazione delle Pmi

Il voucher per la digitalizzazione delle Pmi è un contributo destinato all'acquisto di hardware, software e servizi specialistici per digitalizzare i processi aziendali e favorire l'ammodernamento tecnologico. Si tratta di strumenti per migliorare l’efficienza aziendale, modernizzare l'organizzazione del lavoro, mediante l'utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità, tra cui il telelavoro, sviluppare soluzioni di e-commerce, fruire della connettività a banda larga e ultralarga o del collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare, realizzare interventi di formazione qualificata del personale nel campo ICT.
 
Ogni impresa può beneficiare di un unico voucher fino a 10 mila euro, nella misura massima del 50% del totale delle spese ammissibili.

La misura è stata prevista dalla Legge 9/2014 e regolata dal Decreto Interministeriale 23 settembre 2014. Per quest'anno, il decreto direttoriale 24 ottobre 2017 ha stanziato 100 milioni di euro e fissato i termini per le domande dal 30 gennaio al 9 febbraio 2018.
 

Equiparazione tra Pmi e liberi professionisti

Dalle agevolazioni sono esclusi i liberi professionisti. Nelle Faq pubblicate dal Mise viene precisato che i professionisti possono accedere alle agevolazioni solo se esercitano la propria attività sotto forma di impresa e se risultano iscritti al Registro delle imprese.
 
Come spiegato nella lettera inviata da RPT e CUP al Mise, il problema è che la norma che ha istituito i voucher per la digitalizzazione risale al 2014 ed è quindi precedente all’equiparazione tra professionisti e Pmi, avvenuta con la Legge di stabilità per il 2016 (L. 208/2015), per l’accesso ai piani operativi regionali e nazionali del Fondo Sociale Europeo (FSE) e al Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), che rientrano nella programmazione 2014-2020.
 
La Legge di stabilità per il 2016, lo ricordiamo, ha armonizzato la normativa italiana con il Regolamento UE n. 1303/2013. Per non contravvenire alle norme italiane ed europee, è stato chiesto quindi al Ministero di aprire i voucher ai liberi professionisti.
 
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