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PROFESSIONE

Studi di settore: pubblicati 193 modelli, 24 riguardano i professionisti

di Paola Mammarella

Saranno utilizzati per l’ultima volta, i redditi prodotti nel 2018 si dichiareranno con gli indici sintetici di affidabilità fiscale

Vedi Aggiornamento del 08/05/2018
02/02/2018 – Si completa il quadro per le dichiarazioni dei redditi dei professionisti. L’Agenzia delle Entrate ha approvato il provvedimento 31 gennaio 2018, e pubblicato sul proprio sito web i 193 modelli utili all’applicazione degli studi di settore.
 
Ricordiamo che la dichiarazione dei rediti 2017, effettuata nel 2018, sarà l’ultima basata sugli studi di settore. I redditi del 2018, da dichiarare nel 2019, saranno “schedati” in base ai nuovi indici di affidabilità fiscale.
 

Studi di settore, ultimo anno

Sul totale, i modelli per il comparto delle professioni sono 24, corredati dalle istruzioni per la compilazione. È inoltre presente una parte generale con le istruzioni comuni a tutti gli studi di settore, ad esempio le regole per individuare i contribuenti tenuti all’applicazione, alla presentazione del modello, le ipotesi di esclusione e non applicabilità.
 
Per adeguare le risultanze dello studio di settore alla specifica situazione di congiuntura economica sfavorevole, è prevista l'indicazione di ulteriori informazioni, relative ai periodi di imposta 2014, 2015 e 2016, da inserire nel quadro T. 
 
In generale l’impostazione dei modelli risponde ad un’esigenza di semplificazione, che richiede al professionista l’indicazione di meno informazioni.
 
Per attuare la transizione verso gli indici sintetici di affidabilità fiscale, il quadro Z richiede infine delle informazioni specifiche.
 

Indici di affidabilità fiscale

Gli indici sintetici di affidabilità fiscale avrebbero dovuto essere già operativi, ma per motivi organizzativi la Legge di Bilancio 2018 ha posticipato di un anno la loro entrata in vigore.
 
Uno degli obiettivi degli indici di affidabilità fiscale è la semplificazione delle procedure per la dichiarazione dei dati. I modelli hanno infatti una struttura più snella degli studi di settore e non richiedono la dichiarazione di informazioni ritenute superflue o ripetitive.
 
Con gli studi di settore sono stati presi fino ad ora in considerazione i presunti ricavi e compensi dei contribuenti. Gli indici di affidabilità fiscale consentiranno invece di valutare tutta la storia del contribuente. I nuovi modelli di stima consentiranno di cogliere l’andamento del ciclo economico e non sarà più necessario predisporre dei correttivi congiunturali.
 
Dopo l’analisi delle informazioni inserite nei modelli di dichiarazione, ogni contribuente otterrà un indice sintetico di affidabilità (Isa) da 1 a 10.
 
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