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L’architettura italiana per la Divina Commedia
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L’architettura italiana per la Divina Commedia

di Valentina Ieva

La Reggia di Caserta ospita la visione contemporanea del capolavoro di Dante

07/03/2018 - Un amor che a nullo amato amar perdona quello fra Dante e Caserta, città che ha dedicato al poeta del dolce stil novo una delle sue piazze più storiche. Questo amore va ancora oltre e domani, 8 marzo, la Reggia più sontuosa d'Italia apre le sue porte per accogliere tutti i personaggi della Divina Commedia, con una mostra che reinterpreta il capolavoro letterario in chiave architettonica.

Un'antologia collettiva, a cura di Luca Molinari che coinvolge più di 50 architetti di fama internazionale le cui opere saranno esposte negli appartamenti reali con un racconto figurativo che ripercorrerà fisicamente gli ambienti danteschi, interamente ricreati.

Il razionalista Giuseppe Terragni è stato il primo a dare forma architettonica all’immaginario dantesco con il progetto mai costruito del Danteum a Roma, immaginando il viaggio ultraterreno come un’esperienza 'spaziale' oltre che spirituale, resa tangibile attraverso gli elementi dell’architettura.

La mostra “Divina Sezione. L’architettura Italiana per la Divina Commedia” illustrerà una visione contemporanea del capolavoro dantesco, attraverso i disegni di architetti di diverse generazioni, che hanno creato una personale visione contemporanea dei mondi raccontati nella Divina Commedia. 


Parte integrante dell’opera d’arte collettiva sarà un apparato di scenografie evocative, interamente realizzate con i sistemi costruttivi Knauf, e ideato dallo studio Gambardella Architetti.
 
Autori come Francesco Venezia, Paolo Portoghesi, Cherubino Gambardella, Aimaro Isola, Francesco Librizzi, Andrea Branzi, Michele De Lucchi e Franco Purini sono solo alcuni dei nomi che hanno contribuito con disegni originali a questa sfida visiva e intellettuale.

Grazie alle possibilità plastiche consentite dai sistemi Knauf, l'allestimento della mostra riprodurrà gli aspri, opprimenti e tortuosi paesaggi infernali, le faticose ascese del purgatorio, in cui solo la speranza riesce a lenire il peso di un’espiazione comunque penosa, e, infine, le celestiali strutture del paradiso, che si protendono verso il cielo ormai libere da ogni gravità terrena, sostenute dall’amore per colui che tutto move

Knauf da oltre 10 anni ha iniziato un percorso in favore dell’arte e delle forme più creative per la sua divulgazione. In questo contesto abbiamo messo la nostra tecnologia a supporto di alcune tra le più importanti manifestazioni, come la Biennale di Venezia, l’urlo di Munch a Genova, creando ambienti espositivi unici, che non sarebbe stato possibile realizzare in nessun altro modo. In questo senso Knauf non si limita a supportare l’arte, ma si fa strumento essa stessa, nelle mani degli artisti.” sottolinea il Dott. Damiano Spagnuolo, Marketing Manager Knauf.

La logica del progetto segue la volontà di guidare il percorso espositivo contribuendo, attraverso il simbolismo delle tre posizioni dello sguardo, a realizzare una architettura dinamica che immerga il visitatore in uno spazio quanto più possibile vicino all’idea dell’universo dantesco.

A meno di una sezione completamente costruita in polistirolo ad alta densità, tutta la macchina espositiva è realizzata in lastre di cartongesso. La struttura in alluminio in alcuni casi resta a vista come elemento decorativo prezioso.
Si è voluto manifestare la forza espressiva di materiali Knauf che vengono largamente utilizzati ma mai mostrati. 

Perche la Divina Commedia?
La Commedia di Dante diventa un viatico perfetto, perché è un viaggio e un’esperienza tra i nostri limiti e l’assoluto che alberga in ogni essere umano a cui l’architettura è chiamata a immaginare e costruire rifugi adeguati per il tempo che verrà.
Non resta che dire: 'prendete' ogni speranza o voi che entrate!

 
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