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FOCUS

Il BIM e la cantierizzazione del progetto

di Alessandra Marra

I vantaggi per le imprese appaltatrici: ottimizzazione dei tempi di esecuzione e dei costi dell’opera

Vedi Aggiornamento del 21/06/2018
08/03/2018 – L’utilizzo del BIM permette un efficace controllo delle fasi di esecuzione dell’organismo edilizio e consente di gestire le tempistiche di cantiere, portando numerosi vantaggi anche ai costruttori.
 
Come già accennato negli scorsi focus, un progetto BIM contiene informazioni parametriche e dà la possibilità di avere un’elaborazione virtuale dell’edificio a cui si aggiungono le indicazioni sul tempo (4D) e sui costi (5D) di realizzazione e di gestione del ciclo vita.  
 

La cantierizzazione in un’ottica BIM

L’approccio BIM permette di ottimizzare la cantierizzazione fornendo simulazioni accurate delle fasi lavorative tramite simulazioni in grado di riprodurre il processo di costruzione nel tempo.
 
Attraverso queste simulazioni accurate gli attori coinvolti nel processo di realizzazione dell’opera possono studiare preventivamente l’organizzazione delle lavorazioni, delle squadre di lavoro e delle tempistiche (è possibile ricavare un Gantt e un Timeliner per il controllo e la gestione) per forniture di materiali e attrezzature.

Fonte foto: Autodesk

Ogni attività lavorativa avrà una data di inizio e una data di fine, una chiara definizione delle aree di lavoro e delle eventuali interferenze o rischi; in questo modo l’appaltatore potrà identificare i problemi prima di dare avvio alla fase di esecuzione dell’opera risparmiando tempo e denaro.
 
A tutti questi vantaggi si unisce la caratteristica insita nella tecnologia BIM, ovvero la possibilità di condividere in tempo reale le informazioni o le variazioni di progetto evitando una notevole quantità di errori umani dipendenti dal passaggio di informazioni e di dati nel tempo.
 

Il computo nel progetto BIM

I vantaggi del BIM nella fase di cantierizzazione non si limitano al controllo del fattore tempo ma assicurano anche una buona gestione economica dell’opera.
 
In un progetto BIM è possibile effettuare il ‘quantity take-off’ ossia il calcolo delle quantità. Questa ‘funzione’ permette, facilmente e automaticamente, di computare qualsiasi elemento inserito nel modello.
 
Attraverso la generazione di abachi è possibile estrapolare dei computi metrici suddivisi per discipline e categorie, in base alle varie necessità. A tale quantità possono essere associati dei prezzi in modo da avere, già dalla fase progettuale, una stima sui costi di progetto. È evidente che maggiore è la cura e la precisione con cui sono realizzati i modelli, più accurata sarà la stima e la valutazione dei costi.
 
Anche in questo caso gioca un ruolo fondamentale l’analisi delle interferenze: occorre verificare che non vi siano compenetrazioni di componenti che potrebbero causare doppi conteggi nelle stime.
 
Il processo di controllo dei costi attraverso il BIM consente ai progettisti (in fase di progettazione) di condurre scelte più consapevoli migliorando la qualità del progetto finale e rispettando i budget fissati e ai costruttori di avere un costante controllo dei costi, di conoscere in anticipo i relativi tempi di ritorno degli investimenti e ipotizzare delle soluzioni più idonee sulla base di analisi costi-benefici.
 

Progettazione BIM: vantaggi per i costruttori

Gli appaltatori, simulando il processo di costruzione e prevedendone gli esiti, possono identificare eventuali problemi di progettazione e risolverli prima che il cantiere inizi, evitando varianti in corso d’opera e l’aumento dei costi.   
 
Fonte foto: Autodesk

L’efficacia del BIM in cantiere si riscontra anche nella fase di esecuzione vera e propria; è possibile visualizzare facilmente le posizioni degli elementi nella struttura riducendo possibili errori umani durante l'approvvigionamento dei materiali e l’installazione in sito. 
 
Il BIM è, dunque, una metodologia che consente di identificare le migliori soluzioni sul modello ancor prima che la struttura venga realizzata, diminuendo la perdita di materiale, la rilavorazione degli elementi, i fermi di cantiere e i sovra costi.
 

BIM per i costruttori, cosa cambia in un appalto?

Con la tecnologia BIM i costruttori dovranno modificare il metodo con cui gestiscono la costruzione dell’opera; l’impresa appaltatrice non dovrà più preoccuparsi solo della sua esecuzione e della consegna di alcuni elaborati grafici in 2D ma dovrà anche consegnare la ‘costruzione virtuale’ in BIM dell’opera eseguita.
 
Attraverso il capitolato informativo, un documento contrattuale di commessa tra committente e soggetto contraente, l’ente appaltante descrive gli obblighi gravanti sull’appaltatore, a seguito dell’offerta formulata, inerenti la metodologia BIM, che dovranno essere adempiuti. 
 
Di conseguenza, l’attività di digitalizzazione svolta dall’impresa appaltatrice dovrà essere conforme al quadro normativo e di standard per la modellazione BIM parametrica (come ad esempio disciplinato dalle UNI 11337-1, UNI 11337-4, UNI 11337-5 sulla gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni). Inoltre, l’appaltatore dovrà realizzare un BIM execution plan in cui espliciterà la metodologia seguita per la digitalizzazione dell’opera.
 
Molte stazioni appaltanti richiedono che nel corso dei lavori l’appaltatore si occupi della realizzazione e l’implementazione costante del modello BIM, apportandovi tutte le soluzioni ingegneristiche di dettaglio attuate in fase di esecuzione delle opere e le modifiche o varianti disposte dall’ente.
 
Ad opere ultimate, l’appaltatore avrà l’obbligo di consegnare il modello BIM as-built (con un livello di dettaglio adeguato) delle opere con le modalità e i tempi dettati nel capitolato informativo.
 
L’impresa costruttrice, quindi, non sarà più responsabile solo dell’opera costruita ma anche della sua restituzione digitale; in quest’ottica ogni impresa avrà la necessità di avere all’interno tecnici e progettisti altamente specializzati e capaci di utilizzare il BIM. 
 
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