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URBANISTICA

Ricucire le periferie, gli esempi di Urbanpromo

di Paola Mammarella

Vincere il degrado e la marginalità migliorando l’accessibilità ai servizi, eliminando le barriere urbane e diffondendo la mobilità sostenibile

Vedi Aggiornamento del 17/05/2018
16/03/2018 - Urbanpromo, la manifestazione nazionale di riferimento sulla rigenerazione urbana organizzata dall’Istituto Nazionale di Urbanistica e da Urbit, propone nella gallery del suo sito web alcuni progetti che hanno partecipato all’ultima edizione della manifestazione.
 

Piano strategico del Comune di Ancona

Messo a punto con il supporto del Ministero delle Infrastrutture, il Piano Strategico di Ancona è un documento di programmazione che delinea la missione e la fisionomia della città di qui al 2025. È un patto stretto tra amministratori, cittadini e portatori di interesse, che si assumono la responsabilità di quanto emerge nel corso del processo. Per la sua costruzione l’Amministrazione di Ancona, in sinergia con l’Autorità di Sistema Portuale, la Camera di Commercio e l’Università Politecnica delle Marche, ha attivato un processo partecipativo durato due anni, mettendo a sistema tutte le risorse del territorio. Ne è emerso che proprio sulla cerniera tra mare e terra si concentrano molti dei desiderata dei cittadini, insistono i maggiori cambiamenti della città e sono concentrati i maggiori sforzi di progettualità già avviati e finanziati.

 
Lungomare Nord, Dalla Palombella agli Archi, La Mole, Passeggiata da mare a mare, Porto Antico e ITI Waterfront sono i progetti che saranno condotti su questa cerniera.
 

Masterplan del Comune di Modena

Rappresenta la sintesi di una strategia urbana che disegna un nuovo assetto dell’area Nord della città, prossima al centro storico ma, per le dismissioni industriali che l’hanno caratterizzata e le caratteristiche socio-economiche e dei tessuti edilizi, da sempre percepita come “periferia”.

 
Gli obiettivi del masterplan sono: connettere i servizi alla residenza e il quartiere al centro storico, con percorsi ciclopedonali efficienti e strade urbane sicure e piacevoli; aggregare residenti “storici” e nuovi abitanti, attraverso uno spazio pubblico invitante e in grado di adattarsi ad usi ed esigenze diversificati; innovare attraverso un Polo della Formazione che integra diversi livelli (dalla materna all’università) e diverse discipline, mettendo la crescita dell’individuo e della comunità al centro della quotidianità e quindi della riqualificazione di un intero quadrante urbano.
 

Comune di Grosseto, zona periferica di Roselle

La zona è caratterizzata da scarso decoro edilizio, carenza di servizi, emergenza abitativa, mobilità dipendente da traffico su gomma, limitate opportunità sociali e culturali, degradi puntuali dovuti al complesso ERP “Il Poggio” e all’edificio abbandonato delle Terme. Il progetto vuol risolvere le disuguaglianze fra centralità e marginalità incrementando i servizi e distribuendo i benefici, attraverso la realizzazione di un Centro di aggregazione che serva da nodo urbano capace di connettere i valori culturali presenti in periferia con la realtà del centro città. Per questo nella zona si integrano il “Programma periferie” e il “Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola casa-lavoro”.

 
I risultati attesi sono: realizzazione di ciclovie; ristrutturazione del complesso ERP e demolizione delle “ex Terme”; valorizzazione del patrimonio archeologico con la realizzazione di un punto informativo per gli “Scavi di Roselle”; realizzazione di diversi orti urbani; recupero di attrezzature urbane in cattivo stato; integrazione di servizi specifici delle cooperative sociali; piano di illuminazione pubblica intelligente per risparmio energetico e prestazioni integrate.
 

Comune di Messina, progetto ‘Capacity’

Nel progetto gli strumenti per vincere il degrado e la crescita urbana priva di controllo sono la condivisione e la partecipazione sociale all’interno dei processi di trasformazione. La proposta applica una strategia integrata che segue il principio della concentrazione degli investimenti (area-based) e prevede la complementarietà tra interventi diversi mettendo a sistema azioni (puntuali, areali, reticolari) materiali e immateriali, sociali e urbanistiche.

 

Comune di Ravenna, zona ‘Darsena’

Il progetto “Ravenna in Darsena il mare in piazza” riguarda un’area ex industriale/portuale inglobata nel tessuto urbano, con caratteristiche di marginalità, degrado e carenza di servizi. È costituito da un insieme organico di interventi finalizzati alla riqualificazione/riconversione urbana, fondata sull’idea portante di costituire un unico sistema territoriale dalla città al mare.

 
L’area, affacciata sull’ultimo tratto del Canale portuale per circa 1,7 km, è adiacente al centro, alla piazza principale, quindi con localizzazione strategica rispetto alla città e con potenziale ruolo di cerniera fra mare e centro (piazza), ruolo oggi negato dalla stazione ferroviaria che costituisce barriera. L’obiettivo è creare un quartiere sicuro, inclusivo, partecipato, attrattivo.
 
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