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Sacral: Edoardo Tresoldi intesse “lo spazio che non c'è”
ARCHITETTURA

Sacral: Edoardo Tresoldi intesse “lo spazio che non c'è”

di Cecilia Di Marzo

Raccontare il passato, interpretare il presente, proiettarsi verso il futuro

12/04/2018 - Da martedì scorso, 10 aprile, e fino a settembre 2018, il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano ospita l'installazione "Sacral" di Edoardo Tresoldi.
“La scultura sarà in dialogo con la missione del Museo: raccontare il passato, interpretare il presente con linguaggi contemporanei, proiettarsi verso dimensioni future” scrive Tresoldi.

Presentata nel 2016 alla mostra “Il paradiso inclinato” all’ex Dogana di Roma, Sacral riunisce alcuni tratti che caratterizzano l’opera dell’artista: il linguaggio della trasparenza capace di tessere nello spazio qualcosa che non c’è; i riferimenti ai maestri rinascimentali e agli elementi architettonici classici come archi, colonne e cupole; l’utilizzo della rete metallica per dare forma a una nuova dimensione in dialogo con luce, agenti atmosferici e ambiente circostante.

A differenza dell’architettura convenzionale che racchiude lo spazio restituendo un paesaggio modificato dall’uomo, Sacral si colloca fuori dal tempo e offre al fruitore uno spazio senza riferimenti, puro ed etereo, in cui sperimentare un’estetica nuova con codici architettonici innovativi e visionari da scoprire e vivere.

Sacral è un’occasione unica per il Museo di ricordare ai propri visitatori la natura storica degli edifici che lo ospitano, luoghi un tempo dedicati alla spiritualità che nel corso degli anni lo hanno trasformato da convento benedettino a monastero olivetano, da ospedale a caserma militare, fino alla definitiva inaugurazione come Museo nel 1953. Una sorta di tributo alle architetture che non esistono più e agli spazi capaci di adattarsi alle trasformazioni.

L’installazione di Edoardo Tresoldi riesce a dare tridimensionalità alla missione del Museo: raccontare il passato, interpretare la contemporaneità con nuovi linguaggi e strumenti, proiettarsi verso nuove dimensioni, in un continuo mutare e interagire con ciò che lo circonda.

 

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