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Planetari e osservatori astronomici, dove fare un viaggio virtuale nello spazio
TECNOLOGIE

Planetari e osservatori astronomici, dove fare un viaggio virtuale nello spazio

di Paola Mammarella

Mettono alla portata di tutti i misteri dell’universo, possono vantare tradizioni secolari di ricerca e fanno da sfondo a film

16/04/2018 – Ospitano studiosi di astronomia e svolgono attività divulgative rivolte alle scuole o passeggiate informative in cui svelare i misteri dell’universo. Sono i planetari e gli osservatori astronomici, luoghi in cui la ricerca scientifica fa conoscere sé stessa e si mette alla portata di tutti. 

Vediamo qualche esempio in Italia.
 

Astrovillaggio Sternendorf Südtirol

È stato il primo Astrovillaggio ad ottenere il certificato “I Cieli Più Belli d’Italia”. Tra le attrazioni offre planetario, meridiana e sentiero dei pianeti.
 Foto: Astronomitaly

Una sala interna
 Foto: Astronomitaly
 

Osservatorio polifunzionale del Chianti, Barberino Val d’Elsa – Firenze

Di questo luogo si dice “Ci sono luoghi dove puoi vedere le stelle ed altri dove puoi toccarle”. Vanta una madrina di eccezione, Margherita Hack, che lo ha inaugurato nel 2010. Nel 2013 l'astronauta Paolo Nespoli ha inaugurato il Centro di Ricerca e di Formazione. È un punto di riferimento per la ricerca, dedicata soprattutto alla scoperta degli esopianeti.
 Foto: Astronomitaly
 

Osservatorio astronomico di Asiago, Vicenza

Opera in collaborazione con l’Università di Padova con cui svolge ricerche su supernove, asteroidi e pianeti extrasolari. Al telescopio “Copernico” sono state girate alcune scene del film “La corrispondenza” di Giuseppe Tornatore.
Foto: Inaf
 

Sardinia Radio Telescope, San Basilio  - Cagliari

Gestito dall’università di cagliari, è dotato della parabola più grande d’Europa con 64 metri di diametro. Capta le onde radio lanciate dagli astri.
 Foto: Inaf
 

Osservatorio astronomico di Bologna

Lo studio dell’astronomia in città è documentato fin dal XII secolo. Ben più nuovo l’osservatorio, nato negli anni Ottanta. Qui si studiano la nascita delle stelle, gli ammassi stellari e le galassie. All’interno si può visitare il “parco delle stelle”, un modello in scala del sistema solare lungo alcune centinaia di metri.
 Foto: Inaf
 

Osservatorio di Merate – Lecco

Questa sede distaccata dell’osservatorio di Brera, nel cuore di Milano, è nata negli anni Venti per allontanarsi dall’inquinamento luminoso della città. Qui gli astronomi si sono specializzati nella fabbricazione di specchi per catturare i raggi X lanciati dai fenomeni più violenti ed energetici dell’universo e nello studio dei pianeti extrasolari.
Foto: Wikipedia

Il vecchio osservatorio di Brera si è trasformato in un museo.
 Foto: Inaf
 

Osservatorio Astrofisico di Torino

L’origine dell’Osservatorio risale al 1759, quando il re Vittorio Amedeo III di Savoia diede a Giovanni Battista Beccaria l’incarico di determinare l’arco di meridiano locale. A Torino Joseph Louis Lagrange ha condotto i suoi studi sulla meccanica celeste.
 Foto: Inaf
 

Osservatorio astronomico di Capodimonte, Napoli

La città vanta una tradizione secolare di ricerca astronomica. L’osservatorio è dotato di un Celostato, strumento che segue un corpo celeste nello spazio, utilizzato per osservare lo spettacolo del Sole, un Bamberg, che misura il tempo guardando il passaggio degli astri, e un cerchio meridiano che calcola la posizione delle stelle. Al suo interno c’è anche un planetario dedicato a Gagarin.
 Foto: Inaf Beniculturali
 

Planetario e museo della scienza, Cosenza

Sta per terminare la costruzione di quello che sarà uno dei planetari più grandi di Italia, progettato dallo studio Monestiroli. Qui saranno esposti i modelli luminosi dei sistemi celesti. La struttura si trova vicina al ponte progettato da Santiago Calatrava.
Foto: pagina Facebook Mario Occhiuto (Sindaco di Cosenza)

Un'immagine del progetto
 Immagine: Monestiroli Architetti Associati 
 

Parco della memoria, Rocca Massima - Latina

Chiudiamo questa rassegna con un osservatorio a cielo aperto. La sua attività condiziona la vita del borgo in cui si trova. Le luci possono essere spente ogni qualvolta vi possa essere un’attività osservativa. Da qui la Via Lattea è ben visibile.
 Foto: Astronomitaly
 
© Riproduzione riservata

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