Carrello 0
IMPIANTI

Impianti, CNA al nuovo Governo: ‘introdurre l’obbligo di adeguare quelli obsoleti’

di Alessandra Marra

Gli operatori chiedono anche di rendere obbligatori il fascicolo del fabbricato e il libretto dell’impianto elettrico

Vedi Aggiornamento del 29/05/2018
24/05/2018 – Predisporre la verifica degli impianti al servizio degli edifici e introdurre l’obbligo di adeguarli entro un ragionevole periodo di tempo.
 
Questa la richiesta che la CNA Impianti fa al Governo che sta nascendo, ricordando l’importanza del settore impiantistico che negli ultimi anni ha accresciuto il proprio peso all’interno delle costruzioni assorbendo una quantità sempre maggiore delle risorse destinate all’edilizia.
 

Impianti, CNA: sostituirli o metterli a norma  

Secondo la CNA Impianti per prima cosa andrebbe fatta una completa riforma del DM 37/2008 che preveda un sistema nazionale di verifica degli impianti al servizio degli edifici, ora mancante, ed una complessiva riconsiderazione del sistema di “abilitazione” dei Responsabili Tecnici, per consentire al comparto di continuare a crescere ha come priorità la messa a norma degli impianti.
 
Secondo la CNA, in Italia sono attivi più di 30 milioni di impianti termici (oltre il 60% autonomi), 19 milioni di impianti di raffrescamento, oltre 24 milioni di impianti elettrici (il 92% con potenza inferiore ai 3 kW) e 12 milioni di impianti per la produzione di acqua calda sanitaria; di tutti questi impianti la grande maggioranza non è a norma e non ha la dichiarazione di conformità.
 
Inoltre, buona parte di questi impianti sono obsoleti e carenti dal punto di vista della efficienza e della sicurezza (ad es. 6 milioni di centralini da appartamento non hanno in dotazione l’ interruttore differenziale).
 
Per questo si chiede di varare un provvedimento che metta “fuori mercato” questi impianti ed obblighi chi ne è responsabile (proprietari dell’appartamento o dell’edificio, affittuari) a sostituirli oppure, in un periodo di tempo medio, a metterli a norma prevedendo sanzioni per chi non si adegua.
 

Impianti negli edifici e fascicolo del fabbricato

Altro aspetto sul quale CNA Installazione Impianti insiste da tempo è quello della introduzione del fascicolo di fabbricato e dell’obbligatorietà, come per quello termico, di un libretto di impianti elettrico ed elettronico.
 
L’istituzione del fascicolo di fabbricato permetterebbe di raccogliere e consultare senza problemi i dati della struttura e degli impianti di un edificio; in questo modo sarebbe più facile conoscere la storia tecnica dei fabbricati.
 
A tale proposito, il Presidente degli impiantisti CNA, Carmine Battipaglia ha dichiarato: “Fascicolo di fabbricato e libretto di impianto elettrico ed elettrico sono ormai delle necessità ineludibili, e non più rinviabili, se si vuole seriamente pensare ad una politica della sicurezza e dell’efficienza energetica del nostro patrimonio immobiliare che sino ad ora è colpevolmente mancata”.
 

Manutenzione impianti solo per soggetti abilitati

Infine, il Presidente degli impiantisti CNA propone di riservare l’acquisto di apparecchiature e sistemi termici ai soli operatori abilitati ai sensi del DM 37/08; in questo modo si potrebbe registrare la riduzione degli incidenti e del fenomeno del lavoro nero e dell’evasione fiscale causato da operatori abusivi e non abilitati a cui il consumatore finale a volte si rivolge  per ottenere effimeri risparmi economici.
 
Un problema da sempre segnalato da CNA Installazione Impianti è poi la soluzione del problema del cosiddetto “post-contatore”. Quel che ha sostanzialmente impedito lo sviluppo della concorrenza nei mercati energetici è la mancata attuazione di una effettiva separazione tra i soggetti che svolgono contestualmente più attività della filiera energetica.
 
Tale situazione ha negli anni fortemente penalizzato la concorrenza anche in un settore strettamente legato al mercato energetico, ovvero quello dei servizi post-contatore. Gli operatori che gestiscono monopoli tecnici, quali la distribuzione e la misura, detengono elementi informativi e conoscitivi derivanti dall’attività svolta in concessione che utilizzano per operare nelle attività a valle della filiera energetica, emarginando dal mercato le imprese concorrenti, in particolar modo quelle artigiane e di piccola dimensione.
 
“E’ pertanto necessario e non più rinviabile – afferma con forza Battipaglia - prevedere l’obbligo di separazione proprietaria tra i soggetti che gestiscono le infrastrutture strategiche e gli operatori che operano a monte ed a valle del mercato, nonché nei servizi post-contatore.
 
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui