Carrello 0
IMPIANTI

Impianti termici, dalla CNA una guida alla manutenzione

di Alessandra Marra

Il vademecum spiega come valutare la frequenza degli interventi in base al tipo di impianto

Vedi Aggiornamento del 12/07/2018
10/05/2018 – Come stabilire la frequenza degli interventi di manutenzione su impianti termici a uso civile?
 
Per fare chiarezza, la CNA Installazioni e Impianti ha pubblicato sull’argomento un Vademecum.
 

Impianti: gli aspetti da considerare nella manutenzione

La CNA ricorda che il DPR 74/2013 affida all’installatore, per quanto riguarda gli impianti nuovi, ed al manutentore, per gli impianti esistenti il compito di stabilire qualità e frequenza degli interventi di manutenzione sull’impianto termico. Ogni decisione in materia, però, deve essere in linea e coerente con l’intero quadro legislativo vigente per quello specifico impianto/apparecchio.
 
La CNA mette in evidenza, infatti, che l’impianto termico è costituito da un insieme complesso di dispositivi ed apparecchiature diverse, genericamente identificati come “sistemi”, per cui risulta del tutto evidente che ogni indicazione circa i necessari interventi di manutenzione non possa prescindere da un’attenta analisi di ciascun “sistema” costituente l’impianto in modo da valutarne non solo il potenziale deperimento e degrado d’uso, ma anche l’eventuale vigenza di altri provvedimenti legislativi di riferimento.
 
Pertanto non è possibile stabilire aprioristicamente alcuna periodicità degli interventi di manutenzione sull’impianto termico nella sua interezza, ma occorre scandire tali attività in funzione delle peculiarità delle apparecchiature e dei dispositivi ivi installati, avvalendosi anche della documentazione del progettista piuttosto che dei fabbricanti, ma tenendo sempre in debito conto le potenziali prescrizioni di carattere normativo e/o legislativo.
 

Manutenzione impianti: le regole in vigore

La Guida della CNA, quindi, elenca gli aspetti da considerare nella manutenzione degli impianti a seconda delle caratteristiche; ad esempio, per gli apparecchi termici a gas suggerisce di considerare il Regolamento (UE) 2016/426 circa i “requisiti essenziali” cui devono attenersi i fabbricanti degli apparecchi e l’individuazione dell’ “uso normale” da parte dell’utilizzatore finale.
 
Il tecnico, dichiarando che l’apparecchio può essere usato normalmente, richiama formalmente i contenuti di cui al Regolamento 2016/426 (in precedenza quelli del DPR 661/1996) per cui ne attesta la correttezza dell’installazione e rimanda al cliente il compito di far eseguire gli interventi di manutenzione secondo le istruzioni del fabbricante del proprio generatore di calore che assumono quindi carattere di cogenza. Il DM 37/2008 descrive gli obblighi cui è tenuto il proprietario dell’impianto.
 
Anche per gli apparecchi a biomassa occorre rifarsi al DM 37/2008 per cui il tecnico, all’esito delle necessarie verifiche di sicurezza e funzionalità, dovrà rilasciare la Dichiarazione di Conformità alla “regola dell’arte” dell’impianto.
 
In questo caso la manutenzione dell’impianto di riscaldamento o dell’apparecchio devono essere eseguiti con periodicità regolare e secondo il libretto di uso e manutenzione, nonché nel rispetto delle prescrizioni di legge e/o regolamenti locali. In assenza di tali indicazioni si applicano le periodicità indicate a seconda della tipologia dell’impianto (ad esempio 2 anni per impianti a pellet con una potenza inferiore a 15kW, 1 anno per le caldaie ecc.).
 
Infine, nel Vademecum la CNA riassumere le tempistiche minime di intervento attualmente previste per le tipologie di impianto più diffuse nel settore civile, facendo riferimento non solo agli apparecchi utilizzati ma anche ai sottosistemi che li costituiscono.
 
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui

x Sondaggi Edilportale
Prodotti e materiali edili, li compreresti online? Leggi i risultati