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URBANISTICA

A Genova un food market come a Londra e Madrid

di Rossella Calabrese

In mostra a Urbanpromo il progetto di rinascita del Mercato orientale e altre importanti iniziative a Torino e Milano

17/05/2018 - Urbanpromo, la manifestazione nazionale di riferimento sulla rigenerazione urbana organizzata dall’Istituto Nazionale di Urbanistica e da Urbit, mette a disposizione nella gallery del sito i progetti che hanno partecipato all’ultima edizione dell’evento. Ecco quattro importanti progetti in alcune città del Nord.
 

Mercato orientale di Genova

Il progetto di rinascita del Mercato orientale di Genova è stato presentato dalla Camera di commercio del capoluogo ligure. Il Mercato Orientale di Genova, inaugurato il 2 giugno 1899 all’interno del chiostro annesso al Convento di Nostra Signora della Consolazione e primo edificio costruito a Genova col sistema Hennebique, è il più antico dei mercati coperti genovesi, situato in via XX Settembre, la storica strada dello shopping genovese.
 
Attualmente ha una gestione mista, con la concessione di pubblico servizio a un Consorzio che provvede alla manutenzione, mentre il Comune conserva la titolarità della gestione e riscossione dei canoni, una quota dei quali viene versata al Consorzio. Da sempre punto di riferimento per i genovesi, il mercato aveva grandi potenzialità di sviluppo anche turistico, ma versava da tempo in condizioni di degrado. Per questo la Giunta, a inizio 2016, ha deliberato di intervenire, ristrutturando e recuperando la struttura al piano rialzato del mercato con un restauro conservativo.
 


Qui sarà realizzato il primo food market genovese di 2.000 mq con oltre trecento posti a sedere sotto una fantastica lanterna di vetro, un bar centrale e vari corner dove degustare prodotti italiani e soprattutto liguri e genovesi certificati. Nel soppalco creato ad hoc troveranno posto una scuola di cucina, uno spazio per incontri culturali ed eventi e un centro di formazione professionale per l’alimentazione. Una novità per Genova che si allinea così ad analoghe realtà italiane ed europee come la Boqueria di Barcellona, il Borough Market di Londra, il Mercado di San Miguel a Madrid (nella foto di copertina) e il Mercato Centrale di Firenze.
 
Tra i lavori che interessano il piano rialzato da sottolineare: il risanamento delle parti murarie; il rifacimento della pavimentazione e delle scale di accesso; il rifacimento dell’impiantistica e dei servizi igienici; le opere necessarie all’abbattimento delle barriere architettoniche; il restauro delle vetrate perimetrali e la creazione di un percorso da attivarsi nelle ore di chiusura del mercato sottostante.
 

Nuove Officine Grandi Riparazioni di Torino

Da ‘cattedrale’ della storia industriale del capoluogo piemontese a nuovo hub della cultura contemporanea, dell’innovazione e dell’accelerazione d’impresa a forte vocazione internazionale, le OGR-Officine Grandi Riparazioni di Torino, riqualificate da Fondazione CRT e inaugurate il 30 settembre scorso, sono l’unico esempio di riconversione industriale in Europa con tre ‘anime’ che si integrano come un ecosistema: la ricerca artistica, la ricerca in campo scientifico, tecnologico e industriale, l’enogastronomia.
 
L’edificio a forma di H fu costruito tra il 1885 e il 1895 e adibito per un secolo alla manutenzione dei treni. Nel 2013 la società consortile OGR-CRT, detenuta per oltre il 50% dalla Fondazione CRT, ha acquistato da RFI l’area di 35.000 mq, per riqualificarla con un investimento di 100 milioni di euro e mille giorni di cantiere, sotto la guida della Soprintendenza e in collaborazione con il Comune di Torino. Le nuove OGR completano la configurazione urbanistica di Spina 2 (parte del nuovo asse di sviluppo nord-sud della città), creano due nuove piazze nel cuore di Torino e rafforzano il valore strategico di una zona in cui sono presenti la stazione ferroviaria dell’alta velocità di Porta Susa, il Politecnico, l’Energy Center, il prossimo Centro Congressi, nonché poli di ricerca e istituzioni culturali di eccellenza.
 


Soluzioni ad alto contenuto tecnologico, sostenibilità ambientale, salvaguardia del valore storico della struttura, flessibilità e modularità degli spazi, fruibilità durante tutto l’anno, accessibilità for all, sono i principi ispiratori del grande intervento di ristrutturazione e recupero funzionale delle OGR, per dare vita a un centro di sperimentazione e produzione di contemporaneità in continua trasformazione e dialogo con i protagonisti dell’arte e dell’innovazione a livello globale.
 

Progetto UniAbita a Sesto San Giovanni (MI)

Il progetto a Sesto San Giovanni è stato realizzato grazie alla sinergia tra diversi attori: la storica Società di Mutuo Soccorso, che ha donato l’area con lo scopo di rinnovare un’antica tradizione di servizio pubblico; la Fondazione La Pelucca Onlus, gestore di strutture e servizi per gli anziani sul territorio, beneficiaria del lascito, che ha promosso il progetto; la Coop. UniAbita che ha raccolto la sfida e ha realizzato un edificio misto, in parte privato: 4 piani di residenza, 2 piani di box; in parte ad uso pubblico: piano terra e primo piano, con poliambulatorio, struttura di residenza protetta per anziani composta da 7 mini alloggi e sede-museo della società di Mutuo Soccorso.
 


L’edificio è in classe A, con riscaldamento centralizzato a gestione autonoma alimentato dal teleriscaldamento, impianto fotovoltaico. L’architettura dell’edificio, semplice ma non banale, rispettosa del luogo senza rinunciare ad essere moderna, è coerente con i nuovi modi di abitare che vengono proposti all’interno.
 

Progetto di Lombardini22, in via Quintiliano a Milano

Il progetto prevede la realizzazione di tre corpi di fabbrica per un totale di 89 residenze di varie metrature, in via Quintiliano, all’interno della zona 4, a sud-est di Milano. Le altezze degli edifici (dai 3 ai 6 piani fuori terra), collegati fra loro, sono definite in modo da agevolare l’irraggiamento delle residenze e della corte. La loro disposizione permette di avere un grande spazio centrale caratterizzato da un’area verde - così come la copertura di uno degli edifici adibita a orti urbani, gestiti dagli inquilini - che rappresenta un significativo punto di incontro.



In prossimità dell’ingresso un’area a pilotis, arricchita con sedute e giochi per bambini, e una sala comune, attrezzata con cucina per incontri e attività comuni, sono pensate come spazio di ritrovo e centro di aggregazione per tutti i condomini. Lasciato libero da costruzioni, l’ingresso al lotto apre un cono ottico tra gli spazi interni ed esterni del complesso, relazionandosi con la città e il quartiere e ampliando la visuale delle residenze.
 
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