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BIM NEWS

Le 5 caratteristiche per riconoscere un oggetto BIM ben fatto

di Stefania Mastrolonardo

Cos'è un oggetto BIM e come scegliere quello più adatto al proprio progetto?

Vedi Aggiornamento del 11/07/2018
Fin dai primi anni 2000 le aziende produttrici del settore Ingegneria, Architettura e Design hanno iniziato un processo di digitalizzazione, incentrando le proprie strategie di marketing sulla fornitura di strumenti informatici ai propri clienti, come librerie di blocchi CAD 2D e oggetti 3D. Oggi i simboli CAD sono stati sostituiti dagli oggetti BIM.

COS'E' UN OGGETTO BIM?


Un oggetto BIM è un “contenitore di informazioni dettagliate” e racchiude al suo interno tutte le caratteristiche tecniche e geometriche, che identificano un prodotto progettato e realizzato da un brand. Qualcosa di ben più articolato dei precedenti blocchi CAD 2D e 3D, poiché l’oggetto BIM è un modello parametrico che contiene tutte le varianti di tipo e si relaziona agli altri componenti dell’opera architettonica. Un oggetto BIM può essere inserito all’interno del proprio progetto, la rappresentazione grafica nelle diverse viste di pianta, prospetto o sezione è legata ai livelli di sviluppo geometrico (LOG), mentre la qualità e la quantità dei parametri tecnici associati sono legati ai livelli di sviluppo informativo (LOI).
Gli oggetti BIM si dividono in 3 macro categorie, convenzionalmente definite:
- OGGETTI DI SISTEMA: ossia tutti gli elementi di solito assemblati in cantiere - come muri, solai, tetti, pilastri, travi e fondazioni - composti da stratigrafie di materiali differenti. Gli oggetti di sistema sono predefiniti all’interno del software di BIM Authoring e vengono solo configurati dal progettista.
- OGGETTI CARICABILI: ossia gli oggetti solitamente prodotti in fabbrica e consegnati in cantiere pronti per l’installazione, come porte, finestre, arredi e impianti vari. Gli oggetti caricabili vengono inseriti dal progettista nel proprio progetto. 
- OGGETTI MODELLATI NEL PROGETTO: sono oggetti personalizzati, modellati ad hoc direttamente nel progetto.

Come riconoscere quando un oggetto BIM scaricato può essere inserito nel proprio progetto senza incorrere in errori? Ecco l'elenco delle 5 caratteristiche per riconoscere un oggetto BIM ben fatto.

1. IL FORMATO

Alcuni software di BIM Authoring


Il file BIM di prodotto in formato nativo può essere usato solo con il software con cui è stato realizzato. Ogni software di BIM Authoring ha, infatti, il suo formato nativo di progetto, ad esempio:
- Revit (.rvt, .rfa, .adsklib);
- SketchUp (.skp);
- ArchiCAD (.pln, .gsm, .icf);
- Edificius (.rfa, .edf, .bol);
- Allplan (.smt, .nas, .nagd); etc...

Come formato aperto, invece, esiste il file IFC. Si tratta di un formato compatibile con tutti i software BIM oriented, sviluppato per favorire l’interoperabilità tra i software e agevolare il processo collaborativo tra gli attori coinvolti nella progettazione, costruzione e gestione di un'opera. Tuttavia, un file IFC di prodotto non può contenere tutte le varianti di tipo (catalogo tipo), ma ogni oggetto corrisponde ad una sola variante e i relativi attributi associati. Inoltre, i file IFC non sono oggetti relazionabili come il file in formato nativo.

Per alcuni prodotti come ad esempio quelli che compongono stratigrafie murarie, solai e tetti, la digitalizzazione BIM consiste in una libreria materiali, ossia una raccolta di materiali e componenti associati al prodotto. Di solito al suo interno sono contenuti texture, finiture e colorazioni utili per la sua renderizzazione, nonché i dati prestazionali usati dai simulatori di analisi termica e strutturale.

2. LE INFORMAZIONI

Occorre fare attenzione a non confondere un oggetto BIM con un modello 3D. Se un oggetto possiede solamente informazioni di tipo geometrico e non anche parametri identitari e prestazionali, di certo non si può parlare di oggetto BIM. Un oggetto BIM associa alle informazioni geometriche, utili per la rappresentazione 2D e 3D, anche informazioni fisiche e tecniche relative al prodotto, ad esempio: materiali, dimensioni, requisiti prestazionali e/o energetici, eventuali collegamenti con altri componenti e modalità di posa in opera, dati sulla manutenzione, dati del produttore, link al sito web del produttore e/o alla scheda tecnica, sostenibilità, piani di dismissione.
Il valore del Building Information Modeling risiede non solo nel fatto che si lavora sulla virtualizzazione dell’intera opera costruita e non più su semplici linee, quanto piuttosto nelle informazioni tecniche estraibili che l’oggetto porta con sé.

3. QUANTE INFORMAZIONI
Estratto tipologico LOD da normativa UNI 11337-4

Il rischio alle volte è quello di incorrere nell’errore opposto, cioè associare all’oggetto un numero di informazioni eccessivo o comunque superfluo in relazione alla fase  di progettazione. Il livello di dettaglio grafico e delle informazioni di un oggetto BIM aumenta progressivamente man mano che il progetto avanza, passando da un schematizzazione semplificata in fase iniziale ad un modello dettagliato vicino al prodotto reale, tipico di una fase “as-built”. A seconda del tipo di prodotto, un oggetto BIM ben fatto deve possedere, geometricamente parlando, necessariamente tre livelli di definizione grafica differente - basso, medio e alto - da scegliere in base alla fase progettuale. Questo consente di ottenere una rappresentazione chiara e pulita anche in fase di stampa su carta, prassi ancora molto diffusa soprattutto per la richiesta di autorizzazioni o permessi. Per una scala di rappresentazione alta, 1:200 o 1:100 di solito usata per progetti di massima e/o quadri di unione, il dettaglio da usare è BASSO e corrisponde solitamente a linee 2D. Ad una scala di rappresentazione media, 1:100 o 1:50 di solito usata per progetti di massima ed esecutivi d’insieme, corrisponde un livello di dettaglio MEDIO con rappresentazione geometrica di ingombro del prodotto. Per una scala di rappresentazione bassa, 1:50 o 1:20 di solito usata per progetti esecutivi, il dettaglio da usare è ALTO con una rappresentazione quasi fedele alla realtà.

4. IL PESO DEL FILE
Un oggetto BIM caricabile deve necessariamente avere un peso mediamente contenuto in un range che va da 800 KB a 1,5 MB. Un oggetto con un peso superiore potrebbe causare rallentamenti del software durante la progettazione. Immaginando di caricare all’interno di un progetto una moltitudine di oggetti, ciascuno con un peso superiore a 1,5 MB, la loro somma inciderebbe notevolmente sul peso del file di progetto. E’ da evidenziare, inoltre, come le stazioni appaltanti, stabiliscano nel capitolato informativo un peso massimo del file di progetto in termini di KB.


5. LA POSSIBILITA' DI ESTRARRE I DATI
Come precedentemente detto, ciò che rende il BIM uno strumento di lavoro produttivo è la capacità di poter analizzare ed estrapolare i dati del progetto e non solo visualizzare forme e geometrie. Gli attribuiti identitari e prestazionali di oggetti caricabili e stratigrafie devono essere inseriti come dati estraibili per le schede informative (abaci), di fatto così si garantisce il trasferimento delle informazioni ai diversi stakeholders coinvolti nei processi progettuali, costruttivi e gestionali delle opere edilizie.

 
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