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NORMATIVA

Durc, Di Maio: ‘elemento di un sistema infernale’

di Paola Mammarella

Alessandro Genovesi, Segretario Generale Fillea Cgil replica: ‘ spero non voglia diventare il ministro del lavoro nero’

Vedi Aggiornamento del 16/07/2018
26/06/2018 – “Spero di aver frainteso. Spero che Di Maio non voglia diventare il ministro del lavoro nero”. Così Alessandro Genovesi, Segretario Generale Fillea Cgil replica al ministro del Lavoro Luigi Di Maio che ha definito il Durc un “elemento di un sistema infernale”.
 
La dichiarazione del Ministro Di Maio, che ha proposto di rimettere mano al Durc, riporta Fillea Cgil, è stata rilasciata all’Assemblea nazionale di Confartigianato.
 

Durc, Fillea Cgil: ‘rispettare la regolarità dei contratti di lavoro’

Il Durc, ha spiegato Genovesi “attesta se un’impresa ha regolarmente pagato i contributi all’INPS, all’INAIL e, per il settore delle costruzioni, alla Cassa Edile, come sa bene lo stesso Di Maio, essendo l’azienda di famiglia, appunto, una piccola azienda edile”.

“Se il Ministro - prosegue Genovesi - intende ripristinare il DURC come era prima dell’intervento del Ministro Poletti, cioè con validità a 3 mesi (e non a 6 come oggi) e specifico per cantiere (e non super generico), allora ci troverà d’accordo con lui nel contrastare i tanti abusi e il tanto lavoro grigio che ancora passa per le maglie non perfette dell’attuale Durc”.

“Se invece, in una pur volenterosa e condivisibile opera di semplificazione e sburocratizzazione, confonde lucciole con lanterne e vuole permettere ad imprese che non pagano i propri dipendenti, non versano i contributi, alimentano lavoro nero e grigio, non rispettano i contratti di lavoro, di poter beneficiare di incentivi pubblici o di partecipare a gare e ad appalti perché l’importante è lavorare a prescindere, diciamo subito che non siamo d’accordo”.
 
“Queste ricette liberiste, neanche originali, sono state proprio la causa di tanta precarietà, tanti ricatti, tanti infortuni, soprattutto nei cantieri edili” ha aggiunto il leader degli edili Cgil, che ha invitato il Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro a tutelare “prima di tutto le imprese serie che pagano regolarmente stipendi e contributi - anche rateizzando il dovuto come è già previsto - e la competizione sana”.

“Occorre evitare di confondere i diritti e le tutele dei lavoratori e della parte migliore dell’imprenditoria italiana, grande e piccola, con i famosi lacci e lacciuoli di berlusconiana memoria, che hanno portato solo a più evasione, più corruzione, più lavoro irregolare. Spero sinceramente - conclude Genovesi - che Di Maio non voglia diventare ministro del lavoro nero.”
 

Durc indispensabile per far partire i lavori

Al momento la normativa risponde alla logica “niente Durc, niente lavori”, nel senso che l’irregolarità contributiva impedisce il rilascio del documento e fa scattare la sospensione del titolo abilitativo.
 
Ricordiamo che il DM 30 gennaio 2015 ha introdotto il Durc online. Nel sistema online se le verifiche non danno esiti positivi è prevista una procedura di regolarizzazione. Solo dopo il completamento di questo step può essere rilasciato il Durc.
 
Imprese, Pubbliche amministrazioni, Soa, banche e intermediari finanziari possono verificare la regolarità contributiva con un’unica interrogazione, inserendo il codice fiscale dell’impresa nelle banche dati di Inps, Inail e Casse Edili.
 
Nei cantieri della ricostruzione post-sisma è inoltre previsto il Durc di congruità, cioè un sistema in grado di attestare la congruità dell’incidenza della manodopera impiegata dall’impresa nel cantiere interessato dai lavori di ricostruzione. 
 
Secondo gli addetti ai lavori, in generale il sistema del Durc potrebbe essere perfezionato e non è esente da errori o ritardi burocratici. Anche Fillea Cgil è a favore di qualche modifica, purché dietro la semplificazione non si nasconda il rischio di cancellare le tutele per i lavoratori.
 
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