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LAVORI PUBBLICI

Codice Appalti, Toninelli annuncia semplificazioni in collaborazione con l'Anac

di Paola Mammarella

In arrivo in CdM modifiche per affidamenti più rapidi. Gli operatori chiedono di tornare dalla soft law ad un solo regolamento attuativo

Vedi Aggiornamento del 20/07/2018
12/07/2018 – Modifiche e semplificazioni al Codice Appalti sì, ma di pari passo con l’anticorruzione. Saranno queste, secondo quanto annunciato dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, le direttrici per la revisione della normativa sui contratti pubblici.
 

Codice Appalti, semplificazione e legalità

Toninelli dalla sua pagina Facebook ha assicurato che semplificazione non vorrà dire mancanza di controlli.  
 
“Un governo del M5S non abbasserà mai la guardia rispetto alla legalità e alla lotta contro la corruzione negli appalti. Certe ricostruzioni pseudo-giornalistiche sono totalmente campate in aria. Stiamo lavorando fin dal primo giorno del nostro mandato in piena sintonia con Anac per rendere più rapidi gli affidamenti con norme più chiare e semplici. È risaputo, infatti, che la corruzione e il malaffare si annidano facilmente proprio nella complessità e nell'opacità. Dunque, snellire le procedure non è in contraddizione con la difesa della legalità, tutt'altro”.
 
Toninelli ha aggiunto anche che “non c’è alcun ritorno ai principi della Legge Obiettivo. Il tavolo di lavoro vede un coinvolgimento attivo e qualificato dell’Anticorruzione che sta fornendo un contributo prezioso allo scopo di rilanciare quegli investimenti infrastrutturali che possono davvero far ripartire l’economia del Paese”.
 
La Legge Obiettivo è stata duramente criticata anche dal presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, che l’ha definita “una delle peggiori leggi mai fatte” perché a suo avviso non ha prodotto risultati in termini di controlli né di realizzazione delle opere, che sono molto spesso rimaste in una sorta di “libro dei sogni”.
 

Codice Appalti, modifiche presto in CdM

Nei giorni scorsi Toninelli ha riferito che le modifiche alla disciplina degli appalti pubblici saranno portate presto in Consiglio dei Ministri.
 
Secondo molti operatori del settore, il Codice Appalti del 2016 è stato introdotto per garantire la trasparenza delle procedure e la lotta alla corruzione, ma ha anche prodotto incertezze e un rallentamento dei lavori. Motivi per i quali è stato chiesto un intervento correttivo.
 
A prescindere dal numero di gare bandite e degli importi, che in molti casi sono in ripresa, ad essere criticato è in particolare il sistema di soft law, cioè l’insieme di decreti attuativi e linee guida dell’Anac che avrebbero dovuto semplificare l’applicazione del Codice. In realtà, i ritardi nell’approvazione di queste norme ha creato una situazione molto più confusa, tanto da spingere gli operatori a chiedere il ritorno ad un unico regolamento attuativo.
 
Una modifica, già annunciata, punta ad eliminare l’obbligo di pubblicare gli avvisi di gara sui quotidiani cartacei. Al momento questo obbligo costa 40 milioni di euro a professionisti e imprese.
 
Un altro punto da modificare potrebbe essere il tempo previsto per i pagamenti. L’Unione Europea ha intrapreso un’azione contro la normativa italiana che gestisce i pagamenti per stato di avanzamento lavori.
 
Ricordiamo inoltre che Ance da tempo chiede un intervento normativo per eliminare le procedure farraginose che rallentano l’apertura dei cantieri e la rapida realizzazione delle opere. Secondo i costruttori edili, il Codice Appalti prevede controlli solo formali che danneggiano le imprese serie, senza sradicare l'illegalità.

L'Ance ha più volte sottolineato anche la presenza di troppe deroghe, come nel caso dei Mondiali di sci di Cortina 2021, del G7 di Taormina e delle Universiadi 2019, l’incapacità di selezionare le imprese migliori (la pratica del sorteggio umilia le imprese), i contenziosi incerti, i tempi lunghi e la presenza di alcune norme contrarie alle regole europee, come i limiti al subappalto.
 

Codice Appalti, sindacati: ok alla semplificazione, no alla Legge Obiettivo

In una nota i Segretari Generali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, Vito Panzarella, Franco Turri e Alessandro Genovesi hanno dichiarato “In questo Paese non vi può essere una visione ideologica su tutto e a prescindere. Il Codice degli Appalti, come tutte le normative complesse, può essere cambiato e migliorato soprattutto in termini di semplificazione delle procedure e di accelerazione dell’avvio di cantieri. Ovviamente come saremo i primi a sostenere semplificazione e sburocratizzazione saremo i primi a contrastare chi vuole tornare al General Contractor o alla filosofia della Legge Obiettivo”.
 
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