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NORMATIVA

Débat public, debutto vicino per la nuova procedura

di Rossella Calabrese
Commenti 2015

Alla Camera per il parere il decreto che indica le opere sottoposte a dibattito pubblico

Vedi Aggiornamento del 16/01/2018
Commenti 2015
11/01/2018 - È all’esame del Parlamento la bozza del decreto relativo alle funzioni del direttore dei lavori e alle opere sottoposte a débat public.

A fine dicembre 2017 la Ministra per i rapporti con il Parlamento ha trasmesso la richiesta di parere parlamentare sullo schema di Dpcm concernente modalità di svolgimento, tipologie e soglie dimensionali delle opere sottoposte a dibattito pubblico.
 

Il débat public, applicazione e procedura

Le grandi opere infrastrutturali di rilevanza sociale aventi impatto sull’ambiente, sulle città e sull’assetto del territorio, saranno sottoposte a dibattito pubblico, una procedura pensata per migliorare la qualità della progettazione e l’efficacia delle decisioni pubbliche mediante la più ampia partecipazione dei cittadini.
 

La procedura si applica ad autostrade e strade extraurbane, tronchi ferroviari, aeroporti, porti, interporti, elettrodotti aerei, impianti idraulici, infrastrutture ad uso sociale, culturale, sportivo, scientifico o turistico, impianti e insediamenti industriali oltre i 300 milioni di euro.

 

Nell’ultima versione del Dpcm sono stati eliminati gli impianti nucleari e per il trattamento dei combustibili nucleari, gli interventi per la difesa del mare, quelli per lo sfruttamento degli idrocarburi, oleodotti, gasdotti e condutture per gli impianti chimici, le opere connesse alla difesa e alla sicurezza, alle esigenze di protezione Civile in caso di urgenza e agli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauri, adeguamenti tecnologici e completamenti.

L’avvio del débat public verrà richiesto dal proponente dell’opera, dalla Presidenza del Consiglio dei ministri o dai Ministeri direttamente interessati, dagli Enti locali coinvolti o da 50mila elettori. Il procedimento potrà avere una durata massima di quattro mesi, a decorrere dalla pubblicazione del dossier di progetto, prorogabile di ulteriori due mesi in caso di comprovata necessità.
 

La Commissione Ambiente della Camera dovrà esprimere il parere entro il 29 gennaio 2018.
 

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