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LAVORI PUBBLICI

Infrastrutture, investimenti per 5,4 miliardi di euro per strade, ferrovie e porti

di Rossella Calabrese

Pubblicato l’Addendum al Piano Operativo infrastrutture approvato dal Cipe nel dicembre 2017

12/06/2018 - È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Delibera 98/2017 del CIPE che approva l’Addendum Piano Operativo infrastrutture, con una dotazione finanziaria di 5.430,99 milioni di euro, a valere sul Fondo sviluppo e coesione 2014-2020.
 
L’Addendum, previsto dall’articolo 1, comma 703, lettera c) della Legge di Stabilità 2015 (Legge 190/2014), ha come obiettivo strategico quello di dare continuità e rafforzare la strategia nazionale in materia di infrastrutture per il trasporto e la logistica come delineata nel Piano operativo Infrastrutture FSC 2014-2020.
 
Il documento è una integrazione al Piano Operativo del Ministero delle infrastrutture e trasporti approvato dal CIPE nel 2016, predisposta nel 2017 al termine dell’assegnazione delle risorse residue del Fondo sviluppo e coesione 2014-2020 ai vari strumenti previsti (Piani Operativi, Patti per lo sviluppo, Piani Stralcio).
 

Infrastrutture, dove vanno le risorse dell’Addendum

L’Addendum ripropone l’articolazione nei 6 Assi già definiti nel Piano ed assegnando a ciascun Asse le seguenti risorse:
a) interventi stradali con risorse finanziarie a disposizione pari a 1.717,20 milioni di euro;
b) interventi nel settore ferroviario con risorse finanziarie a disposizione pari a 2.026,50 milioni di euro;
c) interventi per il trasporto urbano e metropolitano con risorse finanziarie a disposizione pari a 665,78 milioni di euro;
d) messa in sicurezza del patrimonio infrastrutturale esistente con risorse finanziarie a disposizione pari a 259,08 milioni di euro;
e) altri interventi con risorse finanziarie a disposizione pari a 306,98 milioni di euro;
f) rinnovo materiale del trasporto pubblico locale ferroviario e su gomma - Piano Sicurezza ferroviaria con risorse finanziarie a disposizione pari a 455,45 milioni di euro.
 
Secondo quanto previsto dalla lettera l) del comma 703, le risorse sono così ripartite:
- 86,56 milioni di euro per l’anno 2016
- 0,5 milioni di euro per l’anno 2017
- 19,78 milioni di euro per l’anno 2018
- 1,35 milioni di euro per l’anno 2019
- 30 milioni di euro per l’anno 2020
- 120 milioni di euro per l’anno 2021
- 400 milioni di euro per l’anno 2022
- 1.000 milioni di euro per l’anno 2023
- 1.600 milioni di euro per l’anno 2024
- 2.172,8 milioni di euro per l’anno 2025
 
Nella definizione degli interventi si è tenuto conto delle percentuali fissate per l’allocazione dei finanziamenti del Fondo Sviluppo e Coesione (80% al Mezzogiorno e 20% Centro-nord).
 
L’Addendum propone investimenti per interventi sul sistema ferroviario, tra cui:
- il completamento dell’AVR sulla direttrice Napoli-Bari;
- la velocizzazione della direttrice Adriatica;
- la velocizzazione della Tirrenica sud;
- il nuovo collegamento Catania-Palermo nell’ambito della Direttrice Napoli-Palermo.
 
Per quanto riguarda le città metropolitane, l’attenzione è rivolta verso quegli interventi di potenziamento dei sistemi di trasporto rapido di massa delle principali aree urbane del Mezzogiorno:
- per Napoli, il completamento della linea 1, l’estensione della linea 6, il miglioramento dei sistemi tecnologici delle linee esistenti;
- per Cagliari il potenziamento della rete tranviaria;
- per Messina il rinnovo e upgrading infrastrutturale della rete tranviaria;
- per Catania l’estensione della Circumetnea.
 
Inoltre, a completamento dello scenario di potenziamento dei sistemi, viene previsto il rinnovo del materiale rotabile per il tpl utilizzando tecnologie innovative per le Regioni Calabria, Basilicata, Campania, Sardegna, Sicilia, Molise e Puglia.
 
Per quanto riguarda il sistema portuale, sono stati individuati alcuni interventi per i quali sussiste la necessità di finanziamenti residui, tra i quali:
- la camionale di Bari, opera attesa da anni che si rivelerebbe essenziale anche per il miglioramento della qualità della circolazione in tutte le aree oggi coinvolte dal transito dei mezzi pesanti diretti verso il porto;
- il miglioramento dell’accessibilità marittima e la valorizzazione del patrimonio infrastrutturale esistente, con riferimento particolare alle interconnessioni con le ZES (zone economiche speciali), per alcuni dei porti principali del Mezzogiorno;
- la valorizzazione dei porti che garantiscono la continuità territoriale con le isole campane.
 
Per quanto riguarda il sistema nazionale delle strade, si è scelto di finanziare:
- il completamento della ‘Fortorina’ in Campania, oltre che il completamento della viabilità del retroporto di Salerno;
- il completamento del corridoio Potenza-A3-Lagonegrese in Basilicata;
- alcuni stralci funzionali della Jonica in Calabria;
- l’itinerario Palermo Agrigento e Licodia-Eubea in Sicilia;
- il completamento della Sassari-Olbia e dell’Iglesiente in Sardegna.
 
Per il Centro-nord, la disponibilità di risorse più contenuta è stata indirizzata su interventi di rilevante impatto strategico, sia per quanto concerne le infrastrutture finalizzate alla sicurezza sia per quelle destinate alla valorizzazione dei territori, sotto il profilo dell’accessibilità e della attrattività turistica.

Anas e Rete Ferroviaria Italiana (a cui vanno circa 4 miliardi di euro), i Comuni e le Regioni potranno pubblicare immediatamente i bandi di gara relativi ai lavori finanziati.
 

Infrastrutture, Addendum coerente con la programmazione già definita

L’impostazione dell’Addendum è coerente con:
- il nuovo quadro normativo di riferimento, in particolare il nuovo Codice degli Appalti che prevede l’emanazione di un Piano Nazionale dei Trasporti e della Logistica (PNTL) e di un Documento Pluriennale di Pianificazione (DPP) degli interventi considerati di rilevante interesse nazionale;
- gli atti di pianificazione strategica e di programmazione già emanati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (Allegati Infrastrutture 2016 e 2017 ‘Connettere l’Italia’ e ‘Connettere l’Italia: fabbisogni e progetti di infrastrutture’);
- il Programma Operativo Nazionale ‘Infrastrutture e Reti’ 2014-2020 e le previsioni contenute nei ‘Patti per il Sud’ sottoscritti dal Governo con i Presidenti di Regione e Sindaci delle Città capoluogo del Mezzogiorno;
- l’esigenza di rafforzare la programmazione dei fondi comunitari con risorse aggiuntive e di integrarla con azioni complementari per il perseguimento degli obiettivi unitari di sviluppo e coesione.
 
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