02/04/2006 - Conclusa la prima fase della tanto attesa demolizione dell'ecomostro Punta Perotti a Bari. Tutto come previsto: 350 chilogrammi di tritolo hanno fatto implodere i due terzi della saracinesca che da oltre dieci anni taglia il lungomare barese. Al suo posto soltanto polvere e detriti. La prossima tappa è prevista per il 23 aprile.

» Galleria immagini crollo Punta Perotti
» Filmato della demolizione 1
» Filmato della demolizione 2
La demolizione è avvenuta esattamente come annunciato dai tecnici della General Smontaggi. Alle 10:30 in punto tre quarti del primo fabbricato, per complessivi 70 mila metri cubi di cemento, sono crollati per implosione. In 5 secondi sono andati giù 13 piani.
Sono stati praticati oltre 1000 fori sui pilastri, per il caricamento ed alloggiamento dell’esplosivo. Dei tagli realizzati mediante disco diamantato hanno poi consentito di indebolire i corpi dell’edificio (vani scala e vani ascensore).
Nell’arco di 5 secondi una serie di esplosioni in rapida successione hanno ridotto l’edificio ad un cumulo di macerie. Il crollo è stato seguito da una grossa nube di polvere che, contrariamente a quanto previsto, non si è diretta verso il mare, bensì verso l’abitato del quartiere Japigia.
Ricordiamo che il materiale sarà lasciato in sito per la successiva elaborazione:
“Sarà effettuata una frantumazione primaria mediante escavatori cingolati - spiega il progettista della demolizione Stefano Chiavalon - che consentirà la riduzione del 95% del calcestruzzo; una frantumazione secondaria seguirà per mezzo di un frantoio mobile, impianto utilizzato per la riduzione volumetrica del materiale. Questo permetterà di suddividere al 100% il calcestruzzo dal tondino di armatura, in modo da poter riutilizzare il materiale per colmare le fosse e riportare il terreno in piano”.
Il 23 aprile verrà demolito l’ultimo modulo del primo fabbricato più i due terzi del fabbricato retrostante. La terza tappa, in programma il 24 aprile, segnerà l’epilogo della travagliata vicenda di Punta Perotti con l’abbattimento del restante modulo del secondo fabbricato e dell’immobile parallelo alla ferrovia, noto come fabbricato Quistelli.
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