06/12/2006 - Il Consiglio Regionale della Calabria ha recentemente approvato, con due delibere, alcune modifiche alla legge regionale in materia di governo del territorio (L.R. 19/2002) e le Linee guida previste dalla stessa L.R. 19/2002.
La legge di modifica è stata approvata dopo lo stralcio dell’articolo 58 bis, che prevedeva il divieto di costruire a 800 metri dal mare e a 150 metri dai fiumi, confermando le misure di salvaguardia da adottare nei territori di valenza paesaggistico-ambientale, come previsto dalla Lr 23/90 e del Dlgs 42/04 (Codice Urbani).
L’eliminazione del articolo 58 bis ha innescato un’aspra polemica contro l’amministrazione regionale, da parte di chi ha interpretato tale stralcio come la rimozione degli ostacoli alla realizzazione del complesso turistico Europaradiso alla foce del fiume Neto, vicino Crotone.
Ma secondo l’assessore regionale all’urbanistica, Michelangelo Tripodi, l’articolo 58 bis non avrebbe imposto alcun vincolo aggiuntivo ma avrebbe semplicemente richiamato le misure di salvaguardia già previste dalla Lr 23/90 che si applicano su tutto il territorio regionale e quindi anche sul territorio della provincia di Crotone.
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francesco | realta e fantasia
26 December 2006 - 17:52
l'intervento di rosanna, benché evidentemente ispirato da motivazioni sentimentali, è totalmente da condividere! va comunque detto che la sequenza di precipitazioni il 3 luglio del 2006 è stata la seguente: 8:20 8:40 0,4 mm 8:40 9:00 0,2 mm 9:00 9:20 0,0 mm 9:20 9:40 0,6 mm 9:40 10:00 2,2 mm 10:00 10:20 0,0 mm 10:20 10:40 0,0 mm 10:40 11:00 2,0 mm 11:00 11:20 8,8 mm 11:20 11:40 19,4 mm 11:40 12:00 45,0 mm 12:00 12:20 44,8 mm 12:20 12:40 40,4 mm 12:40 13:00 29,6 mm 13:00 13:20 8,4 mm 13:20 13:40 0,8 mm in totale 202,6 mm in 5 ore e 20 minuti, un evento con 500 anni di tempo di ritorno. Nei precedenti cento anni il massimo in 24 ore era stato 45 mm di pioggia!!! Va aggiunto che alcune costruzioni civili, industriali e turistiche sono state realizzate, prima dell'entrata in vigore del PAI, proprio in area PAI e che lo stesso PAI delimita le zone a rischio di inondazione per piogge, e quindi portate fluviali, con tempo di ritorno di 200 anni. Aggiungiamo ancora che un'intero quartiere in riva al mare e sulle foci dei torrenti è stato realizzato abusivamente come tante ville al mare. Infine, aggiungiamo che: i vertici della protezione civile intervenuta in zona hanno lanciato strali contro la popolazione e i politici locali, ma dopo qualche giorno per un acquazzone in quel di Genova, certo non con tempo di ritorno di 500 anni, hanno sollecitato immediatamente il Governo per l'adozione dello stato di calamità naturale, mentre per Vibo Marina ciò è avvenuto solo a Dicembre dopo ben sei mesi e con cifre del tutto irrisorie rispetto ai danni ed alle opere di riassetto idrogeologico indispensabili. Poi si dice due Italie!!!
rosanna iorfida | oscenità
11 December 2006 - 11:44
Ricordo all'assessore regionale all'urbanistica Tripodi l'alluvione avvenuta il 3 luglio 2006 nella zona di Vibo Marina, Bivona e Longobardi (VV) che ha distrutto intere zone abitate. Le ricordo anche che la CAUSA principale di tale disastro è stata la mancanza di controllo per la tutela dei corsi d'acqua i quali nel corso degli anni erano stati cancellati da costruzioni, strade e vari orticelli! un caro amico è recentemente morto per infarto, aveva perso a causa dell'alluvione casa e lavoro. Forse al caro ministro entrerà un buon tornaconto se è disposto a passare sopra a queste tragedie!
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